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Clamoroso scandalo edilizio e preoccupanti connivenze pericolose

Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali,

ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

Vangelo secondo Matteo; 18/7

Così rispose Gesù ai suoi discepoli che volevano sapere da lui “Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”. Prima di rispondere Gesù prese accanto a se un bambino e disse ai discepoli: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli […]. Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”. E poi continuò, dicendo loro che “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare”. Era talmente convinto Gesù della pericolosità e delle gravose conseguenze dello scandalo, di qualsiasi scandalo, che disse perentorio ai suoi discepoli: “Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno”. E per rendere ancora più chiaro e comprensibile il significato dello scandalo, Gesù aggiunse: “E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco”. Sì, proprio nella Geenna, riconosciuta dagli ebrei come la valle dell’Hinnom. Geenna era un luogo macabre, ai piedi del monte Sion vicino a Gerusalemme, dove si svolgevano dei riti lugubri di sacrificio, voluti e stabiliti da dio Moloch. Riti nei quagli si usavano i bambini, che prima venivano sgozzati e poi bruciati, offerti in olocausto proprio a Moloch. Quello ci racconta e ci insegna l’evangelista Matteo nel capitolo 18/1-9 del suo Vangelo. L’etimologia stessa della parola scandalo, parola che deriva dalla lingua greca antica (skàndalon – ostacolo, inciampo), significa, secondo i dizionari, “il turbamento della coscienza collettiva provocato da una vicenda, da un atteggiamento o da un discorso che offende i principi morali correnti”. Lo scandalo rappresenta un fatto, una vicenda, una situazione “in cui emergono immoralità, corruzione e che coinvolge personaggi importanti”. Purtroppo gli scandali sono stati presenti nella vita quotidiana delle civiltà umane, dall’antichità ai giorni nostri. In tutto il mondo e con tutte le gravose, dannose, sofferte e pericolose conseguenze.

La scorsa settimana il nostro lettore è stato informato sullo svolgimento di una massiccia protesta a Tirana, convocata dal Movimento per la ricostituzione del partito democratico, costituito il 12 dicembre 1990 in Albania, come il primo partito d’opposizione. Attualmente è un partito di opposizione dal 2013 e che purtroppo, dal 2013, è stato usurpato da colui che, fatti accaduti e che si stanno rivelando anche durante la settimana appena passata alla mano, lo ha usato come una rimunerativa impresa familiare per se stesso e per pochissimi suoi fedeli. Questo dimostrano e testimoniano tutti i dati ed i fatti resi pubblici e mai contestati dai diretti interessati, se non che con delle misere dichiarazioni “politiche” che sfuggono alle accuse, si contraddicono e fanno ridere anche i polli. Il nostro lettore è stato informato, a tempo debito, di tutti questi fatti ormai appurati, nonché di tutti gli altri sviluppi legati al Movimento per la ricostituzione del partito democratico albanese (Il doppio gioco di due usurpatori di potere, 14 giugno 2021; Usurpatori che consolidano i propri poteri, 19 Luglio 2021; Meglio perderli che trovarli, 13 settembre 2021; Agli imbroglioni quello che si meritano, 1 novembre 2021; Un misero e solitario perdente ed un crescente movimento in corso, 22 novembre 2021; Il vizio esce con l’ultimo respiro, 13 dicembre 2021; Importanti decisioni, vergognose manipolazioni e una protesta, 20 dicembre 2021; Una protesta pacifica che ha fatto cadere delle maschere, 10 gennaio 2022).

