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Telenovela Venezuela: i pm americani accusano Maduro, quelli venezuelani Guaido

Le sorti della governabilità del Venezuela passano sempre più per le vie giudiziarie. Dopo che gli Stati Uniti hanno posto una taglia di 15 milioni di dollari su Nicolas Maduro, ciò che dovrebbe bastare in un Paese letteralmente alla fame a organizzare la cattura del presidente, in quanto accusato dalla magistratura yankee di narcotraffico, il procuratore della Repubblica venezuelano, Tarek William Saab ha fatto sapere che il leader dell’opposizione Juan Guaido sarà chiamato a testimoniare nell’ambito di una indagine aperta contro l’ex generale venezuelano rifugiatosi in Colombia, Cliver Alcala Cordones, accusato di aver coordinato un piano per uccidere alti responsabili governativi ed eseguire un colpo di stato in Venezuela.

Guaido, ha riferito la tv statale Vtv, è stato chiamato a comparire davanti a due pm nazionali giovedì “2 aprile per dichiarare riguardo alla confessione di Alcala Cordones realizzata dopo il sequestro di un arsenale da guerra in Colombia, a partire del quale il disertore ha riconosciuto che lo stesso Guaido sarebbe stato il mandante dell’operazione”. Il procuratore Saab ha concluso il suo annuncio affermando: “Vediamo come ci siano dei soggetti al margine della legge, totalmente ossessionati dalla conquista del potere solo per ottenere vantaggi economici, per promuovere come già lo hanno fatto a livello nazionale ed internazionale la corruzione”.

La sera precedente l’esternazione del magistrato, il 30 marzo, in un discorso dal palazzo presidenziale, il presidente Maduro aveva avvertito che “la giustizia arriverà, con una ‘operazione tun-tun’ a tutti i terroristi, cospiratori violenti e complottisti”. E, aveva aggiunto: “arriverà anche da te (riferendosi a Guaido) che mi vedi, arriverà. Pensi che non verrà da te, la giustizia verrà da te e quando ti toccherà ‘tun-tun’, non metterti a piangere sui social”.

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