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Il presidente della Repubblica che ubbidisce umilmente al despota

Dispotismo. Uno principe, e tutti li altri servi.

Nicolò Machiavelli

Il 4 giugno 2022, durante la sessione plenaria del Parlamento albanese, con 78 voti, 4 contrari ed un’astensione, è stato eletto l’attuale presidente della Repubblica. Prima si sono svolte tre altre votazioni che hanno avuto un esito negativo. Durante quelle votazioni però si doveva raggiungere la maggioranza qualificata di 3/5 per eleggere il presidente. Perciò 84 deputati, dai complessivi 140, dovevano votare a favore. Si trattava di esiti ben programmati dalla maggioranza dell’attuale primo ministro. Il comma 3 dell’articolo 87 della Costituzione prevede che dopo le prime tre votazioni con esito negativo, la quarta votazione non richiede più la maggioranza qualificata, bensì una semplice maggioranza di 71 deputati. E proprio questo è accaduto il 4 giugno 2022. L’attuale presidente della Repubblica è stato eletto con una maggioranza semplice.

Durante la sessione dell’elezione dell’attuale presidente della Repubblica, per fare apparire che tutto fosse normale e “non influenzato”, il nome proposto da un “gruppo di deputati” si trovava in una busta chiusa. Si trattava di una scelta “affidata” ad un gruppo di ubbidienti deputati, ma che, in realtà, la scelta era esclusivamente del primo ministro. E non poteva essere altrimenti, visto il pieno dominio del primo ministro, non solo sui deputati del suo gruppo parlamentare, ma anche su quasi tutti gli altri poteri ed istituzioni, che dovevano essere indipendenti.

Il primo ministro però voleva controllare anche l’istituzione del presidente della Repubblica che, fino ad allora, spesso non ubbidiva alla sua volontà. Con la votazione in Parlamento del nome nella “busta chiusa” il 4 giugno 2022 è stato scavalcato anche questo ostacolo. Sì, perché era il nome di una persona scelta con la dovuta cura ed attenzione. Una persona che doveva avere la fiducia del primo ministro, ma che doveva anche ubbidire a lui. E così è stato. Il nuovo presidente era un medico dell’esercito che, dal luglio 2020, era nominato, chissà perché, il Capo dello Stato maggiore delle Forze armate. Quanto è accaduto da allora in poi, fatti accaduti, documentati e pubblicamente noti alla mano, ha sempre ed inconfutabilmente dimostrato e testimoniato che l’attuale presidente della Repubblica non ha smentito le aspettative del primo ministro.

Il nostro lettore è stato informato, a tempo debito, della totale e vergognosa ubbidienza dell’attuale presidente della Repubblica d’Albania agli ordini e alla volontà del primo ministro (Vergognosa, arrogante e sprezzante ipocrisia dittatoriale in azione, 6 giugno 2022; Messinscene e collaborazioni occulte a sostegno di un autocrate, 25 luglio 2022; Ulteriore consolidamento di un regime, 15 settembre 2025 ecc…). L’autore di queste righe scriveva solo due giorni dopo l’elezione del presidente della Repubblica, sempre con la richiesta e dovuta oggettività che “Le cattive lingue stanno parlando e dicendo tante cose durante questi ultimissimi giorni sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ma anche su di lui stesso, di certi suoi “problemi” con la giustizia e dell’“appoggio” arrivato per la sua selezione ed elezione da oltreoceano. Hanno parlato del “linguaggio del corpo” che, secondo gli specialisti, fa del nuovo presidente una persona molto riconoscente al primo ministro e che, perciò, potrebbe essergli anche molto ubbidiente” (Vergognosa, arrogante e sprezzante ipocrisia dittatoriale in azione; 6 giugno 2022).

