International

Il vizio esce con l’ultimo respiro

Niente è più forte di un’idea il cui tempo è arrivato.

Victor Hugo

Ogni nazione/popolo ha il governo che si merita. Nel bene e nel male. È una frase molto nota ed usata da tempi remoti. Un’affermazione attribuita a Socrate, uno dei più rinomati filosofi della Grecia antica, vissuto venticinque secoli fa. Ma la frase usata da Socrate sarebbe stata espressa non proprio così. Secondo molti studiosi, la frase usata da Socrate era “Ogni nazione/popolo merita il suo sovrano”. Anche perché in quel periodo, più che di governo, si trattava di una persona che gestiva il potere, come despota, come sovrano assoluto. L’incertezza sulle vere parole usate dal noto filosofo è dovuta al fatto che tutti i pensieri di Socrate ci sono pervenuti tramite quanto hanno lasciato scritto altri suoi coetanei e/o discepoli. Ma in tempi molto più recenti, la frase, che ormai si usa comunemente, è quella formulata dal filosofo e diplomatico Joseph De Maistre. Lui era l’inviato del re Vittorio Emanuele I presso la corte dello Zar Alessandro I a San Pietroburgo tra il 1803 e 1817. In una sua lettera, pubblicata su un giornale russo nel 1811 egli scriveva: “Ogni popolo ha il governo che si merita”. E si riferiva a quanto accadeva nella Russia zarista in termini critici.

“Ogni popolo ha il governo che si merita” è un’affermazione che, purtroppo, lo sta testimoniando anche la realtà albanese; almeno quella vissuta e sofferta dal 2013 in poi. Ma in male però. Analizzando quanto è accaduto durante questi ultimi otto anni, sempre facendo riferimento a dei dati verificabili e ai fatti accaduti, documentati, testimoniati e denunciati, risulta che gli albanesi sono diventati sempre più permissivi, indifferenti e, addirittura apatici. Ma anche “pragmatici”. Le ragioni potrebbero essere diverse e specifiche per diversi gruppi sociali e/o per dei singoli individui. Ovviamente la sempre più crescente delusione dai rappresentanti politici dei vari partiti ha fatto la sua. Ma anche la crescente povertà, quella realmente vissuta e non mascherata dai tanti “abili giochetti statistici” delle istituzioni governative, ha indotto gli albanesi a “scendere a patti”, vendendo il loro voto in cambio di soldi e/o di generi alimentari. Un fenomeno questo sempre più presente e sempre più diffuso, soprattutto nelle aree rurali. Ma anche nelle città, compresa la capitale. Un fenomeno che è stato evidenziato e sottolineato nei rapporti ufficiali degli osservatori internazionali durante le ultime elezioni, quelle del 25 aprile scorso, che hanno permesso all’attuale primo ministro di ottenere il suo terzo mandato. Ma ci sono anche altre ragioni che hanno permesso agli albanesi di “tollerare” e di avere il “governo che si meritano”. Lo hanno fatto per degli interessi diversi. Lo hanno fatto la maggior parte degli impiegati nell’amministrazione pubblica, per paura di perdere il lavoro e/o perché erano stati costretti a dimostrare il voto, fotografando le schede elettorali, in piena violazione delle leggi in vigore. Lo hanno fatto non pochi imprenditori che sono in “buoni rapporti” con il governo. E loro stessi, come datori di lavoro, hanno obbligato coloro che sono stipendiati in quelle imprese. Lo hanno fatto anche non pochi “rappresentanti” della società civile che beneficiano della “generosità” del governo e/o di tutti quelli che finanziano i loro progetti, comprese anche alcune ambasciate e/o organizzazioni internazionali. E coloro che sono ormai “rappresentanti’ della società civile in Albania non sono pochi.  Ma, ovviamente, in tutto ciò hanno contribuito anche alcuni raggruppamenti occulti locali ed internazionali. Così come hanno contribuito, perché direttamente interessati, diversi clan della criminalità organizzata, non solo quella locale, che da anni ormai, contenuti dei rapporti ufficiali delle istituzioni specializzate internazionali alla mano, ma non solo, collaborano strettamente con i rappresentanti politici. Si tratta di quell’alleanza che, da anni ormai, l’autore di queste righe sta informando il nostro lettore. E cioè dell’alleanza del potere politico, istituzionalmente rappresentata dal primo ministro, con la criminalità organizzata e determinati raggruppamenti occulti locali e internazionali. Ragion per cui, nolens volens, anche il popolo albanese, durante questi ultimi anni merita il governo che ha. Che diventa sempre peggiore. Ma purtroppo, parafrasando la sopracitata frase formulata da Joseph De Maistre, sembrerebbe che il popolo albanese meriti anche l’opposizione che ha.

