Flash

La metà degli italiani ha speso per il Natale 2025 quanto per il Natale 2024

Per il Natale 2025 la metà degli italiani (50,5%) hanno stanziato lo stesso budget del 2024 e il 26,4% ha invece speso di meno, ma non molto meno, secondo quanto emerge dall’European Holiday Outlook 2025, lo studio di Deloitte basato sulle risposte di oltre 7mila consumatori europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Regno Unito). Il 19,1% ha invece messo in conto di spendere di più.

Le ragioni che spingono a ridurre la spesa durante le festività sono in larga parte comuni in tutta Europa, ma in Italia emergono con maggiore intensità. Il primo fattore è l’aumento del costo della vita, indicato dal 52,9% degli italiani, contro il 47,2% della media europea. A questo si affianca una dimensione più concreta e personale: il 38,4% dichiara che la situazione finanziaria personale è peggiorata (contro il 33% in Europa).

Accanto alla prudenza dettata dal portafoglio, però, emerge anche un cambiamento di atteggiamento. Un quarto degli italiani (25,1%) esprime un desiderio di ridurre i consumi (la media europea è del 19,8%): non solo “spendere meno”, ma anche consumare con una sensibilità che può richiamare scelte più etiche e sostenibili. In generale, il risparmio resta una costante tipicamente europea: dichiara di voler risparmiare il 21% degli italiani, in linea con il 20,3% degli europei.

Per gli italiani che stanno riducendo il budget disponibile, i tagli si concentrano soprattutto su regali (14,6% in Italia, 9,9% in Europa), atmosfera festiva, decorazioni e articoli natalizi (13,2% contro 9%). A livello europeo, invece, le prime voci su cui si tende a risparmiare sono viaggi (14,2%) ed esperienze come cene fuori ed eventi (13,5%). Spesso si tratta di ridimensionamenti piuttosto che di rinunce totali: meno giorni, mete più vicine o scelte più essenziali.

In Europa, il periodo delle festività porta con sé anche un po’ di stress. Tre consumatori europei su dieci dichiarano che la stagione natalizia è, in generale, stressante (30%) e la tensione aumenta quando si entra nella fase più concreta: lo shopping (34%). Per molti non è tanto il Natale in sé a pesare, quanto la gestione pratica dei regali, del tempo e soprattutto del budget. In questo scenario, gli italiani mostrano maggiore cautela: lo stress è più alto della media (33% per le festività, 38% per lo shopping, secondi solo al Portogallo) e solo il 27% ritiene di avere risorse sufficienti per vivere un Natale sereno, al di sotto della media europea.

Quasi un terzo dei consumatori europei (32%) dichiara di non usare alcun tool digitale come app e portali online per fare acquisti. La differenza tra Paesi è marcata: in Germania la quota di chi non li usa arriva al 42% mentre in Francia e Olanda al 38%. L’Italia si colloca poco sopra la media (33%), mentre gli spagnoli sembrano essere i consumatori più digitali: solo il 20% non li utilizza. La Generative AI è ancora una leva emergente, ma con segnali interessanti: la media europea di utilizzo è al 14%, con un picco nel Regno Unito (20%), seguito dall’Olanda (19%) e Spagna (15%). Italia (12%), Francia (12%) e Germania (11%) mostrano invece un’adozione più prudente. Sul fronte dell’influenza “social”, le raccomandazioni di creator e influencer pesano mediamente l’11% in Europa e acquisiscono maggiore rilevanza nel Regno Unito (16%). In Italia le raccomandazioni degli influencer saranno seguite solo dal 7%.

In Europa il sentiment dei consumatori presenta dinamiche diverse nei singoli Paesi, pur all’interno di un quadro generale di insicurezza economica.

In Francia il sentiment è guidato soprattutto dal caro-vita e dall’incertezza economica: il 56% indica il costo della vita come motivo di riduzione della spesa (sopra la media europea del 47%) e il 30% è preoccupato per l’economia, mentre il peggioramento della situazione economica personale risulta meno centrale, con il 28% che dichiara un deterioramento della propria situazione finanziaria.

In Germania prevale un approccio pragmatico, con una forte percezione del peggioramento economico personale: il 40% dichiara finanze peggiorate, il dato più alto tra i paesi analizzati, che si traduce in scelte concrete come la volontà di ridurre i consumi (22%) e l’acquisto per meno persone (20%), mentre l’ansia verso il contesto macroeconomico è più contenuta (19% rispetto al 25% di media europea).

In Spagna la pressione deriva soprattutto dal contesto economico globale più che da fattori personali: il 34% è preoccupato per l’economia, il valore più alto tra i Paesi europei, e il 15% cita le preoccupazioni geopolitiche come motivazione principale per la riduzione dei consumi, a fronte di una minore pressione diretta sul budget, con solo il 38% che menziona il costo della vita e il 24% che segnala un peggioramento della propria situazione finanziaria.

Nel Regno Unito, infine, i consumatori adottano un approccio di “budgeting rigoroso”, orientato alla gestione del rischio personale e agli obiettivi finanziari: il 37% dichiara un peggioramento della situazione finanziaria, l’11% si sente meno sicuro sul lavoro. Di conseguenza, aumentano le strategie di controllo: il 22% punta a risparmiare o ridurre i debiti e il 21% a focalizzarsi su obiettivi finanziari. Non è tanto un taglio generalizzato dei consumi (solo 10% vuole ridurre i consumi), quanto una rigorosa pianificazione della spesa.

Mostra altro

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio