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La ‘New York bene’ fugge dal coronavirus, le gallerie d’arte la inseguono negli Hamptons

Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. Nella fattispecie, se i facoltosi clienti non frequentano più di persona le gallerie d’arte di New York chiuse per il coronavirus, sono le gallerie a trasferirsi dove si sono spostati i ricchi clienti. Pace, Skarstedt, Max Levai di Marlborough, Van de Weghe Fine Art e la

casa d’aste Sotheby’s stanno preparando ad aprire in spazi pop-up agli Hamptons, la colonia estiva dei vip newyorchesi che la pandemia ha trasformato da mesi in rifugio dal rischio contagio.

Pace, la cui nuova maxisede a Chelsea è chiusa da marzo, ha deciso di aprire uno spazio espositivo a East Hampton con l’idea di mantenerlo accessibile fino al 12 ottobre. “Crediamo nell’interazione personale con l’arte”, ha spiegato il presidente e Ceo Marc Glimcher: di qui l’idea di “rimettere in piedi il business quest’estate partendo da East Hampton”.

Da marzo, quando New York è entrata in quarantena, il numero di miliardari e collezionisti che si sono spostati nelle loro ville si è moltiplicato esponenzialmente, mentre la prospettiva di una seconda ondata rende la prospettiva di un rientro in massa in città a fine estate sempre più remota: “Non avevo mai visto nulla del genere”, ha detto Christophe Van de Weghe che finora non aveva mai considerato di aprire a East Hampton pur avendo una casa nella zona.

Anche Sotheby’s ripartirà da East Hampton con una galleria pop-up in cui acquistare immediatamente opere d’arte e beni di lusso. “Nessuno veniva nel nostro palazzo di York Avenue”, ha spiegato all’agenzia Bloomberg David Schrader, capo della divisione vendite private globali: “Abbiamo deciso di portare quel che abbiamo da vendere dove si è spostata la gente che compra”. Skarstedt, che da marzo ha chiuso le gallerie di New York e Londra, conta di riaprire il 17 giugno su appuntamento con opere incluse anche nello stand virtuale di Art Basel tra cui dipinti di Kaws e de Kooning e prezzi da 300mila dollari a 8,5 milioni.

Non sarà ovviamente business as usual: da Pace solo 12 visitatori per volta e due persone dello staff, tutti con mascherine, potranno occupare lo spazio allo stesso tempo, mentre gli addetti all’installazione delle opere dovranno riempire quotidianamente un questionario sanitario e lavorare in piccole squadre per minimizzare l’esposizione al virus. Un modello ancora più estremo è quello adottato dalla Alone Gallery, una nuova iniziativa di Levai di Marlborough con il gallerista Tripoli Patterson, dal 17 giugno trasferitosi in un magazzino di Wainscott con una mostra di Alex Katz. Un solo cliente (o una famiglia fino a 4 persone) può entrare nello spazio protetto da video-sorveglianza per un massimo di 30 minuti su appuntamento. All’ingresso, maschere, disinfettante e copri-scarpe per non contaminare la galleria, pulita da cima a fondo quotidianamente.

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