Ebbene, la protesta svoltasi sabato 8 gennaio di fronte alla sede del partito democratico albanese aveva come obiettivo quello di far rendere libera l’entrata in quell’edificio per tutti i legittimi e legalmente iscritti membri del partito. Iscritti che, sempre in base ad ormai disponibili dati ufficiali, verificati e verificabili da tutti alla mano, rappresentano la grandissima maggioranza della base del partito. Iscritti ai quali, però, l’usurpatore del partito, in una evidente crisi esistenziale ed in grandissima difficoltà a nascondere la realtà, aveva vietato l’ingresso nella sede. E per riuscire, in preda ai suoi incubi, aveva ordinato di blindare tutti gli ingressi della sede. Si, di blindare tutto con una serie di porte di ferro, messe una dietro l’altra. Ma bugiardo e ingannatore viscerale qual è, l’usurpatore del partito e/o alcuni suoi pochissimi fedeli che fanno da “portavoce” dichiaravano che “l’ingresso era stato vietato agli iscritti semplicemente perché erano in corso dei lavori di pittura e di ordinaria manutenzione”. Misere bugie e vergognosi inganni che sono stati smentiti durante una diretta televisiva, la sera del 6 gennaio scorso, da un coraggioso giornalista il quale, insieme con un operatore televisivo, è riuscito ad entrare dentro l’edificio dalla finestra del bagno a piano terra, lasciata aperta. Ebbene una volta all’interno si è potuto vedere, soltanto in quella parte dell’edificio, una porta blindata per terra! Da quel momento tutto diventò chiaro ed incontestabile. E da allora l’usurpatore e i suoi pochissimi fedeli non parlavano più di “lavori di pittura e di ordinaria manutenzione”. Ma nel frattempo, però, l’usurpatore della dirigenza del partito aveva assoldato alcune decine di criminali, di mercenari pericolosi che si erano sistemati nella sede del partito democratico. E guarda caso, la polizia di Stato, nonostante fosse stata avvisata con una denuncia di quelle presenze all’interno della sede del partito, non ha fatto nessun controllo, come se niente fosse! Chissà perché?! Si sapeva però, e ormai è stato appurato, grazie anche a quanto è accaduto durante la protesta dell’8 gennaio scorso, che l’usurpatore della dirigenza del partito democratico ha avuto sempre il pieno appoggio ed il sostegno del suo “protettore”, il primo ministro albanese, che ha messo a sua disposizione, durante la protesta, le truppe scelte della polizia di Stato. Ormai sono disponibili molte registrazioni video e/o audio, fatte durante quella protesta nella sede del partito democratico, che dimostrano e testimoniano in modo inconfutabile chi ha esercitato violenza contro chi. Così come dimostrano e testimoniano l’uso sproporzionato e legalmente vietato dei gas nocivi, molto pericolosi per la salute, da parte delle truppe scelte della polizia di Stato. Truppe che invece di entrare dentro l’edificio blindato hanno caricato e maltrattato i manifestanti pacifici, gli iscritti del partito, come se fossero dei pericolosi criminali. Ed erano proprio dentro l’edificio blindato, come ormai testimoniano palesemente le tante registrazioni video e/o audio, i veri criminali, i mercenari assoldati dall’usurpatore della dirigenza del partito. Proprio quelli che subito dopo l’inizio della protesta massiccia e pacifica hanno cominciato ad aggredire i manifestanti, lanciando dalle finestre del secondo piano una grande quantità di vetri rotti delle finestre, delle sedie, nonchè hanno fatto uso, vietato dalla legge, dei gas nocivi, gli stessi usati dalla polizia di Stato (sic!). Ma le truppe scelte della polizia di Stato, lasciando liberi di agire i criminali dentro la sede del partito, continuavano ad aggredire barbaramente spietati con gas nocivi ed acqua i manifestanti pacifici, prendendo ordini dai loro superiori. Anche questo è stato ormai registrato e reso pubblico. Di tutto ciò l’autore di queste righe ha informato il nostro lettore la scorsa settimana (Una protesta pacifica che ha fatto cadere delle maschere, 10 gennaio 2022).

