Focolai di Afta epizootica in Ungheria e Slovacchia allarmano Italia e Austria
Il governo italiano rafforza le misure di prevenzione per evitare la diffusione in Italia dell’Afta epizootica, dopo che si sono registrati undici focolai di cui uno in Germania, quattro in Ungheria e sei in Slovacchia.
La Direzione Generale della Sanità Animale ha disposto che tutti gli automezzi che trasportano animali aftoso sensibili in ingresso nel territorio nazionale attraverso la regione Friuli Venezia Giulia e provenienti da Ungheria e Slovacchia, debbano procedere, con l’ausilio del personale dell’Esercito, alla disinfezione delle ruote in luoghi idonei all’esecuzione di tale attività e che possano poi dirigersi soltanto in un singolo stabilimento (allevamento) o impianto di macellazione. Qualora invece quegli automezzi dovessero passare attraverso un Centro di raccolta, gli animali ivi spediti saranno sottoposti al loro arrivo al prelievo di campioni per gli esami di laboratorio per l’afta epizootica e dovranno rimanere in tale Centro per almeno 14 giorni al termine dei quali, dopo aver eseguito un ulteriore prelievo di campioni per gli esami di laboratorio per l’afta epizootica, ad esito favorevole degli stessi potranno essere inviati nella struttura di destinazione finale.
In Ungheria sono stati seppelliti più di tremila bovini uccisi dall’epidemia di afta epizootica. Tra la popolazione si va diffondendo il timore che le carcasse contaminino i pozzi delle aree colpite e si levano richieste che il governo intervenga per aiutare chi dovessero subire danni a causa dell’inceneritore di carcasse. Secondo il dottor Szabolcs Pásztor, capo veterinario nazionale, tutto viene fatto in conformità con i regolamenti e il fenomeno dovuto alla decomposizione che si vede nei filmati è inevitabile a causa dell’elevato numero di animali uccisi.
L’Austria ha chiuso 24 valichi di frontiera con i vicini Ungheria e Slovacchia per contenere la diffusione dell’afta La malattia non rappresenta un pericolo per l’uomo, anche se colpisce soprattutto i bovini e altri animali ungulati come suini, pecore e capre.




