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Bugie scandalose elevate a livello statale

Il linguaggio politico è concepito in modo da far sembrare vere le bugie.

George Orwell

Dicono che il vizio va via con l’ultimo respiro. E sembra essere vero, almeno per quanto riguarda il primo ministro albanese. Le sue bugie, riguardanti la vissuta realtà in Albania, da qualche anno a questa parte, sono talmente tante e clamorose che lo hanno sbugiardato e reso ridicolo. Ma lui continua, perché quello di mentire sembrerebbe essere un suo innato vizio del quale non può farne senza. Soprattutto quando si trova in difficoltà. Soltanto durante i due mesi appena passati lui ha scandalosamente, vergognosamente, spudoratamente, ma consapevolmente, dato pubblicamente sfogo, per l’ennesima volta, al suo vizio. Questa volta però, da territori stranieri. Ha cercato di ingannare di nuovo gli albanesi, mentendo senza scrupolo alcuno e senza batter ciglio. Lo ha fatto dopo aver incontrato il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America e la cancelliera tedesca. Lo ha fatto anche da Bruxelles. Perché, succube della sua disperazione, delle sue bugie e dei suoi inganni, cerca almeno di “vendere” come successi soltanto invenzioni ingannevoli della sua spregiudicatezza. Invenzioni che mirano a far credere agli altri, che lui gode di un appoggio internazionale per il suo operato, sia in Albania, che nella regione. Ma le smentite ufficiali alle sue bugie, in lingue straniere, sono state immediate e chiare durante questi due ultimi mesi. Smentite che lo hanno reso di nuovo ridicolo, nonostante lui taccia e faccia finta di niente. Come sempre in casi simili che non sono stati pochi, anzi!

Quello di mentire e di ingannare sembra essere veramente un vizio del primo ministro albanese. Dal settembre del 2013, quando ha cominciato il suo primo mandato governativo, lui ha mentito. Anzi, lo ha fatto anche prima. Lo ha fatto durante la campagna elettorale, promettendo mari e monti agli albanesi, consapevole però, che erano soltanto promesse per avere il loro appoggio. Una volta avuto il mandato, ha dovuto avere a che fare con la realtà, che non si poteva affrontare con delle belle parole e promesse ingannevoli, ma solo e soltanto con la dovuta responsabilità. Lui però è sfuggito a quelle responsabilità e ha fatto quello che sa fare meglio. Ha mentito e scaricato le sue responsabilità agli altri, cercando “nemici e sabotatori” ovunque, in Albania e sparsi per il mondo. Ormai, dopo più di sei anni che il primo ministro ha avuto l’incarico, dati e fatti accaduti alla mano, risulterebbe che lui non ha governato la cosa pubblica, non ha fatto niente di utile e di buono per i cittadini, non ha mai mantenuto almeno una delle sue promesse. Sempre dati e fatti accaduti alla mano, risulterebbe che il primo ministro albanese, durante questi anni, abbia consapevolmente e clamorosamente abusato del potere conferitogli e abbia deriso e calpestato la fiducia datagli dai cittadini. Dati e fatti accaduti alla mano, risulterebbe che durante questi anni, lui sia stato costretto, nolens volens, ed abbia soltanto cercato di governare gli innumerevoli scandali e i continui abusi con la cosa pubblica, suoi e di tutti coloro che lo circondano e hanno il suo appoggio e che, a loro volta, lo sostengono. Ma anche lo condizionano. Criminalità organizzata e certi raggruppamenti occulti locali e/o internazionali compresi.