L’autore di queste righe, da anni, ma soprattutto dal 2017, ha spesso trattato per il nostro lettore questa drammatica situazione in cui si trovava l’opposizione albanese, riferendosi, prima di tutto, ai dirigenti dell’opposizione, quelli del partito democratico in primis, essendo quel partito il maggiore partito dell’opposizione. Si tratta del primo partito oppositore della dittatura comunista, costituito il 12 dicembre 1990. Si tratta proprio di quel partito che ha organizzato e ha guidato tutte le massicce proteste che hanno portato alla caduta della dittatura comunista. Da tutti i fatti accaduti alla mano, soprattutto dal 2017 in poi, risulta che il dirigente del partito democratico, allo stesso tempo anche il capo dell’opposizione, in carica dal 2013, solo due mesi prima che il primo ministro cominciasse il suo primo mandato, ha deluso tutte, veramente tutte le aspettative. Aspettative che diventano un obbligo istituzionale, ma anche personale e riguardano le responsabilità politiche da onorare. Il capo del partito democratico, durante tutto il suo operato come tale, con le sue decisioni prese, con le sue scelte fatte, ha palesemente dimostrato che più di un dirigente del partito, è stato un usurpatore di quell’incarico istituzionale. Ragion per cui anche l’autore di queste righe, da tempo ormai, quando si riferisce a lui lo considera proprio come l’usurpatore del partito democratico. Un individuo che si ricorderà come una persona che ha promesso pubblicamente e mai ha mantenuto e rispettato una sola sua promessa fatta. Un individuo che ha mentito ripetutamente e costantemente non solo agli elettori del partito democratico, ma anche ai cittadini albanesi. Un individuo che ha cercato in seguito, dopo ogni sua promessa non mantenuta, dopo ogni sua bugia pubblica, di ingannare di nuovo, facendo altre promesse e pronunciando pubblicamente altre bugie. Un individuo che con il suo operato non ha fatto altro che facilitare l’operato disastroso del suo “avversario politico”, il primo ministro, diventando così una sua misera “stampella”.

