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I vigliacchi della notte hanno distrutto il Teatro Nazionale

La luce è venuta al mondo, ma gli uomini hanno amato più
le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.

Dal Vangelo secondo Giovanni; 3,19

I vigliacchi, che temono e odiano la luce, scelgono sempre le tenebre per le loro opere malvagie. Lo testimonia anche l’evangelista Giovanni nel terzo capito del suo Vangelo. Racconta di Nicodèmo, un noto fariseo e uno dei capi dei giudei, che incontra Gesù e gli chiede di spiegargli diverse cose che non riusciva a capire. Gesù risponde a Nicodèmo, dando delle risposte semplici, ma facili da capire. E ribadisce che, nonostante la bontà del Creatore, “…la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male odia la luce e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate (Gv. 3/19-20)”. Papa Francesco, il 22 aprile scorso, durante l’omelia della messa a Santa Marta, riprendendo questo passaggio della Bibbia, ha detto: ”C’è gente […] che non può vivere nella luce perché è abituata alle tenebre. La luce la abbaglia, è incapace di vedere. Sono dei pipistrelli umani, soltanto sanno muoversi nella notte […]. E tanti scandali umani, tante corruzioni ci segnalano questo. I corrotti non sanno cosa sia la luce…”.

L’edificio del Teatro Nazionale in Albania è stato classificato da Europa Nostra come uno dei sette oggetti più a rischio in Europa e, perciò, da essere seriamente protetto. Da sottolineare che Europa Nostra è una federazione paneuropea specializzata per il patrimonio culturale in Europa. Ed è anche collaboratrice ufficiale dell’UNESCO, nonché di altre istituzioni dell’Unione europea. Secondo la sua valutazione espressa ufficialmente nel marzo scorso, l’edificio del Teatro Nazionale in Albania rappresenta un “…esempio straordinario dell’architettura moderna italiana degli anni ’30 (del secolo passato; n.d.a.), che è [anche] uno dei più spiccati centri culturali del paese”. Ebbene, da ieri, domenica 17 maggio, prima dell’alba, l’edificio del Teatro Nazionale a Tirana non esiste più. Lo hanno demolito, lo hanno distrutto in fretta e furia, dopo un barbaro e vigliacco assalto notturno di ingenti forze speciali della polizia di Stato ed altre strutture paramilitari. È stata veramente una barbarie, una malvagia opera ideata, programmata e messa in atto finalmente dagli individui delle tenebre. Partendo dal primo ministro e dal sindaco della capitale. Barbari, come i famigerati militanti fanatici dell’ISIS che, dal 2015 e fino al 2017, hanno distrutto moltissime preziose opere d’arte dell’antica città di Palmira, in Siria. E che avevano minato e fatto saltare in aria tra l’altro, anche il santuario di Baal-Shamin e la cella del tempio di Bell. Con la sola differenza però, che hanno usato delle giganti ruspe, invece che della dinamite. Anche perché l’edificio del Teatro Nazionale era in pienissimo centro di Tirana e circondato da vari ministeri. Barbari anche come i talebani che agli inizi degli anni 2000 hanno distrutto molti oggetti ed opere d’arte della cultura millenaria indo-greca, sia in Pakistan che in Afghanistan. Una cultura che va dal V secolo a.C. al II secolo d.C. e che rappresentava delle figure religiose nelle quali si mescolavano la tradizione indiana in vesti tipiche della cultura greca. Fra queste le prime rappresentazioni del Buddha in forma umana che assume i connotati delle divinità greche e, in particolare, del Dio Apollo. Ma almeno i talebani e i fanatici militanti dell’ISIS agivano “nel nome di Allah”. Invece i barbari che ieri a Tirana, notte tempo, hanno vigliaccamente distrutto l’edificio del Teatro Nazionale sono stati motivati semplicemente da loschi affari corruttivi, in connivenza con la criminalità organizzata, per riciclare miliardi ed investirli poi in edilizia. Perché, come il nostro lettore è stato informato da precedenti articoli, l’unico e vero motivo che ha spinto l’attuale primo ministro a distruggere l’edificio del Teatro Nazionale era proprio quello. Un’idea fissa e un progetto reso pubblico dal 1998, da quando lui era ministro della Cultura! Si, proprio così. Un ministro della Cultura che voleva distruggere il Teatro Nazionale per costruire dei grattacieli! Le cattive lingue dicono però che possa trattarsi anche di uno scandalo milionario da coprire. Uno scandalo che risale a circa venti anni fa, firmato proprio dall’allora ministro della Cultura. Scandalo che si poteva coprire solo e soltanto con la distruzione dell’edificio, perché “l’imbroglio” si basava proprio sulla manipolazione delle superfici. Chissà se le cattive lingue hanno ragione?! Ma in Albania spesso hanno azzeccato però. Comunque sia, documenti e fatti accaduti alla mano, la distruzione di quell’edificio è stata sempre motivata da ingenti e continui guadagni finanziari. L’autore di queste righe, riferendosi a questo, scriveva nel giugno 2018, che “Siamo davanti, perciò, ad un affare speculativo edilizio che comporterebbe profitti finanziari elevatissimi”. Dei profitti derivati dal “riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici illeciti, aumentati paurosamente in questi ultimi anni (Il tempo è dei farabutti ma….; 18 giugno 2018)”. Nello stesso articolo chi scrive queste righe metteva in evidenza anche i tanti riconosciuti e indiscussi valori culturali, storici ed emotivi dell’edificio del Teatro Nazionale. Egli scriveva allora: “Bisogna sottolineare che il Teatro Nazionale non è semplicemente un edificio e basta. Il Teatro Nazionale rappresenta la storia della nascita e dell’evoluzione di tutte le arti sceniche in Albania. Quell’edificio, progettato da noti architetti italiani a fine anni ’30 del secolo passato, dal 1945 in poi è stato la culla di tutte le scuole artistiche albanesi. Lì hanno debuttato l’orchestra filarmonica, il circo e il teatrino delle marionette. Il Teatro rappresenta, però, anche un importante aspetto umano, spirituale ed emozionale, non solo per gli attori e altri che hanno lavorato lì, ma per tante altre persone di diverse generazioni. Il Teatro è parte integrante della storia della capitale, dichiarata come tale soltanto nel 1920. Perciò abbattendo quell’edificio, si abbattono, si distruggono e si perdono per sempre tutti questi valori. Semplicemente per far guadagnare miliardi ad alcuni farabutti”.

