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Via le restrizioni per i minori sui social di Zuckerberg

Alcuni dipendenti ed ex dipendenti di Meta hanno accusato la multinazionale di avere deliberatamente soppresso le attività di ricerca tese a scoprire eventuali rischi per la sicurezza di bambini e adolescenti sulle sue piattaforme e durante l’utilizzo dei suoi dispositivi per la realtà virtuale. Lo scrive il “Washington Post”, che ha ottenuto una serie di documenti e dichiarazioni inviate dai dipendenti al Congresso lo scorso maggio. A seguito di una serie di audizioni parlamentari nel 2021, lo staff legale di Meta avrebbe iniziato a “rivedere, modificare o anche vietare” attività interne di ricerca dedicate ai rischi per i giovani derivanti dall’utilizzo di dispositivi per la realtà virtuale. L’articolo del “Washington Post” fa riferimento a un episodio specifico avvenuto in Germania nel 2023, quando un adolescente avrebbe detto a due ricercatori di Meta di avere “incontrato di frequente adulti” durante l’utilizzo di dispositivi per la realtà aumentata. Il ragazzo avrebbe aggiunto che suo fratello, di nemmeno 10 anni di età, avrebbe ricevuto “proposte di natura sessuale” durante le stesse attività. Jason Sattizahn, uno dei due ricercatori, ha detto al quotidiano che la leadership di Meta avrebbe ordinato di cancellare la registrazione del colloquio avuto in Germania, così come tutta la documentazione scritta sulle sue affermazioni.

Un rapporto interno successivamente pubblicato sulla ricerca ha evidenziato che i genitori tedeschi sono preoccupati per il rischio di adescamento sulle piattaforme di Meta, senza però includere riferimenti specifici all’episodio. Secondo quanto riferito dai dipendenti al Congresso, lo staff legale di Meta avrebbe soppresso le attività di ricerca di questo tipo con l’obiettivo di stabilire una “negazione plausibile” agli effetti negativi derivanti dai dispositivi e dalle piattaforme dell’azienda. I documenti condivisi con i parlamentari includono linee guida che spiegano ai ricercatori “come gestire temi sensibili” che potrebbero portare alla pubblicazione di articoli di stampa che metterebbero la società in cattiva luce. In uno scambio risalente al 2023, un avvocato di Meta avrebbe detto a un ricercatore di “evitare” di raccogliere dati sull’utilizzo dei dispositivi per la realtà aumentata prodotti dall’azienda da parte dei bambini, per motivi “regolamentari”.

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