International

Irritante manipolazione della realtà

Siamo tutti impostori in questo mondo, noi tutti

facciamo finta di essere qualcosa che non siamo.

Richard Bach

La saggezza umana, basata su innumerevoli e spesso anche molto sofferte esperienze, in ogni parte del mondo, dalla notte dei tempi ad oggi, considera fondamentale l’uso della parola. In tutti i suoi modi. Lo testimonia, tra l’altro, anche il contenuto delle Sacre Scritture e dei Vangeli. Uno dei dieci comandamenti, l’ottavo, quello che Dio scrisse sulle tavole di pietra in presenza di Mosè sul monte Sinai, ne è una inequivocabile espressione dell’importanza dell’uso della parola. Come ribadisce chiaramente e senza mezzi termini anche Matteo, uno dei quattro evangelisti: “Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;  poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato” (Bibbia secondo Matteo 12:36-37; n.d.a.).

Il 3 giugno scorso il presidente degli Stati Uniti d’America, ha firmato un Memorandum sulla sicurezza nazionale. In quel Memorandum si evidenzia la grande importanza della lotta contro la corruzione, come un’interesse fondamentale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La firma di questo Memorandum è avvenuta alla vigilia della riunione a Londra dei ministri delle Finanze del Gruppo dei Paesi del G7 (4-5 giugno scorso, n.d.a.). Ma la firma di quel Memorandum avviene anche poco prima dell’incontro del Presidente statunitense con il suo omologo russo a Ginevra, previsto per il 16 giungo prossimo. In quel’importante documento, firmato il 3 giugno scorso dal Presidente statunitense, si ribadisce, tra l’altro, che “…La corruzione minaccia la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, l’equità economica, gli sforzi globali contro la povertà e lo sviluppo, e la democrazia stessa”. Si sottolinea anche che “… prevenendo e contrastando efficacemente la corruzione e dimostrando i vantaggi di un governo trasparente e responsabile, possiamo assicurare un vantaggio fondamentale per gli Stati Uniti e altre democrazie”. In più si evidenzia l’importanza della lotta contro la corruzione, perché “…Combattere la corruzione non è solo buon governo. È autodifesa. È patriottismo ed è essenziale per la conservazione della nostra democrazia e del nostro futuro”. Con la firma di quel Memorandum, il Presidente statunitense ha sancito anche un obiettivo strategico. Nel testo firmato si legge “…La mia amministrazione guiderà gli sforzi per promuovere il buon governo; portare trasparenza negli Stati Uniti e nei sistemi finanziari globali; prevenire e combattere la corruzione in patria e all’estero; e rendere sempre più difficile per gli attori corrotti proteggere le loro attività”.

Proprio un giorno dopo la firma dal Presidente statunitense del sopracitato Memorandum, e cioè il 4 giugno scorso, il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America ha mandato un messaggio ufficiale, da lui firmato, al primo ministro albanese. Con quel messaggio il segretario di Stato ha mandato i suoi migliori auguri al primo ministro e al suo partito per “…il successo elettorale”. E si riferiva, ovviamente, alla vittoria del terzo mandato del primo ministro alle ultime elezioni politiche, svolte in Albania il 25 aprile scorso. In seguito il segretario di Stato ha assicurato il primo ministro albanese, affermando che “…io attendo di lavorare con lei durante il suo terzo mandato come primo ministro, per rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione”. E poi proseguiva, garantendo al primo ministro che gli Stati Uniti d’America saranno impegnati e continueranno “…a sostenere l’Albania, mentre lavora per rafforzare lo Stato del diritto, per il miglioramento del rendiconto del governo e per attuare la riforma della giustizia”. Alla fine del suo messaggio ufficiale del 4 giugno scorso per il primo ministro albanese, il segretario di Stato affermava che gli Stati Uniti d’America si confrontano con molti crisi in tutto il globo ed egli è “fiducioso che insieme possiamo alzarsi e compiere queste sfide storiche”. Un messaggio di auguri quello del Segretario di Stato, per la vittoria del terzo mandato da parte del primo ministro albanese durante le elezioni del 25 aprile scorso, che non poteva passare inosservato, anzi!

