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Trump perde terreno nei sondaggi e silura il manager della campagna elettorale

Davanti ai sondaggi deludenti, Donald Trump silura il manager della sua campagna elettorale Brad Parscale e lo sostituisce con il veterano del Gop, Bill Stepien. Mancano meno di quattro mesi alle presidenziali in cui il repubblicano cercherà la rielezione, e il magnate sceglie Facebook per annunciare: “Sono felice di comunicare che Bill Stepien è stato promosso al ruolo di manager della campagna di Trump. Parscale, con me per un periodo molto lungo e alla guida delle nostre fantastiche strategie digitali e informative, resterà in quel ruolo come Senior Advisor per la campagna”. Dietro il tono disteso, la relazione sempre più incrinata di Trump con Parscale, a causa della sempre maggior visibilità di quest’ultimo e del ‘caso Tulsa’. La città dell’Oklahoma, cioè, dove lo scorso mese Parscale aveva trionfalmente previsto la presenza di un milione di persone a un comizio, mentre solo 6.200 si erano poi presentate davvero. Risultato: la furia del tycoon. Il rimpasto porta sconquasso nella campagna di Trump, che sinora era stata immune ai costanti cambiamenti che avevano invece contraddistinto la campagna 2016. E arriva nel mezzo della crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia di Covid-19, che ancora non ha mollato la morsa sugli Usa e ha ucciso sinora oltre 135mila americani. In questo scenario pieno di variabili, arriva il sondaggio di Nbc e Wall Street Journal secondo cui il candidato presunto dei Dem alla Casa Bianca, Joe Biden, avrebbe 11 punti percentuali di vantaggio sul magnate: per l’ex vice presidente il 51% dei consensi, per Trump il 40%. A pesare è la gestione del coronavirus da parte di Trump, che solo il 37% approva, 6 punti in meno in un mese. E solo il 33% approva la sua gestione dei rapporti razziali. Ma c’è anche un 54% di elettori favorevole al modo in cui il tycoon gestisce l’economia, dato in ascesa rispetto ai sondaggi precedenti. Significativa la distribuzione delle preferenze: i maggiori vantaggi di Biden sono con gli elettori afroamericani (dall’80 al 6%), i latini (dal 67 al 22%), gli elettori dai 18 ai 34 anni (dal 62 al 23%), le donne (dal 58 al 35%) e gli elettori bianchi con titoli universitari (dal 53 al 38%). Trump è avanti tra tutti gli elettori bianchi (dal 49 al 42%), gli uomini (dal 45 al 43%) e i bianchi senza titoli universitari (dal 57 al 35%). Anche Biden ha già promosso un rimpasto del suo team di campagna elettorale, sebbene l’abbia fatto molto prima, dopo dei pessimi risultati nelle primarie. Si era trattato, nel suo caso, di genuini cambiamenti nelle strategie della campagna. Il democratico aveva infatti promosso Anita Dunn, rimuovendo il manager Greg Schultz, dopo essersi piazzato al quarto posto in Iowa e mentre si aspettava un’altra disfatta in New Hampshire. Dunn aveva già lavorato come alta consigliera per le comunicazioni dell’ex presidente, Barack Obama.

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