International

La metamorfosi di un vigliacco messo alle strette

I codardi non possono mai essere morali.

Mahatma Gandhi

Da più di due mesi ormai, l’attenzione pubblica, mediatica e politica in Albania si sta concentrando su un nuovo Movimento che, come obiettivo fondamentale e come missione, ha la ricostituzione del partito democratico albanese, il maggior partito dell’opposizione in Albania. Si tratta del primo partito, costituito nel dicembre 1990 per opporsi alla dittatura comunista, ma che, purtroppo, dopo trentun anni, ha ormai perso quasi tutto della sua fisionomia politica e combattente. Un partito che adesso, più che un partito che dovrebbe avere e rispettare il sacrosanto obbligo politico, morale, civile e patriottico di opporsi alla nuova dittatura che si sta consolidando in Albania in questi ultimi anni, è diventato, nolens volens, un “alleato” dell’attuale primo ministro. Tutto dovuto alla totale irresponsabilità degli attuali dirigenti del partito, ma soprattutto del capo del partito che dal 2013 lo sta dirigendo. Tutto ebbe inizio un mese dopo che il capo storico del partito, a sua volta presidente della Repubblica (1992-1997) e poi primo ministro (2005-2013), dichiarò le dimissioni irrevocabili da tutte le sue cariche, in seguito alla sconfitta elettorale del partito democratico nelle elezioni del 23 giugno 2013. Ma, fatti accaduti e che stanno accadendo alla mano, l’attuale capo del partito democratico più che un dirigente che rispetta lo Statuto del partito durante il suo multidimensionale operato si presenta come un usurpatore del partito. Si presenta come un individuo che, purtroppo, ha trasformato il partito da un’istituzione politica e parte dei valori a livello nazionale in un’impresa molto rimunerativa a gestione familiare. Un’impresa che è stata sempre vista di “buon occhio” dal primo ministro e dai suoi, quando si è trattato e si tratta di assegnare degli appalti pubblici milionari. Il nostro lettore è stato da tempo informato di tutto ciò, a più riprese, dal 2017 in poi. Proprio da quando tra l’usurpatore del partito democratico e il primo ministro c’è stato un accordo occulto solo tra loro due, i contenuti del quale non sono stati mai resi pubblici. Un accordo, le cui gravi conseguenze da allora hanno generato però innumerevoli danni e sofferenze per la maggior parte degli albanesi. Così come il nostro lettore, sempre fatti accaduti e che stanno accadendo alla mano, è stato informato durante questi ultimi mesi sia delle evidenti e gravi conseguenze dell’incapacità e dell’irresponsabilità politica e personale dell’usurpatore del partito democratico sia anche di un nuovo e sempre più vasto Movimento per la ricostituzione del partito democratico albanese (Il doppio gioco di due usurpatori di potere, 14 giugno 2021; Usurpatori che consolidano i propri poteri, 19 Luglio 2021; Meglio perderli che trovarli, 13 settembre 2021; Agli imbroglioni quello che si meritano, 1 novembre 2021).

Si tratta di un Movimento al quale diede inizio il capo storico del partito democratico proprio il 16 settembre scorso a Tirana, durante un incontro con la base e gli iscritti del partito. L’obiettivo primario di questo Movimento è la ricostituzione del partito sulle fondamenta del conservatorismo occidentale, con un programma simile a quelli dei partiti conservatori europei e del partito repubblicano statunitense, ovviamente adattato alle tradizioni, alle condizioni sociali e politiche e alle esigenze future dell’Albania. Parlando del Movimento, il 16 settembre scorso, il capo storico del partito ha detto che si tratta di un importante impegno, con una valenza storica, che la base del partito democratico si sta avviando a compiere per avere un partito democratico più unito, più forte, più aperto e più sicuro, tenendo presente le sfide del futuro. La scorsa settimana l’autore di queste righe ha informato il nostro lettore di questo Movimento e dei suoi obiettivi (Un misero e solitario perdente ed un crescente movimento in corso; 22 novembre 2021).

Bisogna sottolineare che, nel frattempo, questo Movimento ha messo in serie e vistose difficoltà non solo l’usurpatore del partito democratico, ma soprattutto il primo ministro. Anche perché proprio l’abbattimento del regime da lui restaurato e consolidato in questi ultimi anni rappresenta uno degli obiettivi pubblicamente e ripetutamente dichiarati del Movimento. Ragion per cui si sono messi in moto tutti i potenti mezzi governativi ed altri ancora contro questa avviata iniziativa ed azione politica che sta avendo un grande e sempre crescente appoggio. E non solo dalla base, dagli iscritti e dai rappresentanti politici del partito democratico a tutti i livelli, ma anche da altri cittadini che stanno soffrendo sempre più la vera, drammatica e quotidianamente vissuta realtà albanese. Non a caso tutta la propaganda del primo ministro, la vasta schiera dei media da lui controllati, gli analisti e gli opinionisti a pagamento si stanno ormai dando da fare, per appoggiare palesemente e senza batter ciglio l’usurpatore del partito democratico. Proprio colui che fino a pochi mesi prima era un bersaglio quanto facile da affrontare, tanto ridicolo da prenderlo in giro ed umiliarlo, riferendosi alle continue contraddizioni ed incoerenze logiche, espresse durante le sue dichiarazioni pubbliche. Ormai sembrerebbe che gli “strateghi” del primo ministro stiano cercando di fare del loro meglio, proprio per aiutare a sopravvivere la “stampella” del primo ministro, e cioè l’usurpatore del partito democratico albanese.

