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Stretta in arrivo per gli affitti agevolati

Investire nel mattone sta diventando sempre più difficile in Italia. E non solo per i continui venti di crisi economiche, reali o solamente paventati. Se nei mesi scorsi si è parlato di una lieve ripresa, almeno per il settore acquisti, tale prospettiva, che poteva far tirare un seppure flebile respiro di sollievo agli addetti ai lavori, rischia di arrestarsi in breve tempo. Causa la nuova manovra finanziaria che potrebbe colpire, ed anche pesantemente, gli affitti a costi contenuti. L’Italia, al momento, è il Pese in cui, più che in altri, la grande crisi finanziaria del 2007/2008 sembra non essersi allontanata perché una eccessiva tassazione sul mattone, che paradossalmente renderebbe meno rischioso investire in borsa piuttosto che in edilizia, ha di fatto scoraggiato costruttori e acquirenti. In Italia esiste infatti una tassazione espropriativa, erariale e locale che non si ritrova in altre parti del mondo, come dimostra un rapporto di Confedilizia che potrebbe vedere ulteriori balzelli che andrebbero a colpire chi trae guadagno, onestamente, da affitti a buon mercato. Come sappiamo le moderne tecnologie inducono molti lavoratori a spostarsi sul territorio per lavori più dinamici (anche se sempre più spesso l’ufficio diventa il proprio appartamento) e ciò implica sistemazioni provvisorie, laddove non si pensa di rimanere per troppo tempo nei luoghi in cui ci si sposta. L’affitto, il più possibile conveniente, rimane così la soluzione più consona. La tipologia che funziona maggiormente in questi casi è quella degli affitti agevolati o concordati in quanto garantiscono ai proprietari della case una certa redditività anche se modesta. La manovra finanziaria in programma, su proposta del PD, prevede di alzare, per la prima volta, l’aliquota fiscale su questa tipologia di affitti dal 10 al 12,5% che prevedeva un canone più basso rispetto alla norma, canone concordato in passato da Confedilizia con i sindacati inquilini di Cgil, Cisl e Uil che veniva incontro alle esigenze di classi sociali economicamente più deboli. E chi potrebbe trarne profitto da tali aumenti? Neanche a dirlo un sistema bancario che strizza l’occhio alla finanza internazionale.

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Raffaella Bisceglia

Pugliese trapiantata a Milano da 13 anni, è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Giornalista professionista dal 2001 attualmente svolge l’attività di addetta stampa e collabora con Famiglia Cristiana e Cronaca Qui. In passato ha lavorato, tra gli altri, per le emittenti televisive Telenova e Telepiù, per il quotidiano Il Meridiano e scritto di calcio e televisione per i siti Calciomercato.com e Datasport e il settimanale Controcampo.

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