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Bando per imprenditori agricoli

Scade il 29 novembre il termine per presentare domanda al bando del Psr: 6.4.02 ‘Diversificazione attività agricole con impianti per la produzione di energia da fonti alternative’.
In base all’articolo 2135 del codice civile, possono partecipare imprenditori agricoli sia singoli che associati.

Gli intervento riguardano:

  • centrali termiche con caldaie alimentate prevalentemente a cippato o a pellets (potenza massima di 3 mwt);
  • impianti per la produzione di biogas (potenza massima di 3 mwt) dai quali ricavare energia termica e/o elettrica (compresa cogenerazione);
  • impianti per la produzione di energia eolica (potenza massima di 1 mwe);
  • impianti per la produzione di energia solare (potenza massima di 1 mwe o 3 mwt, sono esclusi gli impianti a terra);
  • impianti per la produzione di energia idrica (piccoli salti – potenza massima di 1 mwe);
  • impianti per la produzione di biometano (potenza massima di 3 mwt);
  • impianti combinati per la produzione di energia da fonti rinnovabili: in tali impianti la parte termica dovrà avere potenza massima di 3 mwt e la parte elettrica dovrà avere potenza massima di 1 mwe;
  • impianti per la produzione di pellets e oli combustibili da materiale vegetale;
  • piccole reti per la distribuzione dell’energia e/o impianti intelligenti per lo stoccaggio di energia a servizio delle centrali o degli impianti realizzati in attuazione del presente avviso nel limite massimo del 20% della spesa ammissibile del progetto presentato ed a condizione che tale rete e/o impianto sia di proprietà del beneficiario.

Gli impianti devono essere progettati e sostenibili con l’utilizzo di risorse naturali rinnovabili o di soli sottoprodotti o scarti di produzioni agricole, forestali o agroalimentari; devono essere inoltre dimensionati per produrre energia elettrica e/o calorica superiore ai consumi aziendali e conseguentemente almeno parzialmente venduta o ceduta a terzi.

L’avviso pubblico è a valere su un ammontare complessivo di 6 milioni e 816.258 euro. Il sostegno, in forma di contributo in conto capitale, sarà pari al 50% della spesa ammissibile o minor percentuale qualora il beneficiario, in sede di domanda di sostegno, richieda una percentuale di sostegno inferiore ai fini del rispetto dei limiti massimi di cumulabilità dei contributi pubblici prevista dalla normativa nazionale. il contributo minimo richiedibile è pari al 20%. Il contributo sarà comunque calcolato ed erogato nel rispetto delle norme fissate per gli aiuti “de minimis” che prevedono che l’importo complessivo degli aiuti non può superare 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

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