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Boom del mercato dell’Intelligenza artificiale in Italia: nel 2021 è cresciuto del 27%

Si smuove l’ecosistema italiano dell’intelligenza Artificiale (AI), raddoppiando il suo valore in due anni. Nel 2021 ha segnato un +27% e ha raggiunto quota 380 milioni di euro. Un terzo del mercato italiano riguarda progetti di algoritmi per l’analisi dei dati, uno degli ambiti più in crescita con la pandemia, seguono le soluzioni per l’interpretazione del linguaggio naturale e quelle per gli assistenti virtuali. Il 95% dei consumatori italiani ha sentito parlare di AI, ma una parte esprime preoccupazioni legate a privacy, lavoro ed etica. E’ il quadro disegnato da una ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.

“L’Intelligenza Artificiale è oggi fortemente maturata e ha tutto il potenziale per diventare un fattore centrale nella trasformazione digitale di imprese, PA e della società nel suo complesso”, spiega Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence. “La Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento, che rappresenta oggi una pietra fondamentale nella costruzione di una fiducia nelle tecnologie. E l’Italia ha lanciato il nuovo Programma Strategico, ora è necessario compiere il passo successivo, la creazione di un piano esecutivo”, aggiungono Giovanni Miragliotta e Nicola Gatti, co-Direttori dell’Osservatorio.

Secondo la ricerca il 76% del mercato è commissionato da imprese italiane, il restante 24% come export di progetti. Emerge però nel nostro paese un divario nell’adozione: sei su 10 grandi aziende hanno avviato almeno un progetto di AI, tra le Pmi sono appena il 6%. Un terzo del mercato italiano (35%) riguarda progetti di algoritmi per analizzare ed estrarre informazioni dai dati, ambito che con la pandemia ha segnato una delle crescite maggiori, +32% rispetto al 2020. Seguono le soluzioni per l’interpretazione del linguaggio naturale con il 17,5% del mercato (+24%) e gli algoritmi per suggerire ai clienti contenuti in linea con le preferenze personali con un’incidenza del 16% (+20%). In forte crescita con +34% i chatbot e assistenti virtuali (si aggiudicano l’10,5% degli investimenti) e le iniziative di Computer Vision, che analizzano il contenuto di un’immagine in contesti come la sorveglianza in luoghi pubblici o il monitoraggio di una linea di produzione (11% degli investimenti, ma in crescita del 41%).

In uno scenario fortemente condizionato dalla crisi dei semiconduttori, che ha portato l’attesa per una scheda o un chip hardware ad alte prestazioni per l’Intelligenza Artificiale ad una media di 35 settimane, la ricerca evidenzia due linee di evoluzione tecnologica per l’AI. Innanzitutto, la crescita di interesse con la pandemia per la Data Analysis, che consente di integrare ed elaborare in tempo reale dati di tipo eterogeneo. E poi l’attenzione alla sostenibilità, “alla luce di alcune ricerche che hanno messo in luce come l’1% del consumo mondiale di energia riguardi i Data Center su cui sono eseguiti molti algoritmi di Intelligenza Artificiale e, soprattutto, come il training di una rete neurale profonda possa portare alla stessa generazione di CO2 di 5 automobili durante tutta la loro vita».

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