Sul web non c’è solo ‘Mia Moglie’
Non c’è solo ‘Mia moglie’, web e social sono un paradiso per la pruderie. È noto che Telegram abbia una policy di non collaborazione con le autorità: fornisce gli indirizzi Ip per risalire agli utenti solo se obbligato in caso di indagini e possiede una crittografia end-to-end che blinda le chat segrete. Ci sono poi altri forum e siti aperti, consultabili da chiunque e senza iscrizione: Reddit, uno dei più popolati forum al mondo, vanta dei subreddit italiani (canali tematici) in cui migliaia di utenti unici al minuto (dai 3.000 ai 3.500) si scambiano fotografie rubate dai social di ignare donne, ragazze e ragazzine descritte come “amica”, “sorella”, “zia” perché vengano “denudate” e “pisellate”, cioè “scop…..” da altri utenti. Le immagini sono accompagnate da commenti tipo: «Che le fareste?» o peggio.
Vanno molto i video pedopornografici deepfake. Li chiedono e li creano gli utenti delle chat di Telegram (dove, a differenza dei forum, per entrare occorre iscriversi).
Nella maggior parte dei casi gli iscritti che postano contenuti pornogfrafici oscurano l’immagine dal profilo ma non sempre. E chi vuole può accedere, tramite dei link che per schivare i controlli si rinnovano di continuo, alla “Private Room” dove circolano contenuti come: «Cerco / ho video di stup…».
Ancora: tramite app di editing o intelligenza artificiale, i volti delle vittime, non di rado minorenni, non di rado facendo uso di foto vere postate innocentemente su Facebook, vengono incollati su video porno preesistenti per diventare degli iperrealistici filmati pornografici o pedopornografici da buttare in rete.
C’è poi il “canale spycam più grande d’Italia” a pagamento: 22mila registrazioni rubate alle telecamere di sicurezza di hotel, piscine, camerini e palestre in cui si trova di tutto: “tettona spiata” o “spogliatoi piscina”.
Il problema non è ovviamente solo italiano e qualcuno sta provando a farvi fronte. La Svezia ha predisposto una legge per imporre il divieto di cercare, comprare o vendere online contenuti personalizzati sessualmente espliciti, video e foto realizzati on-demand compresi. La Ue per ora ha soltanto avviato in via sperimentale un’app per verificare l’età di chi naviga nel web, così da impedire l’accesso alla pornografia di minorenni, misura che tuttavia non appare risolutiva riguardo allo scippo di immagini (anche di minorenni) da parte di adulti e alla diffusione e commercializzazione di quelli stesse immagino all’interno di una cerchia di persone cui sia legalmente consentita la fruizione di immagini e/o servizi sessuali.




