Bugie e minacce per coprire uno scandalo milionario
Ci sono tre tipi di impostori: i bugiardi, i bugiardi sfacciati e i politici.
Will Rogers
Anche durante questa settimana sono continuati gli incontri e le trattative per arrivare ad una pace garantita e duratura tra l’Ucraina e la Russia. Ma per il momento non ci sono dei risultati concreti, nonostante le dichiarazioni “rassicuranti” del presidente statunitense, che cerca di apparire come l’unico e l’indispensabile “leader” che può portare alla pace. Durante gli ultimi giorni si è vantato di aver raggiunto il suo ottavo “successo”, assicurando la pace tra Cambogia e Thailandia. Ma si è trattato solo di parole, perché la realtà sul posto lo sta contrariando. Chissà se riuscirà ad avere il tanto ambito Premio Nobel per la Pace? Ma intanto lui continua a pretenderlo, convinto di poter avere tutto. Anche con l’aiuto del suo “amico”, il dittatore russo.
Nel frattempo hanno portato ad un risultato concreto le massicce proteste durante queste ultime settimane in varie città della Bulgaria. Giovedì scorso, l’11 dicembre, è caduto il governo. E tutto ciò mentre, come è stato stabilito, la Bulgaria entrerà nell’Eurozona dal prossimo 1o gennaio. Le proteste erano cominciate dopo che il governo aveva presentato la sua proposta di bilancio per il 2026. Una proposta molto dibattuta che è stata poi ritirata il 2 dicembre scorso. Ma anche questo atto non è bastato per placare i manifestanti. Si, perché loro non protestavano soltanto contro la proposta di bilancio, ma anche contro la radicata e diffusa corruzione dei governanti ed il mancato mantenimento delle promesse fatte. E giovedì scorso, il primo ministro, presentando le dimissioni, ha affermato: “Abbiamo ascoltato la voce della società”. Chissà come influenzerà questa instabilità politica sull’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona però? Rimane tutto da seguire.
Delle proteste massicce sono scoppiate venerdì scorso, 12 dicembre, anche a Bucarest, la capitale della Romania, ed in alcune altre città del Paese. Tutto dopo la trasmissione di un documentario intitolato “ Justice Captured” (Giustizia catturata; n.d.a.) da un’emittente indipendente. Durante le due ore si dimostrava dettagliatamente come delle ingerenze politiche, nonché dei determinati rapporti interni al sistema giudiziario, avrebbero influenzato alcune procedure di grande interesse politico per rallentarle e poi riuscire ad avere la prescrizione. I manifestanti, gridando “Giustizia, non impunità”, “Magistrati indipendenti e non obbedienti” e “Integrità, non complicità”, chiedevano l’approvazione delle nuove leggi per garantire il buon funzionamento della magistratura. Ma loro chiedevano anche le dimissioni del ministro della Giustizia e del ministro dell’Interno, Le proteste contro la corruzione ai massimi livelli politici e dentro il sistema giudiziario continuano e i manifestanti chiedono un reale funzionamento dello Stato di diritto in Romania.
Ma durante questa settimana in Albania l’attenzione pubblica, politica e mediatica è stata di nuovo concentrata sullo scandalo milionario che ha portato alla sospensione della vice primo ministro, allo stesso tempo anche ministra delle Infrastrutture e dell’Energia, da questi suoi due incarichi istituzionali. Lei è stata accusata di abusi milionari legati alla costruzione di un tunnel, di due ponti e della supervisione dei lavori del tunnel sulla costiera ionica nel sud dell’Albania. Il nostro lettore è stato informato durante le precedenti settimane di questo nuovo e clamoroso scandalo (Preoccupante sostegno europeo, 24 novembre 2025; Scandalo ai massimi livelli governativi,1 dicembre 2025; Bugie che non possono nascondere uno scandalo milionario, 8 dicembre 2025).
