Tutto per la sopravvivenza politica di un innato imbroglione
Si diventa ridicoli solo quando si vuole apparire ciò che non si è.
Giacomo Leopardi; da “Pensieri”, 1845
La saggezza popolare rimane sempre una ricchezza inestimabile del genere umano dalla quale bisogna sempre saper imparare. Saggezza espressa e tramandata, nei secoli, anche dalle fiabe, che spesso sono state condivise, con delle particolarità locali, da diverse popolazioni.
Una di quelle è la fiaba dei due o tre furfanti, a seconda della versione, che riescono ad ingannare un contadino. Avendo visto che lui aveva comprato un caprone (in altre versioni una pecora o un vitello), decidono di convincerlo che lui stesse portando sulle spalle un cane morto. Ed i furfanti si divisero i loro compiti. Il primo, avvicinandosi al contadino, chiese a lui perché stava portando sulle spalle un cane morto e poi si allontanò. Il contadino scaricò il caprone dalle spalle e lo guardò, per verificare cosa stava portando sulle spalle. Camminando verso casa però i dubbi cominciarono a turbarlo. Poco dopo il secondo furfante, fecce a lui la stessa domanda. Allora il contadino, credendo ai furfanti, scaricò di nuovo il caprone dalle sue spalle e lo gettò sulla strada. E mentre lui si allontanava disperato, i furfanti presero il caprone e se ne andarono contenti.
La saggezza popolare, tramandata da questa favola, ci insegna due cose. Ci insegna a credere a quello che uno vede, sente ed impara, in prima persona, dalla reale vita vissuta e spesso sofferta. Ci insegna altresì che non ci si dovrebbe fidare mai, ad occhi chiusi, di quello che ci viene detto, soprattutto da persone sconosciute, o che hanno dimostrato di essere degli imbroglioni.
Quanto sta accadendo in questi ultimi anni in Albania ci fa ricordare proprio la sopracitata fiaba. Ma in questo caso c’è un solo imbroglione, che cerca di inculcare le sue “verità” e le sue “realtà virtuali” nei cervelli degli albanesi e non solo. Si tratta del primo ministro del Paese. Per alcuni anni, con il continuo e potente supporto della sua propaganda e delle attività lobbistiche, è riuscito a raggiungere il suo diabolico obiettivo. Con il passare degli anni però sono state molte le dimostrazioni degli inganni pubblici del primo ministro, a “scopo utilitaristico”, per superare le sue sempre più grandi difficoltà che, a livello locale, sono causate dai continui e clamorosi scandali milionari in cui sono stati coinvolti anche i suoi più stretti collaboratori e famigliari, così come dal continuo e crescente abuso di potere, conferito e/o usurpato, da parte del primo ministro.
Invece a livello internazionale le difficoltà del primo ministro albanese sono state causate spesso dai rapporti delle strutture specializzate internazionali, mentre alcuni dei “grandi dell’Europa” e delle cancellerie occidentali “non vedevano, non sentivano e non capivano nulla”! Chissà perché?! Forse per delle ragioni “geopolitiche e geostrategiche”, per raggiungere obiettivi di una “politica pragmatica”, o per garantire determinati “interessi strategici” di alcuni Paesi europei. Ultimamente però la maschera del primo ministro, a livello internazionale, è stata strappata dalla mancata e clamorosa revoca dell’immunità, da parte del Parlamento, alla sua stretta collaboratrice, ormai ex vice primo ministro ed ex ministra delle Infrastrutture e dell’Energia. Il nostro lettore è stato informato a tempo debito e dettagliatamente del caso durante questi ultimi mesi.
Bisogna evidenziare che da alcuni anni ormai, il primo ministro albanese non organizza più delle conferenze stampa con i giornalisti, evitando così di rispondere a molte domande “fastidiose”. Le sole conferenze stampa del primo ministro sono quelle protocollari, insieme con i suoi omologhi stranieri. Ma anche in queste occasioni lui evita di rispondere e offende alcuni giornalisti che non ubbidiscono a lui e alla sua ben potente struttura di propaganda.