Dal 1o gennaio fino al 31 dicembre di quest’anno, l’Albania eserciterà la Presidenza dell’OSCE (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). A proposito, il primo ministro albanese ha cercato in tutti i modi, sostenuto anche della sua propaganda governativa, di far credere che quella Presidenza fosse un suo personale successo. Anche in quel caso ha mentito vergognosamente. Perché quella Presidenza è stata negoziata dal 2006 e decisa finalmente nel 2013, quando al governo c’erano i suoi avversari politici. Il nostro lettore è stato informato di tutto ciò il 20 gennaio scorso. Il 5 febbraio 2020, il primo ministro albanese, nella veste del presidente di turno dell’OSCE, essendo anche il ministro degli esteri ad interim, ha incontrato il Segretario di Stato statunitense. Incontro dovuto proprio a quell’incarico. Incontro che però, il primo ministro albanese ha cercato di “venderlo” come un importante successo politico e personale, “scordandosi” di chiarire la verità. Dopo l’incontro, il primo ministro ha dichiarato che aveva discusso con il Segretario di Stato sulle sue ultime iniziative politiche in Albania, sull’Accordo regionale denominato come il “Mini-Schengen balcanico” ecc.. Il nostro lettore è stato costantemente informato di queste iniziative, e più specificatamente, sia la scorsa settimana che il 13 gennaio 2020. Ebbene, la portavoce del Segretario di Stato statunitense, poco dopo che il primo ministro albanese avesse mentito spudoratamente e consapevolmente, ha dichiarato chiaramente che durante l’incontro, si era discusso “delle priorità comuni durante la presidenza albanese dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa”! Sempre secondo la sua portavoce, il Segretario di Stato si era congratulato con il primo ministro albanese per “il contributo dell’Albania nella NATO e la presa di posizione contro le attività malefiche dell’Iran”. Si riferiva, soprattutto, ai circa 3200 membri dell’organizzazione MEK (Mojahedin-e Khalq), residenti in Albania da alcuni anni e in dura opposizione con il governo iraniano.

Il 27 gennaio scorso il primo ministro albanese ha incontrato la cancelliera tedesca. Di nuovo, sia lui personalmente che, in seguito, la sua propaganda governativa, hanno mentito su quanto era stato discusso durante quell’incontro. Ma lui più ci si impegna e più si impantana e si trova in altre difficoltà, cercando di giustificare quanto ha detto precedentemente. E così facendo entra in un inevitabile cerchio vizioso di bugie e di inganni. Dopo il sopracitato incontro con la cancelliera tedesca, il primo ministro albanese ha dichiarato che aveva discusso ed aveva avuto il consenso e l’appoggio della cancelliera riguardo al sopracitato accordo del “Mini-Schengen balcanico”. Subito però è arrivata la smentita dal ministero degli Esteri tedesco. Secondo la dichiarazione ufficiale del ministero, la cancelliera considera la collaborazione regionale nei Balcani come “una priorità del Processo di Berlino”. Processo quello che, sostenendo solo un accordo tra tutti i sei paesi balcanici che stanno affrontando i loro percorsi europei, esclude proprio l’Accordo del “Mini-Schengen balcanico”, sostenuto da Serbia, Albania e Macedonia del nord. Altri inganni e bugie del primo ministro albanese, subito sbugiardate ufficialmente.

Il primo ministro ha cercato di mentire e manipolare l’opinione pubblica in Albania anche con gli aiuti internazionali per i danni del terremoto di 26 novembre scorso. Lui e la sua propaganda governativa, subito dopo la “Conferenza dei donatori”, organizzata dalla Commissione europea a Bruxelles il 17 febbraio scorso, hanno parlato di aiuti. Ma in seguito, quando la Commissione ha pubblicato le donazioni, si è capito chiaramente che si trattava, nel circa 70% della somma totale (1.15 miliardi di euro), di crediti bancari e non di aiuti. Crediti che aggraverebbero ulteriormente il debito pubblico albanese, già di per se a livelli allarmanti e pericolosi.

Un altro clamoroso scandalo, corredato di bugie e di inganni, riguarda una richiesta, da parte del Parlamento albanese, alla Commissione di Venezia (Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto) e reso pubblico due settimane fa. Scandalo tuttora in corso, sul quale il nostro lettore verrà informato in seguito.

Chi scrive queste righe è convinto che in qualsiasi altro paese normale sarebbe bastato uno solo di questi scandali per far cadere il governo. Ma non in Albania però. Perché lì il linguaggio politico è concepito in modo tale da far sembrare vere le bugie. E soprattutto perché in Albania ormai è stata restaurata una nuova dittatura che ha elevato le bugie e gli inganni ad un livello statale.

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