Il nostro lettore è stato, altresì, informato che il primo ministro, per difendere a spada tratta la sua più stretta collaboratrice, aveva presentato il 21 novembre scorso un ricorso, da lui firmato, presso la Corte Costituzionale, considerando come anticostituzionale la decisione della sospensione, dai suoi due incarichi istituzionali, della sua più stretta collaboratrice. Il primo ministro in questo caso aveva “dimenticato” le sue precedenti dichiarazioni in casi simili, con le quali “garantiva” che ogni alto funzionario doveva raffrontarsi personalmente con la giustizia e che lui ed il suo partito non potevano diventare i loro avvocati. Adesso però, nel caso della sua vice, ha cominciato a parlare dell’enorme potere dei giudici e procuratori e delle loro ingerenze nelle competenze dell’esecutivo, violando così il principio della separazione dei poteri. Un principio che lui stesso in prima persona, fatti accaduti, documentati e pubblicamente noti alla mano, ha palesemente violato, usurpando dei poteri che non gli competono.
Il 9 dicembre scorso l’Associazione Nazionale dei Giudici della Repubblica d’Albania ha reagito sull’attacco del primo ministro contro “alcuni giudici e procuratori” che non ubbidiscono alla sua volontà. In una sua dichiarazione ufficiale si affermava, tra l’altro, che “…l’associazione esprime preoccupazione e indignazione per l’approccio che il capo del potere esecutivo ha scelto di assumere di fronte a questo problema, che rientra nella competenza del potere giudiziario. Sotto la maschera della denuncia dell’usurpazione dei poteri esecutivo e legislativo, da parte di quello giudiziario, si nasconde in realtà un messaggio di pressione nei confronti degli organi di giustizia che devono esaminare il caso in questione”.
Immediata e minatoria è stata però anche la reazione del primo ministro. Lo stesso 9 dicembre scorso il primo ministro ha ricordato all’Associazione dei giudici che è lui a dare loro lo stipendio anche se questi non gli “ubbidiscono”, attaccandoli per la loro richiesta di aumento di stipendio, alla Corte Costituzionale, come richiesta scandalosa. “L’Associazione dei giudici dovrebbe sapere che sarebbe altrettanto sbagliato se si aspettasse il mio silenzio sulla scandalosa e ripetuta richiesta presso la Corte Costituzionale di (ri)aumentare gli stipendi dei giudici con decisione del tribunale, usurpando i poteri del governo e del parlamento”, dichiarava il primo ministro.
Il 12 dicembre la Corte Costituzionale, trattando la richiesta del primo ministro fatta per annullare la sospensione della sua vice come anticostituzionale, ha deciso con 5 voti favorevoli e 3 voti contrari, di sospendere la sospensione della vice primo ministra, allo stesso tempo ministra delle Infrastrutture e dell’Energia, da questi due incarichi istituzionali fino alla sua decisione definitiva. Decisione che sarà presa il 22 gennaio prossimo quando la Corte si riunirà di nuovo in una seduta pubblica ed in presenza delle parti interessate. Una decisione che, chissà perché, “rifletteva” le accuse del primo ministro al giudice che aveva preso la decisione il 20 novembre 2025. E chissà perché solo poche ore dopo la pubblicazione della decisione della Corte Costituzionale questa sia entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale?!
Subito dopo questi sviluppi hanno reagito anche le cattive lingue dicendo che le minacce del primo ministro hanno fatto il loro atteso effetto sui giudici della Corte Costituzionale. Una Corte che in altri casi precedenti e simili a quello sopracitato ha deciso diversamente. E le cattive lingue, si sa, raramente sbagliano con quello che dicono.
Chi scrive queste righe poteva aggiungere anche altri fatti che confermano le bugie e le minacce del primo ministro per coprire uno scandalo milionario. Ma lo spazio non lo permette. Però nel frattempo due altri scandali internazionali sono stati resi pubblici. Scandali che coinvolgerebbero anche il primo ministro albanese. Il nostro lettore sarà informato a tempo debito. Chi scrive queste righe condivide però l’affermazione di Will Rogers che ci sono tre tipi di impostori: i bugiardi, i bugiardi sfacciati e i politici. Il primo ministro albanese, si sa, fatti alla mano, è un sfacciato bugiardo ed ingannatore. E quando si trova in difficoltà, minaccia ed usa tutti i suoi poteri per uscirne fuori.



