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L’Oréal si aspetta un boom del beauty una volta superato il Covid

L’uscita dalla pandemia porterà un’esplosione di voglia di bellezza, a partire dai prodotti dedicati alla persona. Tanto quanto nel Dopoguerra, quando sostanzialmente per la prima volta l’Occidente ha visto l’uso massiccio di belletti. Parola del ceo di L’Oréal, Jean-Paul Agon: “Come nei ruggenti Anni Venti, il dopo Covid sarà una festa del trucco e del profumo”. Lo ha detto nella conferenza finanziaria, il giorno dopo che il gruppo ha diffuso i conti 2020, portando ad esempio il fatto che in Cina con la fine delle restrizioni si sia registrato un nuovo boom per i rossetti. Facile da spiegare se si pensa all’obbligo o meno di indossare mascherine. Un ragionamento analogo a quello di molti analisti nell’indicare proprio nelle scarse possibilità e occasioni di uscire di casa, causa i lockdown e le norme restrittive in vari Paesi, il calo di vendite subito da settori quali abbigliamento e beauty.

L’attesa, come ha spiegato l’ad del gruppo è di una crescita del mercato del beauty nel 2021. “Non c’è motivo di credere che l’Oréal non dovrebbe crescere in questo primo trimestre” ha detto, prospettando un miglioramento più a lungo termine anche nella categoria del lusso. E tra le aree trainanti il vice-ceo, Nicolas Hieronimus, designato ceo con decorrenza da maggio 2021, ha segnalato la Cina, con la provincia di Hainan in particolare. Un Paese, proprio la Cina, che già ha sostenuto i conti nel 2020 e dove comunque “la spesa per la bellezza è molto più bassa rispetto al Giappone” ha sottolineato, sostenendo: “C’è spazio per crescere in Asia Pacifico”.

Altro capitolo da guardare per il futuro è l’e-commerce, che l’anno scorso ha visto un +62%, facendo così arrivare il suo apporto al 26% delle vendite totali del gruppo. “Nel tempo – ha affermato Hieronimus – arriverà a rappresentare il 50% delle vendite negli Usa”, oltre a esprime la convinzione che “la categoria della cura della pelle, che nel 2020 ha rappresentato il 39,5% delle vendite totali, continuerà progressivamente a crescere”.

Per il 2020 intanto il gruppo ha chiuso con dati superiori alle previsioni, col fatturato a 27,99 miliardi di euro (-4,1%), ma col quarto trimestre in crescita (+4,8%). Per l’anno l’utile operativo è stato di 5,2 miliardi di euro (-6,1% e pari al 18,6% delle vendite, una quota stabile sul 2019), con un dividendo proposto dal Cda a 4 euro (+3,9%). Arriva così da Goldman Sachs un’analisi che evidenzia i buoni risultati 2020 su vendite e margini, con il titolo che in Borsa a Parigi ha fatto segnare un rialzo del 3% a 318,3 euro.

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