Bisogna, altresì, evidenziare che, da alcuni mesi, il primo ministro sta rifiutando con arroganza anche le interpellanze parlamentari, chieste dai rappresentanti dell’opposizioni, violando così la Costituzione, le leggi in vigore ed il regolamento del Parlamento. Interpellanze nelle quali il primo ministro dovrebbe rispondere alle domande che riguardano questioni importanti come la sicurezza nazionale, l’abuso di potere, il suo coinvolgimento personale in diversi clamorosi scandali ecc.
Il primo ministro, duro autocrate in Albania, approfitta però di qualsiasi “ghiotta occasione”, a livello internazionale, per cercare di “rendersi piacevole” con dei “gesti cavallereschi”, delle barzellette, delle battute e con dei vestiti “stravaganti” che attirano l’attenzione dei partecipanti e dei media. Una significativa metamorfosi quella sua. E siccome il primo ministro, da anni ormai, non può presentare una, solo una promessa mantenuta, solo un obiettivo dichiarato e poi raggiunto, allora cerca di “beneficiare” dalle battute e dalle apparenze.
Il 16 aprile scorso il primo ministro albanese ha incontrato a Roma la Presidente del Consiglio dei ministri d’Italia. E, guarda caso, il primo gesto che ha fatto l’ospite era quello di inginocchiarsi di fronte alla padrona di casa. Come aveva fatto anche a Tirana, il 16 maggio 2025, accogliendo la sua omologa italiana all’inizio del sesto Vertice della Comunità Politica europea e mettendola in difficoltà. Un “gesto cavalleresco” ripetuto però anche il 10 luglio 2025, sempre a Roma, durante la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina. I media presenti hanno evidenziato il “gesto”, sottolineando che il primo ministro albanese “…si inginocchia in modo teatrale, con le mani giunte, di fronte a fotografi e telecamere pronti a immortalare il suo saluto…”. Ma così facendo il primo ministro albanese ha raggiunto il suo obiettivo anche in quest’occasione.
Chissà però se, durante il loro incontro, lui abbia informato la Presidente del Consiglio dei ministri d’Italia, dirigente di un partito di destra, della sua partecipazione, il 17 e 18 aprile, al vertice di Global Progressive Mobilisation (Mobilitazione globale progressiva; n.d.a.) svoltosi a Barcellona. Si trattava di un’attività denominata “In difesa della Democrazia” ed ospitata dal primo ministro spagnolo, che ha visto riuniti insieme dirigenti governativi e dei partiti progressisti di sinistra da tutto il mondo, nonché rappresentanti sindacali, attivisti e studiosi progressisti da oltre 40 Paesi del mondo.
Bisogna evidenziare però che Global Progressive Mobilisation rappresenta “una piattaforma di coordinamento globale per difendere la democrazia, la giustizia sociale e il multilateralismo contro l’avanzata dei movimenti conservatori e di estrema destra”. Un vertice, quello di Barcellona, per contrastare soprattutto le politiche del presidente degli Stati Uniti d’America. Secondo fonti ben informate risulterebbe che il principale finanziatore del vertice del 17 e 18 aprile scorso a Barcellona fosse la Fondazione della Società Aperta. Ragion per cui al vertice era presente, come figura centrale, il figlio del miliardario speculatore di borsa statunitense, George Soros, ormai suo erede.
Ovviamente il primo ministro albanese si trovava in difficoltà con la sua presenza in quel vertice. Ma non poteva dire di no al suo “caro fratello” Alex Soros. Ragion per cui ha cercato di tenersi un po’ in disparte. Anche perché il primo ministro albanese ha fatto di tutto per essere presente, il 19 febbraio, scorso al primo vertice del Consiglio di Pace (Board of Peace; n.d.a.) organizzato e diretto dal presidente statunitense. Non solo, ma tra il 25 e il 27 gennaio scorso, era presente in una visita ufficiale in Israele, dove ha partecipato ad una sessione del parlamento ed è stato accolto come ospite d’onore dal primo ministro dell’Israele. Ma durante il vertice di Barcellona il presidente statunitense ed il primo ministro israeliano sono stati dichiarati “nemici da combattere”.
Chi scrive queste righe è convinto che il primo ministro albanese, un innato imbroglione, è pronto a fare di tutto per la sua sopravvivenza politica. Anche di diventare ridicolo. Il che ci ricorda quanto affermava Giacomo Leopardi: “Si diventa ridicoli solo quando si vuole apparire ciò che non si è”.




