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Anche i libri per bambini di Hong Kong nel mirino del regime di Pechino

Anche i testi illustrati per bambini sono finiti nelle strette maglie della sicurezza nazionale di Hong Kong. La polizia ha arrestato cinque associati dell’Unione generale dei logopedisti, una sigla sindacale locale, a causa di “tre libri sediziosi” per bambini con pecore sospettate di incitare all’odio verso i governi dell’ex colonia e di Pechino, rappresentati dai lupi.

Il sovrintendente senior Steve Li del dipartimento della Sicurezza nazionale ha spiegato le ragioni alla base delle accuse con le pecore identificate con la gente di Hong Kong, mentre nelle storie compaiono a un certo punto i lupi famelici che, nell’interpretazione, sono ritenuti essere la Cina. “Un libro mostrava le pecore molto pulite e i lupi molto sporchi. Ha cercato di accusare la Cina di aver portato il virus”, ha detto Li in una surreale conferenza stampa. Le prefazioni in due dei tre testi collegano le storie alle proteste contro il governo del 2019 e, sul punto, Li ha specificato che le pubblicazioni mirano a glorificare la violenza e ad incitare i bambini a odiare il governo e la magistratura della città. Un’altra storia alluderebbe a uno sciopero tenuto dagli operatori sanitari all’inizio del 2020 per cercare di fare pressione sul governo sulla chiusura delle frontiere con la Cina a causa della pandemia del Covid-19. “Il libro mostrava che le pecore erano molto pulite e i lupi molto sporchi. Ha cercato di accusare la Cina di aver portato il virus – ha osservato -. I libri, per esempio, mostravano i lupi mentre gettavano spazzatura e sputavano dappertutto”.

Le persone arrestate sono due uomini e tre donne di età compresa tra i 25 e i 28 anni con l’accusa di aver cospirato per la pubblicazione di materiale sedizioso, tra cui il presidente il vicepresidente, il segretario e il tesoriere dell’Unione.

Li ha invitato i genitori e i distributori a liberarsi dei libri incriminati: “Tutte le pubblicazioni sono rivolte a bimbi di età compresa tra i 4 e i 7 anni, età cruciale per sviluppare la conoscenza morale ed etica. Insegnando loro che il bianco è nero e il nero è bianco, con quali valori cresceranno? Potrebbero finire per avere intenzioni criminali”, ha azzardato il sovrintendente, non escludendo altri arresti.

La Confederazione dei sindacati (CTU) pro-democrazia ha espresso forte preoccupazione per il caso, ritenuto il segnale di un’escalation volta a strangolare la libertà di espressione, nonché “una campana a morto per la libera creazione artistica. Oggi un libro per bambini è definito sedizioso. Domani qualsiasi metafora potrebbe essere letta come tale”, ha affermato la CTU in una nota. “Questo spiega anche perché molti creatori si autocensurano, ritirando le loro opere dagli scaffali. Il caso mostra ancora una volta come la legge sia stata usata dalle autorità per diffondere la paura”.

Intanto il tribunale di West Kowloon ha negato la libertà su cauzione a quattro ex alti dirigenti dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia fondato da Jimmy Lai e costretto alla chiusura il 24 giugno, accusati di aver violato la legge sulla sicurezza nazionale. L’editore associato Chan Pui-man, il capo editoriale della sezione di notizie in inglese Fung Wai-kong, il caporedattore esecutivo Lam Man-chung e l’editorialista Yeung Ching-kei devono rispondere di cospirazione e collusione con le forze straniere per il fatto di aver chiesto sanzioni contro Hong Kong e la Cina.

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