Il nostro lettore da anni è stato informato, fatti accaduti, documentati e facilmente verificabili alla mano, che in Albania da un decennio è stata restaurata e si sta consolidando, ogni giorno che passa, una nuova dittatura sui generis. E riferendosi alla sua “elezione” come presidente, l’autore di queste righe scriveva: “Domenica scorsa, il 24 luglio, in Albania è stato messo in atto un ulteriore, pericoloso e preoccupante passo verso il consolidamento della dittatura sui generis. Una dittatura, questa, camuffata soltanto da una facciata pluralistica, che si sta restaurando da alcuni anni in Albania”. E riferendosi al discorso dell’insediamento dell’attuale presidente della Repubblica, che niente aveva a che fare con la vera realtà, aggiungeva: “Le cattive lingue, durante queste ultime ore, stanno dicendo convinte che il discorso letto dal Presidente della Repubblica durante la cerimonia del suo insediamento è stato scritto da un “opinionista”, un convinto sostenitore delle “politiche” del primo ministro albanese. E si sa ormai, le cattive lingue in Albania difficilmente sbagliano” (Messinscene e collaborazioni occulte a sostegno di un autocrate, 25 luglio 2022).

Mentre alcune settimane fa, subito dopo la presentazione del suo nuovo governo da parte del primo ministro, il nostro lettore è stato informato che “…. il 12 settembre scorso, il presidente della Repubblica … [che] è un ubbidiente notaio del primo ministro, ha approvato con un decreto, oltre all’incarico del primo ministro di presentare il suo nuovo governo, anche la nomina della “ministra digitale”. Il che rappresenta una palese violazione degli articoli 102 e 103 della Costituzione della Repubblica d’Albania” (Ulteriore consolidamento di un regime, 15 settembre 2025 ecc…).

La Costituzione della Repubblica riconosce che quella del presidente è la più alta istituzione dello Stato. L’articolo 86, comma 1 sancisce che “Il presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità del popolo.”. Purtroppo fatti accaduti, documentati, pubblicamente noti e facilmente verificabili testimoniano che il presidente della Repubblica d’Albania ha miseramente, vergognosamente e sempre ubbidito agli ordini e alla volontà del primo ministro, nonostante la sua istituzione sia la terza in ordine gerarchico, come sancisce la Costituzione.

Purtroppo l’operato del presidente della Repubblica d’Albania, dal suo insediamento ad oggi, ha sempre confermato quanto è stato sopracitato. Lo testimonia anche il suo operato di queste ultime settimane. Con la sua firma, il presidente ha violato palesemente la Costituzione della Repubblica diverse volte. Si tratta di violazioni facilmente verificabili che, guarda caso, coincidono proprio con degli obiettivi posti, voluti e pubblicamente espressi dal primo ministro. Tra quelle violazioni vi è anche la firma del decreto per fissare la data delle elezioni parziali in sei comuni. Compreso il comune della capitale, dopo l’arresto del sindaco il 10 febbraio scorso, di cui il nostro lettore è stato informato a tempo debito. Il presidente della Repubblica ha violato la Costituzione durante queste ultime settimane anche con i suoi decreti sui mandati dei giudici della Corte Costituzionale, sull’approvazione della legge anticostituzionale per le commissioni investigative del Parlamento, sulla “ministra dell’intelligenza artificiale” ed altri ancora.

Ma lui ha violato la Costituzione anche per dei profitti personali e di suo figlio. L’articolo 89 della Costituzione sancisce che “Il presidente della Repubblica non può esercitare nessun’altra attività pubblica […] e nessun’altra attività privata”. Ebbene, in palese violazione di quell’articolo il presidente della Repubblica continua ad intascare introiti sia come lettore presso l’Accademia delle Forze armate, sia come medico in una clinica privata! Mentre l’impresa dove lavora suo figlio ha vinto tutti gli appalti pubblici finanziati dalla presidenza della Repubblica! Almeno queste “piccole ricompense”, in cambio di tanti umili “servizi” resi al primo ministro li merita, o no?

Chi scrive queste righe informa il nostro lettore che fino ad ora, il presidente della Repubblica, che ubbidisce umilmente al despota, il primo ministro, non ha detto nessuna, proprio nessuna parola per difendere se stesso. Un eloquente “silenzio” che conferma in maniera inconfutabile la sua piena colpevolezza. La realtà albanese conferma pienamente quanto affermava Nicolò Machiavelli sul dispotismo che è solo “uno principe e tutti li altri servi”. Il principe è il primo ministro, mentre tutti gli altri, compreso anche il presidente della Repubblica, sono i suoi miseri ed ubbidienti servi.

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