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Scandali clamorosi elevati a livello statale

… È inevitabile che avvengano scandali, ma guai
all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!

Vangelo secondo Matteo; 18/7

Così diceva Gesù ai sui discepoli. E come in tutte le sue parabole, usava simbolisimi e allegorie. L’evangelista Matteo testimonia che in quel caso Gesù, riferendosi ad un bambino preso vicino a se, ammonisce tutti coloro che gli faranno del male. “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”. (Vangelo secondo Matteo; 18/1-6)

Il nostro lettore ha potuto leggere quanto l’autore di queste righe scriveva la settimana scorsa sulle bugie e gli inganni del primo ministro albanese (Bugie scandalose elevate a livello statale). Ebbene, il primo ministro durante la settimana appena passata ha dato di nuovo sfogo al suo vizio di mentire e di ingannare volutamente e come se niente fosse. Lo ha fatto di nuovo da territori stranieri. Dopo gli Stati Uniti, la Germania e Bruxelles, non poteva mancare la Russia. Il primo ministro albanese, il 26 febbraio scorso, è andato a Mosca in visita ufficiale, in veste di presidente di turno dell’OSCE (l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Come anche negli Stati Uniti alcune settimane fa. E come negli Stati Uniti con il Segretario di Stato, anche durante la conferenza stampa con il ministro degli Esteri russo ha di nuovo mentito vergognosamente, ma consapevolmente.

Durante quella conferenza stampa il primo ministro albanese più degli obiettivi dell’OSCE, che coinvolgono anche la crisi in Crimea, ha parlato del ripristino delle relazioni tra l’Albania e la Russia, interrotte nel 1961. Parlando di “telefonate che non sono state fatte dal tempo di Stalin”, lui ha promesso di impegnarsi in futuro per comunicare direttamente con il ministro russo degli Esteri. Poi, rivolgendosi a lui, gli ha ricordato che nel 2004 “C’è stato un accordo firmato da lei e dall’attuale capo dell’opposizione (albanese; n.d.a.)”. Una vera e propria clamorosa e misera bugia! Forse mosso dal suo subconscio e sotto complesso di “flirtare” con la Russia, ha cercato di passare la colpa per le “trascurate” relazioni bilaterali ai suoi avversari politici. Uno che fa una simile affermazione pubblica in una simile occasione o è fuori di testa e privo di memoria, oppure, volutamente, cerca di ingannare. E colui che lo ha fatto è un noto bugiardo e ingannatore. Colui che ha fatto quella dichiarazione sa benissimo che nel 2004 al governo c’era proprio il suo partito! Lo sa benissimo, perché lui, l’attuale primo ministro albanese, in quel periodo era sindaco della capitale, molto attivo politicamente e con dei chiari obiettivi per il futuro. Perciò non poteva dimenticare quel “piccolo particolare”, diventato subito una grande e vergognosa bugia! E anche uno scandalo clamoroso elevato a livello statale.

Subito dopo però, il ministro russo ha reagito, ricordando al suo ospite che nel 2004, appena nominato ministro degli Esteri della Russia, ‘aveva fatto un incontro a Tirana ed in seguito avevano firmato un accordo di amicizia e collaborazione con il ministro degli Esteri di quel periodo‘ (del partito diretto adesso dal primo ministro albanese; n.d.a.)”. Accordo non ratificato in seguito dalla parte albanese. Ma il ministro russo degli Esteri, da professionista di razza, ha cautamente corretto l’ospite sul suo “lapsus freudiano”, ricordandogli però che quell’accordo “…esiste, è pronto e noi possiamo renderlo effettivo, in modo da avere chiari i principi delle nostre relazioni”. Come per ricordare al primo ministro albanese, nonostante fosse a Mosca in veste di presidente di turno dell’OSCE, che i rapporti tra la Russia e l’Albania dovrebbero cambiare, migliorare e diventare più stretti. Come al “tempo di Stalin”! Un invito che l’ospite ha colto al volo. Soprattutto in un simile e difficile periodo, quando lui sta cercando di fare un doppio gioco, sia con gli Stati Uniti e l’Unione europea, che con la Russia. Come sta facendo da anni ormai anche il suo amico, il presidente turco Erdogan.

