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Nel 2022 oltre 6 italiani su 10 non sono mai andati al cinema

Nel 2022 oltre il 60% della popolazione non si è mai recata al cinema. E’ uno dei dati clamorosi, che confermano l’attuale crisi delle sale in Italia, contenuto nel report Swg per il ministero della Cultura presentato al Lido dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni nell’ambito di Venezia 79. Le 46 pagine dell’indagine affrontano un tema di grande attualità.

Come riportare il pubblico in sala?

Un’offerta di film più interessanti, igiene, sconti, comfort e innovazione sono le risposte del campione. Ma la voglia di tornare in sala sembra forte: secondo il report, il 51 % in più, rispetto al primo trimestre 2022, vorrebbe recarsi al cinema più spesso. C’è da recuperare fette di pubblico, a cominciare da quel 21% di italiani che con la pandemia ha smesso del tutto di andare in sala e quel 10% che ha ridotto la propria frequenza di fruizione.

Sono dati con il segno meno come quelli del primo trimestre 2022 che hanno registrato un’ampiezza della platea cinematografia ridotta del 35% in confronto con il 2019. Ma gli italiani sono anche grandi fruitori di audiovisivi e film (in tv e sulle piattaforme a pagamento come è noto). “L’indagine ci dimostra che gli italiani amano l’audiovisivo e sono disposti quanto prima a tornare in sala, mettendosi alle spalle le paure della pandemia. L’obiettivo ora – ha detto Borgonzoni all’agenzia di stampa Ansa – è quello di incentivare le sale e renderle maggiormente coinvolgenti e accoglienti. Dobbiamo quindi ragionare con tutte le parti della filiera e fare in modo che ciascuno faccia la propria parte, noi in primis come ministero della Cultura, affinché vengano messe al centro le esigenze degli spettatori”.

La Mostra del cinema di Venezia con 5 registi italiani in concorso e film italiani disseminati in altre sezioni è una opportunità di volano incredibile. Parte dal Lido questa riscossa? “Gli italiani amano il cinema italiano di qualità. Dobbiamo quindi – ha proseguito la sottosegretaria – lavorare tutti in questa direzione e comunicare a tutte quelle persone che oggi non trovano stimoli per andare in sala, quanto sia bella e coinvolgente la visione dal vivo degli spettacoli. Il ministero deve calibrare in questa direzione gli schemi di aiuti che attualmente gestisce semplificando e sburocratizzando le procedure e focalizzandosi, sia sulle strategie che vanno incontro alle esigenze dello spettatore sia realizzando delle misere ad hoc pensate per nuovo imprese e i nuovi autori. Dobbiamo far diventare strutturale e integrato all’interno delle scuole l’utilizzo del linguaggio cinematografico e dobbiamo aiutare i nostri operatori a conquistare i mercati internazionali e diventare attrattivi per portare gli investimenti in Italia”.

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