Proprio quell’edificio è stato abbattuto ieri, prima dell’alba, dopo un assalto militare di centinaia di agenti armati delle truppe speciali, della polizia di Stato ed altri. Un assalto come se di fronte ci fossero stati dei pericolosi terroristi! Hanno però assalito e brutalmente aggredito quei pochi attivisti pacifici dell’Alleanza per la Difesa del Teatro che, da luglio 2019 e fino a ieri, si organizzavano a turni per essere presenti lì, temendo proprio quello che poi è accaduto. Le fotografie e i video che hanno fissato quel banditesco assalto di ieri, il barbaro trattamento degli attivisti dell’Alleanza per la Difesa del Teatro e l’immediato abbattimento dell’edificio sono e saranno una preziosa testimonianza di tutte quelle oscenità, messe in atto dallo Stato contro i Valori culturali, storici ed artistici, nonché contro degli attivisti inermi e pacifici. E tutto ciò in piena e ben evidenziata violazione delle leggi e delle procedure in vigore. Quanto è accaduto e quello che ha “giustificato” l’assalto e la demolizione, compresi gli ideatori e tutte le persone coinvolte, verrà un giorno giudicato. Ma non però, dall’attuale sistema “riformato” di giustizia, totalmente e personalmente controllato dal primo ministro. Intanto oggi pomeriggio, alle 16.30, l’Alleanza per la Difesa del Teatro ha convocato i cittadini ad unirsi con loro in una massiccia protesta pacifica. Che sia anche l’inizio di una vera e indispensabile svolta politica in Albania!

Chi scrive queste righe promette al nostro lettore di informarlo di tutti gli inevitabili ed attesi sviluppi, dopo che i vigliacchi della notte hanno distrutto ieri il Teatro Nazionale. Perché è noto che i corrotti, i pipistrelli umani, non sanno cosa sia la luce. Perciò agiscono solo di notte!

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