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La Consob pone fine alla trasparenza rafforzata in Borsa

Passato il crollo e soprattutto la turbolenza della Borsa causata dalla prima ondata della pandemia da Covid 19, in Piazza Affari si torna alla normale soglia degli obblighi di trasparenza nell’azionariato. Lo ha deciso la Consob, che un anno fa era intervenuta anche alla luce del rischio di scalate ‘selvagge’, favorite da quel momento di eccezionale nervosismo dei mercati.

La Commissione di controllo sulla Borsa e sulle società ha infatti disposto a partire dal 14 aprile la fine del regime di trasparenza rafforzata sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società quotate ad azionariato diffuso. Il 9 aprile del 2020, grazie anche ai poteri che le furono conferiti col ‘decreto imprese’, il provvedimento Consob aumentò il numero delle aziende, da 48 a 104, quasi la metà dell’intero listino, per cui vi è l’obbligo per gli investitori di comunicare le quote detenute, che scesero dal 3 all’1% per le grandi società e dal 5 al 3% per quelle di minore dimensione.

Un provvedimento rinnovato fino a oggi ogni tre mesi, mentre ora torna in vigore la sola normativa ordinaria. L’obbligo di comunicazione delle variazioni delle partecipazioni rilevanti detenute nelle società italiane quotate in Borsa scatta quindi di nuovo al superamento della soglia del 3% per le imprese a capitalizzazione medio-alta e al superamento della soglia del 5% per quelle a bassa capitalizzazione. Restano invariati gli obblighi relativi al superamento delle soglie successive. Quanto alla trasparenza sulle dichiarazioni degli obiettivi investimento, da mercoledì l’obbligo di comunicazione scatta al superamento della soglia del 10% dell’azionariato e non più della soglia del 5%.

Per la Consob è stato un giorno importante anche per lo svolgimento di un convegno a lungo rimandato per l’emergenza Covid e ora tenuto on line in memoria del già direttore generale della Commissione, Angelo Apponi. Esponenti della finanza, regolatori, docenti universitari e componenti della Commissione hanno fatto il punto sull”evoluzione dell’informativa finanziaria negli ultimi 30 anni’, con Stefano De Polis, segretario generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che ha spiegato tra l’altro come il modello coi 2 comitati, strategico e tecnico, sia “stato confermato nel recente ampliamento del protocollo di collaborazione tra Banca d’Italia e Consob” e come la sua applicazione sia “in predicato anche per la rivisitazione degli accordi di collaborazione tra Ivass e Consob”.

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