Mens sana in corpore sano ma non solo: la mente si preserva anche con le relazioni sociali
La mente è legata a doppio filo con il corpo, con cui dialoga continuamente, e ha bisogno di entrare in relazione con gli altri e con il mondo, per fiorire davvero, come spiegano la giornalista Eliana Liotta e la neuroscienziata Michela Matteoli in ‘La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita’, libro che illustra ciò che le più recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato sulle capacità della mente e come “allenarla con amore”.
Le autrici raccontano per esempio come in una società che ha tutto il cibo possibile per tante donne e uomini esiste il rischio concreto di avere carenze in nutrienti essenziali per il funzionamento cerebrale, come gli acidi grassi omega-3 o le vitamine B e D. Ma si sottolinea anche che non solo questo è il cibo per la mente, che è materia e spirito, cellule ed emozioni: perciò il cervello non ha bisogno soltanto degli alimenti che troviamo in tavola, ma anche di relazioni ed emozioni, sfide ed esperienze, novità e bellezza. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato, per esempio, che al cervello serve il piacere che prova quando impara cose nuove. La gratificazione e le emozioni positive viaggiano cavalcando molecole come la dopamina o la serotonina, ma nascono dalle esperienze che ci incuriosiscono, ci stimolano e, nel cervello, creano nuove connessioni fra neuroni, ovvero le sinapsi.
«Pensiamo che il cervello sia il capo di tutto, ma è parte di una comunità in cui le cellule più numerose non sono le sue né quelle umane – scrivono le autrici – la maggioranza sono i trilioni di cellule che formano il microbiota e partecipano della nostra vita, ma anche dei nostri pensieri o del nostro umore, per esempio influenzando la produzione di neurotrasmettitori. Quando ci sentiamo persi, confusi e privi di concentrazione, invece di annaspare fra i pensieri chiediamo aiuto al corpo: facciamo respiri profondi, allunghiamo i muscoli, passeggiamo».
Così come è connessa al corpo, la nostra mente per brillare ha bisogno anche di connettersi agli altri attraverso relazioni serene: le autrici spiegano quanto il conflitto, lo stress “offuschino” la radiosità della mente e come invece gentilezza, empatia e compassione siano ciò di cui abbiamo bisogno per la felicità, la salute, la longevità. L’isolamento è un veleno perché la mente si nutre di relazioni. «Attenzione- avvertono però le due autrici – le connessioni digitali non sono paragonabili all’incontro reale, lasciano insoddisfatto il bisogno di comunicazione: fissare il telefono anziché parlarsi è una forma di separazione. Le relazioni profonde invece rendono più felici del denaro e della fama, ritardano il declino mentale e fisico. Tanto che i grandi amori, i grandi amici hanno un impatto sulla longevità potenzialmente maggiore dell’intelligenza o dei geni che abbiamo ereditato. Il cervello tende a preferire le strategie cognitive a basso costo energetico, il ragionamento polarizzato. Suddividere in modo binario ogni aspetto della vita è più comodo che soppesare la complessità e semplifica le decisioni».




