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In Italia solo ingressi controllati, vaccinazione tempestiva e rigorosa osservazione sanitaria

Ogni guerra genera altri crimini e rischia di far venire meno le garanzie sanitarie. “Con la guerra in Ucraina c’è il rischio che i trafficanti di animali si inseriscano nelle movimentazioni lecite di cani e gatti che fuggono dalla guerra con i loro proprietari” – dichiara il Presidente dell’ANMVI Marco Melosi, che segnala il rischio di diffusione di virus che nel nostro Paese non sono più presenti da decenni.

“C’è il fondato timore – dichiarano congiuntamente il presidente dell’ANMVI Melosi e la presidente nazionale di ENPA, Carla Rocchi – che presunti cani e gatti “da salvare” dalla guerra siano in realtà oggetto di truffe o di movimentazioni irregolari da parte di volontari improvvisati o sedicenti tali. La nostra raccomandazione è di evitare, oggi più che mai, l’acquisto di cani e gatti dall’estero. Inoltre a chi vuole essere d’aiuto agli animali dell’Ucraina diciamo di affidarsi solo alle associazioni animaliste riconosciute”.

All’odioso crimine del traffico di animali si aggiunge il gravissimo rischio di importare il virus della rabbia in Italia. “E’ un virus mortale – avverte Melosi – per gli animali e per le persone. L’Italia è indenne, mentre l’Ucraina non lo è”. Infatti, se è vero che la Commissione Europea ha giustamente consentito l’ingresso d’emergenza negli Stati Membri senza la vaccinazione antirabbica, è anche vero che i cani e gatti provenienti dall’Ucraina devono essere regolarizzati nel Paese dove si sono rifugiati, Italia compresa.

“I cani e i gatti al seguito dei loro proprietari sono tutti generalmente ben accuditi – affermano Melosi e Rocchi – e all’ingresso in Italia vengono controllati e nel caso vaccinati. Ma il test e la vaccinazione antirabbica devono essere somministrati tempestivamente e capillarmente ad un numero di pets che si stima in decine di migliaia. I Servizi Veterinari regionali possono contare sui Medici Veterinari Liberi Professionisti. “In Toscana, spiega Melosi, lo stanno già facendo con test e vaccini gratuiti. E’ questo il modello organizzativo da seguire in tutte le regioni”- conclude Melosi.

“Inoltre – afferma Rocchi – la rete italiana di rifugi ENPA è a disposizione, in coordinamento con la sanità veterinaria pubblica e con i veterinari ANMVI, per l’accoglienza di cani e gatti e per la necessaria osservazione sanitaria”.

Fonte: Comunicato ANMVI

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