Proprio colui che soltanto nell’arco di questi due ultimi mesi è passato, da un lungo ed evidenziato “silenzio e scomparsa pubblica”, per più di un mese, ad una riapparizione mediatica, proprio negli studi televisivi controllati dalla propaganda governativa. Si è anche “ricordato” di diffondere per il pubblico le sue “opinioni e convinzioni”, tramite i “cinguettii” su Twitter. Ma così facendo però, ha messo chiaramente e pubblicamente in evidenza la metamorfosi delle sue affermazioni, che in realtà rappresenta lo stato d’anima di un vigliacco messo alle strette. Di un individuo, però, che ha la capacità di essere portatore attivo di quello che George Orwell, nel suo rinomato e molto letto romanzo 1984, chiamava il “Bipensiero” (Doublethink). E cioè la capacità, innata oppure inculcata, di un individuo di sostenere simultaneamente due pensieri del tutto diversi, due opinioni in palese contraddizione logica; di accettarle come esatte e di difendere, convinto, in pubblico la veridicità di entrambe! Il 9 settembre scorso, l’usurpatore del partito democratico albanese, in palese violazione dello Statuto del partito, aveva preso personalmente la decisione di espellere dal gruppo parlamentare il capo storico del partito democratico. Ma, da grande ipocrita e bugiardo qual è, l’usurpatore ha espresso la sua massima valutazione politica ed umana per il suo predecessore. Alcuni giorni dopo, trattando quella decisione personale dell’usurpatore del partito, l’autore di queste righe scriveva per il nostro lettore: “Lo ha fatto, da vigliacco, da misero ipocrita, bugiardo ed impostore qual è, all’ultimo momento, proprio la sera di giovedì scorso e poche ore prima che cominciasse, nella mattinata del giorno seguente, la prima sessione della decima legislazione del Parlamento. Una forzata e ordinata decisione, presa da una persona che, come dicono in tanti in Albania, è sotto pressione, perché è ricattata e ricattabile” (Meglio perderli che trovarli; 13 settembre 2021). Dopo aver preso quella “sofferta decisione della sua vita”, l’usurpatore del partito democratico, per alcune settimane, ha continuato ad elogiare il capo storico del partito. Lo ha fatto, “recitando il suo ruolo”, rivolgendosi anche al primo ministro in parlamento, affermando: “Non tolgo neanche una virgola alle parole [di riconoscimento e di elogio] che ho detto…e le valutazioni che ho fatto…”, riferendosi al capo storico del partito. Nel frattempo però il Movimento per la ricostituzione del partito democratico cresceva e diventava sempre più un grande pericolo personale per lui. Ma anche per il primo ministro, suo “protettore”. Ragion per cui, l’usurpatore “decise di attaccare”. Non importava più quello che aveva detto fino a poco fa. L’unica cosa che importava era lui stesso. La sua “metamorfosi” verbale cominciata il 23 ottobre scorso, quando considerò il capo storico del partito una persona che “…sta cercando di far diventare il partito democratico un bunker per i propri problemi”. In seguito e mentre il Movimento cresceva, l’usurpatore ha parlato del “triangolo delle Bermuda”, un lato del quale era l’ormai il suo nemico dichiarato, il capo storico del suo partito. Per poi arrivare finalmente ad una aperta “dichiarazione di guerra”, il 12 novembre scorso, durante un’intervista rilasciata per una rete televisiva a lui “amica”. In quell’intervista ha attaccato il capo storico del partito, affermando che “solo adesso lo stava veramente conoscendo per quello che realmente era”. Ma tutto quello che ha dichiarato “faceva a pugni” con quanto lui stesso aveva detto pubblicamente fino a pochi giorni fa. Ma non importava più. La metamorfosi verbale era, nel frattempo, avviata e non poteva più fermarsi. Il 7 novembre scorso l’usurpatore diceva, riferendosi sempre al suo ormai dichiarato nemico, che “il suo tempo era finito”. Mentre in queste ultime settimane, sia l’usurpatore del partito democratico che quei pochissimi “fedeli” rimasti hanno aumentato gli “attacchi” contro il “nemico comune”. La “metamorfosi” però non è rimasta solo verbale. È diventata anche decisionale. Circa un mese fa, il capo storico del partito democratico aveva annunciato la convocazione del congresso straordinario del partito l’11 dicembre 2021, chiesto, come prevede lo Statuto, da un quarto dei delegati (in realtà erano state raccolte le firme di più della metà dei delegati del congresso e che continuano ad aumentare). Allora l’usurpatore del partito ha dichiarato che non avrebbe mai permesso un simile congresso, nonostante in questo caso lo Statuto prevede la convocazione senza dover chiedere nessun permesso né dal capo del partito e né da tutti gli organi dirigenti del partito, riconoscendo ai delegati la “sovranità”. E siccome neanche tutti gli “argomenti” usati da lui e dai suoi pochissimi “fedeli” sono serviti a nulla, allora si è arrivati alla “trovata”. L’usurpatore ha dichiarato la convocazione del congresso del partito per il 18 dicembre 2021! Proprio una settimana dopo la convocazione chiesta e decisa da un quarto dei delegati (attualmente sono circa 70% dei delegati che hanno firmato le schede)! Chissà quale sarà l’altra “metamorfosi” decisionale, oltre a quelle verbali, pronunciata dall’usurpatore del partito e/o da chi per lui?! Ma senz’altro sarà una metamorfosi di un vigliacco messo alle strette.

Chi scrive queste righe è convinto che quanto sta accadendo in queste ultime settimane testimonia la grave crisi esistenziale che sta attraversando l’usurpatore del partito democratico albanese e i suoi veramente pochi, pochissimi “fedeli”. Sono diventati ridicoli e del tutto incredibili. In pieno panico, e anche costretti e ricattati in lingua inglese, stanno agendo da codardi e vigliacchi. Però come non dare ragione a Mahatma Gandhi, il quale era convinto che i codardi non possono mai essere morali.

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