Smartphone e criptovalute, ma le operazioni di riciclaggio di un cinese vengono comunque scoperte
Le autorità inquirenti di Prato hanno scoperto un vero e proprio istituto bancario illegale, in via Respighi nel comune toscano, che in pochi mesi sarebbe servito a riciclare oltre 9 milioni di euro di criptovalute. Il procuratore capo Luca Tescaroli in una nota dell’1agosto ha parlato di un “banca illegale, centrale di riciclaggio, basata sull’impiego di criptovalute, e di rilascio di carte d’identità elettroniche contraffatte valide per l’espatrio e di altri documenti di identità” che secondo gli inquirenti si tratterebbe di una “realtà criminale riconducibile a esponenti dei gruppi cinesi di notevolissime dimensioni economiche delle attività gestite sul piano transnazionale”. I carabinieri del nucleo operativo antifalsificazioni e della sezione criptovalute del comando antifalsificazione di Roma, la guardia di finanza di Prato e i carabinieri di Prato sono partite dalla perquisizione di un cittadino cinese di 45 anni rinvenendo quattro telefoni su uno dei quali sono stati trovati “due softtware wallet Token pochet collegati a due indirizzi telematici, sui quali risulta una movimentazione di criptovalute”, tra aprile e luglio scorsi, “per valori ingenti di criptovalute”. Analizzando le transazioni in uscita, gli investigatori avrebbero appurato come i fondi venivano depositati “su una piattaforma attestata in Cambogia, che è stata segnalata dalla FinCen del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America come un istituto finanziario che opera come centro di riciclaggio di denaro. Sul secondo indirizzo. L’analisi delle transazioni in uscita hanno evidenziato che la maggior parte dei fondi sono stati inviati su wallet privati”. Il quarantacinquenne orientale ed altri soggetti a lui collegati sono risultati “avere il possesso materiale di dette criptovalute per un controvalore di 117mila euro.
Nel corso della medesima operazione, sono stati rinvenuti complessiva 15mila euro in contanti (4mila nelle disponibilità del quarantacinquenne, il resto a disposizione di un secondo soggetto) “due stampanti, due laminatori, numerose tessere bianche, con microchip e banda magnetica, e altre con sola banda magnetica, funzionali alla predisposizione di carte d’identità elettroniche, e pellicole ologrammate”.