Sono stati miseri, inutili, incredibili e ridicoli i commenti fatti dai media controllati dal primo ministro e/o da chi per lui, nonché dagli analisti ed opinionisti pagati profumatamente come parte integrante della potente propaganda governativa. Hanno cercato, soprattutto nelle prime ore dopo la dispersione della protesta, di far credere che i manifestanti violenti avessero cercato di distruggere tutto e di mettere in serio pericolo la vita dell’usurpatore e dei suoi pochissimi fedeli che erano dentro la sede. Ma guarda caso, non hanno mai parlato e/o fatto riferimento a quelle decine di criminali che stavano dentro la sede, insieme all’usurpatore. Criminali che sono stati filmati da diverse riprese televisive e/o ripresi dai telefonini mentre aggredivano spietatamente con mezzi diversi i manifestanti pacifici. Manifestanti che volevano semplicemente entrare nella loro casa comune, ma che, invece, avevano trovato le porte di casa chiuse, con le serrature cambiate e blindate da dentro. Chissà perché?! Purtroppo però che queste misere e ridicole informazioni diffuse dalla propaganda governativa, prive di qualsiasi veridicità, sono state riprese e trasmesse da alcuni media internazionali, senza nessuna verifica preventiva, professionalmente richiesta e dovuta.

Durante tutta la scorsa settimana sono state pubblicate ulteriori testimonianze che dimostrerebbero l’appoggio ed il sostegno del primo ministro all’usurpatore della dirigenza del partito democratico albanese. Da anni ormai si sta parlando, discutendo e si sta diffondendo sempre più la convinzione che tra loro due si sia un accordo occulto. Un accordo stabilito, almeno per il pubblico, il 18 maggio 2017. Anche di questo il nostro lettore è stato spesso informato. Ma durante la scorsa settimana è stata diffusa la notizia di un nuovo e clamoroso scandalo edilizio. Si tratterebbe di un progetto che lo sta elaborando uno studio architettonico straniero. Un progetto che, se finalizzato, permetterà la costruzione di tre grattacieli in pieno centro della capitale. Ma è proprio un piccolo “dettaglio” che rende questo progetto particolare. Ed il piccolo “dettaglio” è che quei tre grattacieli saranno costruiti proprio lì dove attualmente si trova la sede del partito democratico albanese. Proprio lì! Le cattive lingue per tutta la scorsa settimana hanno parlato di interessi comuni tra il primo ministro e l’usurpatore della dirigenza del partito democratico. Interessi che, inevitabilmente, sono legati anche alla criminalità organizzata locale ed internazionale che da anni in Albania, soprattutto nel campo dell’edilizia, sta riciclando i miliardi provenienti da attività illecite, dai traffici di droga, dalla corruzione e da tanto altro. Ma non sono soltanto le cattive lingue. Durante questa settimana appena passata si stanno accumulando dati e documenti facilmente verificabili, che testimoniano questa connivenza pericolosa tra il potere politico e la criminalità organizzata. Usurpatore del partito democratico compreso che, personalmente e con alcuni suoi “portavoce”, compresi quelli molto vicini al governo, all’inizio della settimana e appena la notizia era stata diffusa, hanno cercato di smentire tutto. Ma in seguito, fallendo clamorosamente in quella impossibile impresa, hanno vigliaccamente “scelto” di tacere. E così facendo si autoaccusano. Come hanno fatto anche di fronte ad altri fatti legati ad altrettanto clamorosi scandali di appalti “governativi” milionari che vedono coinvolto direttamente l’usurpatore e/o i suoi diretti e più stretti familiari. Ma si sa, e lo confermano anche i dizionari, che lo scandalo rappresenta un fatto, una vicenda, una situazione “in cui emergono immoralità, corruzione e che coinvolge personaggi importanti”.

Chi scrive queste righe seguirà ed informerà in nostro lettore di questo nuovo scandalo. Egli però è convinto della pericolosità di questa “alleanza” occulta tra il primo ministro e l’usurpatore della dirigenza del partito democratico albanese. Perché una simile “alleanza”, se non affrontata con la dovuta responsabilità civile e patriottica, potrebbe diventare una pietra tombale per la sofferente e traballante democrazia albanese. Non bisogna mai dimenticare che, come diceva Gesù, guai al mondo per gli scandali! Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Perché tutti loro saranno poi gettati nella Geenna del fuoco.

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