Oltre 7500 migranti non sono mai arrivati a destinazione, decessi in calo rispetto al 2024
Almeno 7.667 persone sono morte o risultano disperse lungo le rotte migratorie nel 2025, pari a una media di 21 vittime al giorno, secondo i nuovi dati diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). L’agenzia delle Nazioni Unite ha sottolineato che, sebbene il dato sia inferiore ai quasi 9.200 decessi registrati nel 2024, il calo riflette sia una riduzione dei movimenti irregolari in alcune regioni, in particolare nelle Americhe, sia le difficoltà di accesso alle informazioni e i vincoli di finanziamento che limitano la documentazione delle morti lungo diverse rotte.
“Le continue perdite di vite umane lungo le rotte migratorie rappresentano un fallimento globale che non possiamo accettare come normale”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Oim, Amy Pope. “Queste morti non sono inevitabili. Quando i canali sicuri sono fuori portata, le persone sono costrette a intraprendere viaggi pericolosi e a finire nelle mani di trafficanti e reti di contrabbando”.
Le traversate marittime restano tra le più letali. Nel 2025 almeno 2.185 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo, mentre 1.214 sono state registrate lungo la rotta dell’Africa occidentale verso le Isole Canarie. L’Oim ritiene che il bilancio reale sia più alto: almeno altre 1.500 persone sono state segnalate come disperse in mare, ma i casi non hanno potuto essere verificati a causa delle restrizioni nell’accesso alle informazioni sulle operazioni di ricerca e soccorso. Secondo l’agenzia, nel 2025 almeno 270 resti umani sono stati rinvenuti sulle coste del Mediterraneo senza poter essere collegati a naufragi noti. Tre imbarcazioni con i resti di 42 persone sono state trovate alla deriva verso il Brasile e i Caraibi dopo aver tentato la traversata verso le Canarie.
La tendenza preoccupante prosegue anche nel 2026. Nei primi due mesi dell’anno, il Mediterraneo ha registrato 606 morti o dispersi fino al 24 febbraio, a fronte di un calo degli arrivi in Italia da 6.358 a 2.465 nello stesso periodo. Nelle ultime due settimane, 23 corpi sono stati rinvenuti sulle coste dell’Italia meridionale e della Libia. Nelle Americhe, 409 decessi sono stati registrati nel 2025, il totale annuo più basso dall’avvio della raccolta dati nel 2014, verosimilmente per la diminuzione dei passaggi irregolari attraverso aree ad alto rischio come la giungla del Darien (al confine tra Panama e Colombia) o la frontiera tra Stati Uniti e Messico. In Asia, oltre 3.000 persone hanno perso la vita lungo le rotte migratorie, rendendo il 2025 l’anno più letale mai registrato per il terzo anno consecutivo. Tra queste, 1.540 erano cittadini afghani.
La cosiddetta rotta orientale, dal Corno d’Africa verso lo Yemen e i Paesi del Golfo, ha registrato 922 morti, contro i 558 dell’anno precedente. Quasi tutte le vittime erano etiopi, molte delle quali decedute in tre naufragi di massa che hanno causato oltre 180 morti ciascuno. L’Oim ha chiesto un rafforzamento urgente delle operazioni coordinate di ricerca e soccorso, maggiori risorse per la raccolta dati e un’intensificazione della cooperazione internazionale per smantellare le reti criminali che sfruttano i migranti, oltre all’ampliamento di canali di migrazione sicuri e regolari per prevenire ulteriori perdite di vite umane.




