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Il trasporto pubblico italiano è tra i più scarsi d’Europa, solo Milano e Bologna a livelli accettabili

Clean Cities, che riunisce oltre 130 organizzazioni non governative per una mobilità a zero emissioni, ha pubblicato il report Mind the Gap sul confronto tra il trasporto pubblico locale italiano e quello europeo, da cui emerge che la differenza con le metropoli europee è evidente. Se Varsavia, Madrid e Praga rappresentano l’eccellenza in termini di offerta e utilizzo dei mezzi pubblici, il rapporto tra l’offerta disponibile nelle tre capitali europee e quella delle città del centro-sud italiano raggiunge proporzioni di uno a otto. Napoli, Palermo, Bari e Catania hanno, infatti, carenze strutturali che penalizzano milioni di cittadini costretti a cercare alternative.

Nel complesso le grandi città italiane offrono la metà dei posti a sedere per chilometro pro capite rispetto alle principali realtà europee. Mentre metropolitane, tram e filobus coprono appena un quinto dei chilometri disponibili nelle città d’Europa. In Europa mediamente le persone viaggiano su mezzi di trasporto pubblico locale 410 volte a testa, mentre nelle città più virtuose d’Italia, quelle del Centro-Nord, tale quota è inferiore a 300 a al Sud crolla a 70 viaggi pro capite, sei volte meno della media europea.

Vienna e Praga vantano percentuali di gradimento che sfiorano il 90% tra gli utenti del trasporto pubblico locale, Berlino, Varsavia e Amsterdam si fermano all’80%, mentre Barcellona e Bruxelles raccolgono consensi intorno al 72%. In Italia solo un palermitano su cinque si dichiara soddisfatto del servizio offerto mentre a Napoli e Roma meno di un cittadino su tre esprime un giudizio positivo.

Il trasporto pubblico italiano attinge le risorse di cui necessita dal Fondo Nazionale Trasporti e negli ultimi dieci anni gli stanziamenti nominali hanno oscillato tra 4,8 e 5,3 miliardi di euro. In termini di servizio offerto a chi si muove, questo si traduce nel fatto che le città che disponevano di maggiori risorse proprie e hanno saputo attrarre investimenti nazionali ed europei mostrano un divario significativo ma colmabile rispetto alle metropoli continentali. Milano e Bologna riescono ancora a garantire standard accettabili. Nelle regioni con redditi più bassi si concentrano invece i livelli peggiori di offerta e utilizzo del trasporto pubblico locale.

Un trasporto pubblico locale insoddisfacente si ripercuote sugli utenti. Il 28% di loro ha visto compromesse opportunità lavorative, il 17% ha avuto problemi nel raggiungere luoghi di studio, il 19% ha dovuto rimandare visite mediche e il 25% ha ridotto le relazioni sociali. Le situazioni più critiche si registrano a Napoli, dove il 34% della popolazione vive in condizioni di mobilità precaria, e a Roma con il 33%. La coalizione Clean Cities propone di riportare la dotazione del Fondo Nazionale Trasporti ai livelli reali, cioè al netto dell’inflazione, registrati tra il 2010 e il 2011, che corrisponderebbero a circa 6,5 miliardi di euro a prezzi attuali.

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