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Il premier canadese Trudeau nei guai per i rapporti con una Ong

Il premier canadese Justin Trudeau è accusato per la terza volta di conflitto di interessi: un ente di beneficenza cui il governo aveva aggiudicato non molto tempo fa un importante finanziamento pubblico ha pagato complessivamente centinaia di migliaia di dollari alla madre, al fratello e alla moglie del leader per farli partecipare ad alcuni suoi eventi. E i suoi rivali politici chiedono ora che sia aperta un’indagine penale nei suoi confronti.

La vicenda, con il suo corollario di polemiche, è esplosa quando il commissario ai conflitti d’interesse, un funzionario indipendente dal parlamento, ha aperto un’indagine etica. Le rivelazioni hanno spinto l’opposizione conservatrice a reclamare un’inchiesta per eventuali frodi. “E’ una cosa molto più seria di un conflitto di interessi”, ha dichiarato Pierre Poilievre, portavoce conservatore incaricato degli affari finanziari, mentre dal New Democratic Party hanno definito “più che inquietante” la situazione e il Bloc québécois ha chiesto al leader liberale di ritirarsi per qualche mese e di farsi rimpiazzare dalla vicepremier Chrystia Freeland, almeno finché la situazione non sarà chiarita del tutto. Dopo aver perso la maggioranza in parlamento alle elezioni dell’ottobre scorso, la sopravvivenza del governo Trudeau dipende dal sostegno dei partiti dell’opposizione, anche se per il momento nessuno dice di voler rovesciare l’esecutivo.

A beneficiare di fondi governativi per una somma equivalente a 587 milioni di euro è stata l’associazione ‘We Charity’. L’ong ha ammesso di aver pagato a sua volta complessivamente circa 191mila euro ai tre famigliari del premier: 162mila euro a sua madre Margaret Trudeau, per dei discorsi pronunciati in 20 eventi tra il 2016 e l’anno in corso, 21mila euro al fratello Alexandre per la sua partecipazione a otto iniziative e 1.000 euro a sua moglie Sophie per un evento nel 2012, prima che il leader diventasse capo del governo. Dati che cozzano con quanto dichiarato qualche giorno fa dall’ufficio del premier: lo staff di Trudeau aveva assicurato ai principali quotidiani canadesi che la coppia presidenziale non aveva mai ricevuto somme di denaro per la sua presenza ad iniziative dell’ong. We Charity aveva ottenuto un contratto pubblico per la gestione di un programma di borse di studio ma ora, dopo le polemiche, si è ritirata dal programma. Trudeau peraltro non è l’unico membro del governo ad avere legami con l’organizzazione, che ha pagato anche una figlia del ministro delle Finanze Bill Morneau.

Non è la prima volta che Trudeau finisce nell’occhio del ciclone per questioni etiche. La sua popolarità era già stata intaccata dopo che il commissario aveva concluso due volte che il premier ha infranto la legge sul conflitto di interesse: nel 2017 per aver accettato una vacanza sull’isola privata dell’Aga Khan e lo scorso anno per aver tentato di influenzare un procedimento giudiziario nel caso Snc-Lavalin.

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