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Tracollo del mercato dell’auto, le concessionarie studiano come recuperare appeal

In una Europa che, trattando di automobili, viaggia a due se non a tre velocità, sono i protagonisti diretti, cioè le Casa costruttrici, i grandi gruppi della distribuzione e i singoli concessionari ad essersi mobilitati per sopperire – in alcuni Paesi, compresa l’Italia – a forti iniziative pubbliche di sostegno al settore. Un mondo che ha grandissimo valore per le casse dei vari Stati, come dimostra la stima Acea di 440,4 miliardi di euro per le entrate fiscali che sono generate complessivamente dall’auto (76,3 in Italia) ma che fino ad oggi ha dovuto affrontare non solo le contraddizioni della guida di Bruxelles, ma anche inevitabili e forti tensioni fra costruttori, soprattutto sul fronte delle strategie di raggiungimento dei nuovi limiti sulla CO2. Ora però, alla luce dei disastrosi dati del primo quadrimestre – che in Italia hanno tagliato le vendite del 97,55% – sembra prevalere (come è successo in tanti condomini italiani durante la quarantena) un nuovo spirito di squadra. A spingere sull’acceleratore sono le aziende, il mondo del privato, che guardano a questo momento di crisi come ad una opportunità per recuperare fasce di clientela e soprattutto per eliminare dalle strade molte auto vecchie e con omologazioni antecedenti alla Euro 5.

La mobilitazione delle concessionarie, riferisce l’agenzia Ansa, sta riguardando gli impianti ed anche le strategie. Nell’interfaccia con il cliente tutti i brand contano su locali delle concessionarie sanificati ed attrezzati per ricevere i clienti in totale sicurezza; su procedure a prova di ‘assembramento’ (auspicati ma davvero poco probabili) e soprattutto su nuovi strumenti di dialogo con i clienti e di gestione delle trattative e delle vendite. E per non deludere chi nei prossimi giorni varcherà – con rinnovata curiosità – le porte a vetri degli show-room per ammirare le tante novità che nel frattempo sono state presentate, fioriscono per fortuna anche le nuove strategie commerciali.

Alcune idee sono davvero eccellenti, come la consegna ‘contactless’ dell’auto da provare a domicilio, l’abolizione della carta e della cartamoneta nelle procedure o la protezione degli acquisti con polizze anti-perdita del lavoro. Ma lo sono, ancora di più, inedite formule finanziarie che stanno stabilizzandosi attorno a costi di 90-120 euro al mese, per far accedere all’acquisto davvero tutti. Anche chi aveva abbandonato l’auto per puntare tutto sui mezzi pubblici nei giorni lavorativi e sui voli low cost per le vacanze. E ora, come accade già in Cina o altri mercati, sta riscoprendo che l’auto privata è molto meglio di una mascherina e del distanziamento sociale.

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