In più, nel sopracitato articolo della scorsa settimana, l’autore di queste righe informava il nostro lettore di un nuovo scandalo in corso. Scandalo che coinvolgeva il Parlamento albanese e la Commissione di Venezia. Ebbene, dati e fatti alla mano, risulta essere veramente uno scandalo clamoroso. Tutto cominciò il 30 dicembre scorso, quando il presidente del Parlamento, con una lettera, chiedeva ufficialmente sia l’assistenza specializzata, che l’opinione della Commissione di Venezia (Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto), sulla procedura del giuramento dei giudici della Corte Costituzionale davanti al Presidente della Repubblica. Bisogna ricordare e attirare l’attenzione di nuovo del nostro lettore, che la Corte Costituzionale in Albania non funziona da più di due anni! Da sottolineare che, sempre dati e fatti alla mano, sembrerebbe che ci sia una ben ideata e attuata strategia per controllare anche la Corte Costituzionale da parte del primo ministro. Strategia che sta denunciando pubblicamente durante questi giorni il Presidente della Repubblica, dimostrando dei documenti ufficiali che coinvolgono diverse importanti istituzioni in Albania. Tornando allo scandalo in corso, il 30 dicembre scorso il presidente del Parlamento scriveva alla Commissione di Venezia, chiedendo l’opinione su quanto sopracitato e, soprattutto, aspettando un’esplicita risposta, convinto che l’esperienza della Commissione è stata e rimane per l’Albania “molto importante per mettere nel quadro dei migliori standard il funzionamento dello Stato legale”. La Commissione risponde ufficialmente al presidente del Parlamento dopo le festività di fine anno, informandolo dell’arrivo a Tirana dei suoi esperti i prossimi 13 e 14 febbraio. Nel frattempo però sono stati resi pubblici fatti tramite i quali si documentava l’attuazione della strategia del primo ministro per controllare anche la Corte Costituzionale. E siccome gli “strateghi” del primo ministro, consapevoli dell’invalidità giuridica delle loro proposte, temevano che l’opinione della Commissione di Venezia sarebbe stata non gradita e si sono affrettati ad intervenire a modo loro. Hanno radunato frettolosamente il Parlamento in seduta plenaria proprio il 12 febbraio scorso, un giorno prima che arrivassero i rappresentanti della Commissione di Venezia! Durante una seduta notturna hanno approvato degli emendamenti che toglievano al presidente della Repubblica i diritti conferitigli dalla Costituzione riguardo al giuramento dei giudici della Corte Costituzionale. Andando fino al ridicolo e permettendo il giuramento dei giudici semplicemente davanti… ad un notaio! Così facendo hanno ignorato spudoratamente e clamorosamente la richiesta ufficiale fatta alla Commissione di Venezia il 30 dicembre scorso! Hanno, altresì, reso inutile anche la missione dei rappresentanti della Commissione a Tirana. Un clamoroso scandalo istituzionale, ma anche un pericoloso atto quello, che testimonia ulteriormente la cattura delle istituzioni dello Stato da parte del primo ministro e la restaurazione della dittatura in Albania. Per impedire tutto ciò il presidente della Repubblica si è rivolto ai cittadini, chiamandoli oggi (lunedì 2 marzo 2020) ad una manifestazione pacifica in piazza. Il nostro lettore sarà, come sempre, informato in seguito.

Chi scrive queste righe non può non esprimere rammarico e disdegno riguardo a tutti questi clamorosi scandali in corso in Albania. Egli comunque pensa ed è fiducioso che, prima o poi, saranno guai per coloro che li attuano. Tutti quelli che abusano del potere conferito dai cittadini, rappresentando anche i bambini che sono il futuro, saranno puniti. A loro verrà appesa al collo una macina da mulino e saranno gettati nel profondo del mare. Come diceva San Matteo.

 

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