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I parassiti del reddito di cittadinanza intascano 127 milioni

I finti poveri che hanno percepito il reddito di cittadinanza indebitamente hanno sottratto alle casse dello Stato un ammontare pari a 217 milioni di euro, di cui 127 milioni indebitamenti percepiti, 90 milioni richiesti ma non ancora riscossi. Le cifre emergono dall’ultimo rapporto della Guardia di Finanza, rivelato dal Corriere della Sera, sul periodo da gennaio 2020 a settembre 2021 che segnala tra i percettori del reddito di cittadinanza anche proprietari di ville, auto di lusso, oppure evasori totali, appartenenti ad associazioni criminali e mafiose fino a stranieri non in possesso dei requisiti di residenza. Come conferma il generale Giuseppe Arbore, capo del Reparto che dispone e coordina le verifiche, «la platea già rilevante dei soggetti destinatari di risorse pubbliche è aumentata enormemente con il Reddito di cittadinanza e si è ulteriormente accresciuta con le misure previste dai decreti “Sostegni” e “Ristori”. Non sono furberie, ma un gravissimo danno economico e sociale» scrive il Corsera. A Reggio Calabria tra le 300 persone denunciate per aver percepito indebitamente il reddito figurano “ndranghetisti, già gravati da pesanti condanne passate in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso”. A Palermo su 1.400 percettori abusivi che hanno sottratto 1,200 milioni di euro allo Stato 145 hanno precedenti condanne per mafia. Idem a Napoli con 120 denunciati per 1,2 milioni percepiti illecitamente. Ed era proprio la criminalità ad aver gestito le «1.532 domande presentate nel 2020 da stranieri abitanti a Genova, ma privi dei requisiti necessari» che sono riusciti a guadagnare 3,5 milioni di euro si legge nel rapporto della Guardia di Finanza su sprechi e truffe nella spesa pubblica. In totale sono stati sottratti 15 miliardi di euro e il danno erariale causato dai dipendenti della pubblica amministrazione ammonta a 8 miliardi di euro. Da gennaio 2020 al 30 settembre 2021 ci sono stati 65.600 controlli e 12 mila fascicoli aperti per delega dei magistrati penali, circa 1.700 per la Corte dei conti.

Nell’area di Lecco 70 persone sospettate di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per un valore complessivo di 500 mila euro. Per questo 70 persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza di Lecco che, sotto la direzione della Procura locale e in collaborazione con l’Inps, ha provveduto immediatamente a revocare l’erogazione del contributo ai beneficiari che non ne avevano diritto. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, titolari delle indagini dirette dalla procura lecchese, dei 70 soggetti individuati, 37 sono di origine extracomunitaria, 30 non hanno il requisito della residenza, 12 hanno una interdizione perpetua dai pubblici uffici, 8 non hanno comunicato di avere un familiare convivente in stato di detenzione, alcuni non hanno indicato tutti i redditi percepiti o vincite a giochi online o il possesso di immobili e auto di lusso, mentre altri sono stati individuati mentre lavoravano in “nero”. Inoltre è stato scoperto anche il caso di una persona colpita da interdizione perpetua dai pubblici uffici in quanto condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso.

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