L’autore di queste righe e, come lui, anche tanti altri, da innumerevoli fatti accaduti alla mano, non può non pensare che l’usurpatore del partito democratico ha avuto almeno due compiti prestabiliti da attuare, nonostante possano sembrare alquanto strani ed inverosimili. Il primo è stato la continua disgregazione delle strutture del partito democratico. Il secondo è stato quello di corrodere e di corrompere lo spirito della sacrosanta ribellione dei cittadini di fronte alla violazione dei loro diritti. Purtroppo, da tutto quello che è accaduto e pubblicamente noto in questi ultimi anni, risulterebbe che tutti e due questi compiti sono stati esauditi dall’usurpatore del partito democratico, allo stesso tempo capo dell’opposizione albanese. Di tutto ciò, da anni, l’autore di queste righe ha informato il nostro lettore. Compresi anche gli articoli degli ultimi mesi (Il doppio gioco di due usurpatori di potere, 14 giugno 2021; Usurpatori che consolidano i propri poteri, 19 Luglio 2021; Meglio perderli che trovarli, 13 settembre 2021; Agli imbroglioni quello che si meritano, 1 novembre 2021; Un misero e solitario perdente ed un crescente movimento in corso, 22 novembre 2021). Così come ha informato il nostro lettore della nascita, dal settembre scorso, di un nuovo Movimento che ha, come obiettivo primario, la ricostituzione del partito democratico albanese con i principi del conservatorismo occidentale. Un Movimento il quale, da quando è stato avviato, sta avendo sempre più appoggio dalla base del partito ma che sta attirando anche l’attenzione di tutta l’opinione pubblica, avendo così lo sviluppo che, da più di tre mesi ormai, sta offuscando tutti gli altri. Un Movimento che, in rispetto dello Statuto del partito democratico albanese, in seguito alla richiesta di almeno un quarto dei delegati del congresso del partito, ha convocato l’11 dicembre scorso il congresso straordinario del partito. E proprio quel congresso si è svolto sabato scorso, alla presenza di circa 65% dei delegati. Durante quel congresso i legittimi partecipanti hanno preso diverse decisioni importanti che si riferivano a diversi e necessari emendamenti dello Statuto del partito. Durante il congresso dell’11 dicembre scorso i delegati hanno votato anche l’espulsione dell’usurpatore del partito democratico come dirigente del partito. E per rendere quella decisione più democratica possibile, sempre durante il congresso del sabato scorso, i delegati hanno deciso anche la votazione di tutti gli iscritti del partito democratico sabato prossimo, 18 dicembre, tramite un referendum, per la conferma di quella decisione. In più, i delegati del congresso hanno votato anche la costituzione di una Commissione transitoria per la ricostituzione del partito democratico. Una Commissione che coordinerà tutte le attività del partito democratico fino alla ristrutturazione degli organi dirigenti del partito, in centro e sul tutto il territorio. In più, questa Commissione avrà il compito di organizzare la convocazione del congresso ricostituivo del partito democratico, il 22 marzo 2022.

Nel frattempo, l’usurpatore del partito democratico, non più dirigente dall’11 dicembre scorso, ma soltanto un semplice deputato, trovandosi in vistosa difficoltà, con alcuni suoi “fedelissimi”, sta cercando di fare “diversione”. Stanno cercando di ingannare di nuovo. E come sempre, si stanno contraddicendo vistosamente, vergognosamente e miseramente. Ma a loro non importa che stanno diventando ridicoli pubblicamente. Per loro si tratta di una “reazione” di sopravvivenza. Ragion per cui tutto è permesso. Bugie, promesse, inganni e “minacce” comprese. Ma come la saggezza popolare ci insegna, in diverse lingue, il vizio esce con l’ultimo respiro. Saggezza, che si sta dimostrando anche adesso, in queste ultime settimane e in questi ultimi giorni, con quanto sta facendo l’ormai ex dirigente/usurpatore del partito democratico albanese. Ma la sua corsa è agli ultimi metri. E la fine di quella corsa, con ogni probabilità, sarà quella che lui e i suoi pochi, pochissimi “fedeli” non avrebbero mai voluto accadesse. E insieme con l’ormai ex dirigente e usurpatore del partito, neanche il suo “protettore”, il primo ministro, avrebbe voluto accadesse.

Chi scrive queste righe, visti gli sviluppi prodotti dal Movimento per la ricostituzione del partito democratico albanese, continuerà a seguirli e poi informare il nostro lettore. E sempre con la massima oggettività possibile. Egli però e convinto che se non ci fosse questo Movimento, la situazione in Albania sarebbe stata peggiore di quella del settembre scorso, quando il Movimento prese via. Perché l’ormai costituita dittatura sui generis in Albania non avrebbe avuto, come in questi ultimi anni, nessun vero ostacolo oppositivo. Adesso potrebbe rinascere la speranza per gli albanesi che la frase “Ogni nazione ha il governo che si merita” possa avere una connotazione positiva in futuro. Anche perché, come era convinto Victor Hugo, niente è più forte di un’idea il cui tempo è arrivato. E quell’idea potrebbe essere rappresentata dal nuovo Movimento. Spetta però agli albanesi vegliare e fare di tutto perché quell’idea possa essere realizzata senza alterazioni. Agli albanesi la scelta.

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