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Due ex gerarchi etiopi lasciano l’ambasciata italiana dopo 30 anni

Due ex gerarchi del regime del dittatore etiope Menghistu sono usciti dopo 30 anni dall’ambasciata italiana in Etiopia, dove si erano rifugiati per sfuggire alla pena di morte, dopo aver ricevuto la grazia. Sono Berhanu Bayeh e Addis Tedla, rispettivamente ministro degli Esteri e capo di stato maggiore del ‘Negus Rosso’. Per il loro ruolo nelle uccisioni di massa durante gli anni del terrore sono stati giudicati colpevoli di genocidio. La loro storia è venuta alla luce soltanto due anni fa con la pubblicazione del libro ‘I noti ospiti’, così venivano chiamati negli ambienti diplomatici italiani i due funzionari etiopi, scritto dall’ex ambasciatore in Etiopia Giuseppe Mistretta e dall’ex primo segretario dell’ambasciata italiana ad Addis Abeba, Giuliano Fragnito.

La più lunga saga diplomatica in materia di asilo inizia il 26 maggio del 1991. Dopo 14 anni di terrore, violenze e sangue il dittatore Menghitsu fugge in Zimbabwe, dove vive ancora oggi in un esilio dorato nonostante la condanna a morte in contumacia nel 2008. Il suo ministro degli Esteri e il capo di stato maggiore cercano rifugio, assieme ad altri otto funzionari, presso l’ambasciata italiana ad Addis Abeba. L’allora ambasciatore, Sergio Angeletti, li accoglie in base a un principio della nostra Costituzione che sancisce non si possono consegnare prigionieri che rischiano la pena di morte anche se la condanna vera e propria per Bayeh e Tedla è arrivata solo nel 2006. Il nuovo presidente dell’Etiopia Meles Zenwai chiede il rilascio immediato dei funzionari, 6 di loro escono volontariamente. Tra quelli che restano all’ambasciata italiana ci sono anche il tenente generale Tesfaye Gebre Kidan, ex ministro della Difesa, e Hailu Yimenu, primo ministro ad interim e comandante dell’esercito in Eritrea. Quest’ultimo si è suicidato impiccandosi al cancello dell’ambasciata un mese dopo. Gebr Kidan sarebbe stato ucciso durante una lite da Bayeh che lo avrebbe colpito in testa con una bottiglia.

In questi 30 anni il governo etiope ha chiesto ripetutamente all’Italia la consegna di Bayeh e Tedla, oggi 82 e 74 anni. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso soddisfazione per la conclusione della vicenda e per la concessione da parte del governo etiope della libertà condizionale ai due ex gerarchi. Secondo Amnesty International durante il regime di Menghitsu, ‘il macellaio di Adis Abeba’, sono stati uccise 50.000 persone oltre 100.000 sono state incarcerate e torturate.

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