L’autore di queste righe ha informato il nostro lettore su come sono state svolte e sul risultato delle elezioni del 25 aprile scorso in Albania. Come ha anche informato il nostro lettore della strategia del primo ministro e dei suoi per avere, costi quel che costi, il suo terzo mandato. Una strategia, quella, ideata e programmata per controllare, condizionare e manipolare il risultato delle elezioni ed attuata con successo. Una strategia, quella, messa in atto con il coinvolgimento diretto e capillare della criminalità organizzata, dall’uso delle ingenti somme di denaro provenienti da attività illecite, dall’abuso di potere, dall’allarmante e ben diffusa corruzione a tutti i livelli e molto altro. Sono delle realtà queste che sono state evidenziate anche da diverse istituzioni specializzate internazionali. L’autore di queste righe, come sempre, anche in questo caso ha cercato di essere più oggettivo possibile, facendo riferimento solo e soltanto a dati, a fatti accaduti e documentanti, nonché a molte denunce pubbliche ed ufficiali che purtroppo ancora attendono di essere trattate dal sistema “riformato” della giustizia in Albania. Il nostro lettore ha potuto essere informato anche di tutto ciò (Avvisaglie di coinvolgimento elettorale della criminalità, 22 marzo 2021; Scenari orwelliani in attesa del 25 aprile, 19 aprile 2021; Dopo il 25 aprile chi si giustifica si autoaccusa, 3 maggio 2021; A che gioco stanno giocando?, 10 maggio 2021).

Il messaggio ufficiale di auguri del Segretario di Stato statunitense al primo ministro albanese, per la vittoria del suo terzo mandato, soltanto un giorno dopo la firma, da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America del Memorandum sulla sicurezza nazionale e sull’importanza della lotta contro la corruzione, per tutti quelli che conoscono la vera realtà vissuta e sofferta in Albania, suscita non poche perplessità e stimola delle inevitabili e naturali domande. Ed avviene proprio due settimane dopo che, lo stesso segretario di Stato, ha dichiarato “persona non desiderata per entrare negli Stati Uniti” l’ex presidente della Repubblica (1992-1997) e l’ex primo ministro albanese (2005-2013). La ragione di questa drastica decisione era basata sugli atti corruttivi dell’ex Presidente che “…hanno minato la democrazia in Albania”. In più, sempre secondo la dichiarazione del segretario di Stato, l’ex presidente della Repubblica “… era coinvolto in atti corruttivi come l’uso improprio dei fondi pubblici, interventi nei processi pubblici”. Anche su questo caso il nostro lettore è stato subito informato (Eclatanti e preoccupanti incoerenze istituzionali; 24 maggio 2021). La dichiarazione dell’ex presidente albanese come una “persona non desiderata per entrare negli Stati Uniti”, tenendo presente la vera e vissuta realtà albanese, è stata considerata e commentata da tanti analisti politici, come un “generoso” sostegno politico offerto al primo ministro albanese, proprio mentre tutto il processo elettorale è stato denunciato ufficialamente dall’opposizione presso la Commissione Centrale Elettorale. La Commissione che ancora non ha finito l’esame di tutte le denunce e non ha espresso la sua ufficiale decisione. Proprio in questo momento, arriva, come una mana santa, il sostegno ufficiale da Oltreoceano per il “successo elettorale” del primo ministro e del suo partito durante le elezioni del 25 aprile scorso! Per chi conosce la realtà albanese, questo è stato anche un “criptato” messaggio per tutti coloro che si devono ufficialmente esprimere sul risultato finale delle elezioni. Commissione Centrale Elettorale compresa. Ma non solo per loro. Anche per le istituzioni del “riformato” sistema della giustizia, nel caso in cui dovrebbero essere coinvolti successivamente, come prevede la legislazione. E non a caso, nel suo messaggio d’auguri, il segretario di Stato si impegna “…a sostenere l’Albania, mentre lavora per rafforzare lo Stato del diritto, per il miglioramento del rendiconto del governo e per attuare la riforma della giustizia”!

Chi scrive queste righe auspica che qualcuno dicesse al segretario di Stato che se è veramente intenzionato ad aiutare l’Albania e gli albanesi, se vuole veramente che l’Albania diventi un Paese democratico, non è questo proprio il modo giusto. Perché chi scrive queste righe è fermamente convinto, e lo ha ribadito continuamente, che se c’è una persona direttamente e istituzionalmente responsabile per la pericolosa e preoccupante realtà albanese, per la galoppante e ben diffusa corruzione in Albania, quello è proprio il primo ministro. Ma l’autore di queste righe non può facilmente trovare coerenza e far combaciare i contenuti di quanto scrive il segretario di Stato al primo ministro albanese, del sopracitato Memorandum firmato il 3 giugno scorso dal Presidente statunitense, con la vissuta e sofferta realtà albanese. Chi scrive queste righe pensa che per i poveri, però onesti e responsabili cittadini albanesi, ma non solo per loro, tutto ciò, rappresentando un’irritante manipolazione della realtà, offende, allo stesso tempo, anche la loro intelligenza. Perché non tutti sono degli impostori in questo mondo e non tutti fanno finta di essere qualcosa che non sono. Chi scrive queste righe pensa che tutti si devono ricordare dell’ammonimento dell’evangelista Matteo, secondo il quale, per “… ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio”! 

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