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L’Italia revoca le onorificenze al premier di Mosca e ad altri tre cittadini russi

Un gesto dal forte valore simbolico che ben dipinge l’atteggiamento del governo rispetto alla dirigenza russa. L’Italia ha infatti revocato quattro importanti onorificenze assegnate negli anni scorsi ai vertici del potere russo e le ha annullate – si legge nella Gazzetta ufficiale – per “indegnità”.

Non si tratta di onorificenze qualsiasi, peraltro assegnate a illustri sconosciuti. La misura va infatti a colpire soprattutto Mikhail Vladimirovich Mishustin, attuale primo ministro di Vladimir Putin. Gli è stata tolta l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia. Insieme a lui sono stati colpiti Denis Manturov, Ministro dell’industria e del commercio della Federazione Russa, Viktor Leonidovich Evtukhov, Segretario di Stato e Andrey Leonidovich Kostin, Presidente della Banca russa VTB, uno dei più grandi istituti della Federazione.

La decisione è stata ufficializzata con la pubblicazione in Gazzetta  nella data dello scorso 25 maggio. Si tratta di una revoca che riguarda la Farnesina e che è stata naturalmente firmata dal presidente Mattarella. Il mondo delle onorificenze è particolarmente complesso e ne esistono di diversi tipi. Alcune onorificenze sono regolate per legge, spesso risalenti a diversi decenni fa. In questi casi risulta particolarmente lungo e laborioso il processo di revoca che è dettagliatamente indicato dalle norme.

I radicali da tempo chiedono di annullare una serie di onorificenze che sarebbero state assegnate in passato con una certa leggerezza: per questo anche oggi, pur rallegrandosi delle quattro revoche, tornano a chiedere “con forza che anche le altre 26 onorificenze rimanenti vengano revocate”. “Vi deve essere – osservano i radicali – una completa e inequivocabile cesura con un passato di vergognosa connivenza con Putin”.

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