L’intelligenza artificiale si addestra su libri antichi, che rischiano di finire distrutti
Nell’estate in cui tutti riscoprono l’Odissea, grazie al film di Christopher Nolan, anche l’intelligenza artificiale si sta facendo una cultura. Secondo il quotidiano 404 media Amazon starebbe infatti scansionando libri antichi, salvo distruggerli anche a dispetto del pregio e della rarità del libro stesso. Il quotidiano ha inviato all’azienda un libro raro su cui era stato posizionato un dispositivo di localizzazione e una volta giunto in un magazzino di Amazon a Las Vegas, in Nevada, il dispositivo sarebbe stato distrutto (i dipendenti del magazzino dicono che tagliano le rilegature dei libri per velocizzarne la scansione).
«Amazon acquista libri tramite canali commerciali per contribuire allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei servizi utilizzati dai nostri clienti», ha risposto un portavoce di Amazon a 404 Media.
Una prassi simile era già affiorata in una causa di alcuni autori ad Anthropic, dalla quale era emerso il “Project Panama”, che consisteva nell’acquisto dei volumi, nel taglio del dorso e nella scansione delle pagine. Secondo le prime sentenze americane, la pratica sarebbe legale, perché porta semplicemente la trasformazione del formato del libro e non violerebbe le leggi sul diritto d’autore.
A 404 media un libraio ha detto: «il fatto che i dipendenti scansionino i codici a barre o gli ISBN dei libri – un numero di serie univoco assegnato a ogni libro pubblicato – prima di scansionarne il contenuto, avvalora ulteriormente un’altra teoria avanzata dai librai: le aziende di intelligenza artificiale starebbero cercando di scansionare metodicamente ogni libro stampato al mondo, analizzando l’elenco degli ISBN. Un libraio mi ha confidato di sospettare questa ipotesi perché i grandi ordini che riceveva non includevano mai libri rari privi di ISBN».




