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L’Algeria boicotta il referendum costituzionale

Con un’affluenza alle urne ai minimi storici, l’Algeria ha boicottato un referendum che, solo grazie all’assenza di quorum, ha varato riforme costituzionali concepite per placare la protesta popolare che ha scosso per un anno il Paese nordafricano.

Le riforme per creare “una nuova Algeria” e avallare in maniera plebiscitaria il presidente Abdelmadjid Tebboune sono state approvate con un 66,8% dei consensi ma domenica 1 novembre l’affluenza alle urne è stata solo del 23,7%, la più bassa da quando si vota dopo l’indipendenza ottenuta nel 1962 dall’ex-colonia francese.

Le riforme includono piani per ridurre a due i mandati presidenziali e per aumentare il potere di parlamento, magistratura e primo ministro. Nomine chiave rimangono però ad appannaggio del presidente e il testo di riforma nel complesso è stato respinto da esponenti dell'”Hirak”, il “movimento” di protesta che per oltre 12 mesi ha riempito le strade dell’Algeria contribuendo (assieme ai decisivi militari) alla caduta del ventennale presidente-autocrate Abdelaziz Bouteflika nell’aprile dell’anno scorso. L’Hirak, che chiede un netto cambio del “sistema” di potere algerino, era basato sui raduni ed è stato fermato solo dall’emergenza Covid.

Il Movimento aveva esortato al boicottaggio definendo le riforme proposte da Tebboune (eletto nel dicembre scorso) solo “di facciata”. Un parere condiviso peraltro anche da accademici come Cherif Driss, professore di Scienze politiche all’Università di Algeri secondo il quale il testo della riforma “non ha apportato granché rispetto alla vecchia Costituzione”. A suo dire il fatto che in pratica solo il 15% degli algerini abbia detto sì alle riforme è un “fallimento” del “potere” attuale.

In Algeria, in cui il coronavirus sta avendo negativi effetti economici e sociali esacerbando il malcontento popolare, si è percepita una mancanza d’interesse per il referendum. La consultazione è stata accompagnata da una campagna elettorale a senso unico in cui gli appelli al boicottaggio sono stati alquanto oscurati dai media. In Cabilia, roccaforte dell’Hirak, sono stati segnalati casi di blocco dei seggi da parte di contestatori. Allo scarso afflusso alle urne ha contribuito chiaramente anche la pandemia che peraltro ha costretto il 74enne presidente, gran fumatore) a un ricovero in Germania in seguito alla scoperta di casi positivi nel suo entourage.

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