Persi Conte e l’Italia, la Cina trova nello slovacco Fico il suo nuovo cavallo di Troia in Europa
Giuseppe Conte da premier aveva fatto dell’Italia il cavallo di Troia della Cina, portando l’Italia – unico tra i Paesi della Ue – ad aderire al progetto della Via della Seta con la quale Pechino mira a esercitare un’influenza coloniale fuori dai propri confini. Una volta giunta a Palazzo Chigi Giorgia Meloni ha provveduto a non rinnovare l’adesione italiana a quel progetto ma ora Xi Jinping ha trovato un nuovo cavallo di Troia in Europa: Robert Fico, che non è il candidato 5 stelle per la Campania ma il premier della Slovacchia.
Unico europeo presente alla parata militare a Pechino per celebrare gli 80 anni della vittoria cinese sul Giappone nella II Guerra Mondiale durante la quale Xi Jinping s’è fatto immortalare in fotografia uno e trino insieme a Vladimir Putin e Kim Jong Un (perfino l’ungherese Viktor Orban ha preferito mandare a Pechino, in sua rappresentanza, un proprio delegato), Fico è stato investito dal presidente cinese del ruolo di pontiere tra il Paese del Dragone e l’Unione europea, nel mentre il Paese del Dragone sfoggiava tutto quell’arsenale militare (comprese armi completamente nuove) col quale intende far capire che quel nuovo ordine mondiale di cui si fa assertore è pronto a perseguirlo, in caso, non solo tramite la posizione di forza garantita dal seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu e dal conseguente diritto di veto per bloccare ogni iniziativa sgradita che le Nazioni Unite volessero intraprendere per la disciplina dell’ordine internazionale. Fico peraltro aera già stato anche a Mosca lo scorso maggio per analoga iniziativa russa (la celebrazione della vittoria sulla Germania nazista, che in Russia viene chiamata grande guerra patriottica) dopo aver messo in discussione le sanzioni europee alla stessa Russia per la nuova ‘grande guerra patriottica’ che Putin ha avviato verso l’Ucraina.
Insieme a Fico e al delegato ungherese, nonché a Putin e Jong Un, all’invito alla parata a Pechino hanno aderito i presidenti di Bielorussia (Aleksandar Lukashenko), Azerbaigian (Ilham Aliyev), i primi ministri di Pakistan (Shehbaz Sharif) e Armenia (Nikol Pashinyan), nonché Kassym-Jomart Tokayev (Kazakhstan), Shavkat Mirziyoyev (Uzbekistan), Serdar Berdimuhamedov (Turkmenistan), Emomali Rahmon (Tagikistan), Sadyr Japarov (Kirghizistan), il presidente del Laos Thongloun Sisoulith, il presidente della Mongolia Ukhnaa Khurelsukh, il primo ministro della Malesia Anwar Ibrahim, il primo ministro del Nepal Sharma Oli, il presidente e il ministro degli Esteri dell’Indonesia, Prabowo Subianto e Sugiono.
L’Unione europea ha immediatamente fatto presente che la partecipazione di Fico alla cerimonia cinese non impegna la stessa Ue e non è avvenuta in rappresentanza dei 27 Paesi dell’Unione.




