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I banchi rotanti di Arcuri vanno a fuoco e vanno tolti dalle scuola

Più lunghi di quello che dovevano (74 centimetri e non 60) e non ignifughi. I banchi monoposto acquistati per le scuole sotto il governo Conte tornano a far discutere, insieme alla quarantena da adottare per gli studenti contagiati, con il ministero dell’Istruzione che attende le indicazioni di quello della Salute, auspicando che “le norme siamo omogenee per tutti gli istituti”.

Ma la polemica è sui banchi a rotelle, realizzati dalla portoghese Nautilus che sottoscrisse due contratti durante la gestione Arcuri. “Centodiecimila banchi a rotelle comprati dal precedente governo e poi non utilizzati perché non in regola con le normative antincendio. Che vergogna! Qualcuno pagherà per questo scandalo? Perché gli altri partiti non vogliono la commissione di inchiesta sugli acquisti Covid? Intanto noi siamo sempre più orgogliosi di aver mandato a casa Conte e Arcuri. Con Draghi e Figliuolo abbiamo detto basta anche allo scandalo dei banchi a rotelle”, ha scritto su Fb il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

A rispondere alle polemiche è stato proprio l’ex commissario precisando che i nuovi banchi, “richiesti dal Ministero dell’Istruzione alla Struttura Commissariale, sono stati acquistati secondo regolari procedure di gara, verifiche, collaudi e consegnati a seguito di formale accettazione da parte dei dirigenti scolastici”. Arcuri ha fornito una serie di precisazioni per difendere il suo operato a partire dalle richieste arrivate dai dirigenti scolastici, che hanno riguardato 2.008.689 banchi di tipo tradizionale e 435.118 sedute innovative.

“Il contratto dell’ex struttura del Commissario con l’azienda portoghese Nautilus per la fornitura di banchi tradizionali (e non a rotelle) prevedeva la consegna di 110.100 banchi (5% del totale di banchi acquistati). L’offerta – ha affermato Arcuri – come tutte le altre pervenute, è stata esaminata da una commissione composta per i 4/5 da membri esterni alla struttura commissariale (due dirigenti del Ministero dell’Istruzione e due indicati dal Comitato tecnico scientifico di cui un dirigente dell’Inail) che l’ha ritenuta in possesso dei requisiti previsti e il contratto è stato successivamente sottoscritto nell’agosto del 2020. Il 19 ottobre 2020 si è proceduto alla risoluzione del contratto con Nautilus per inadempienze e ritardi. A quella data, l’azienda aveva consegnato 37.000 banchi su 110.000 (1,5% del totale dei banchi richiesti), di cui 31.000 regolarmente accettati dai dirigenti scolastici”. Dunque “le contestazioni riguardavano solo 6.000 banchi, tutti sostituiti con prodotti poi regolarmente accettati. Alla data di cessazione dell’incarico della vecchia struttura commissariale erano, inoltre, già pervenuti i verbali di collaudo, firmati dai dirigenti scolastici, di 12.000 dei 31.000 banchi consegnati”.

Arcuri ha sostenuto infine che, come da requisiti richiesti dal ministero dell’Istruzione, i banchi potevano avere due dimensioni quanto alla larghezza: 60 cm o 70 cm. “E sulla base delle indicazioni della Commissione, la struttura commissariale ha proceduto a concludere il contratto con l’azienda Nautilus, i cui prodotti erano stati giudicati idonei quanto a caratteristiche di qualità e dimensioni. La larghezza di tali banchi, infatti, che eccedeva di soli 5 cm quella richiesta dai dirigenti scolastici, era stata giudicata idonea dalla Commissione aggiudicatrice”.

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