International

Una perfida proposta in sostegno del riciclaggio dei milioni sporchi

Si deve vigilare sui ministri che non possono fare nulla senza soldi

e su quelli che amano fare tutto solo coi soldi.

Indira Gandhi

Dalla prima volta che è stata proposta, nel febbraio 2020, si capì subito che si trattava di una perfida proposta. Poi, in seguito alla pandemia, la proposta rimase in attesa per alcuni mesi. Ma solo per alcuni mesi però. Perché la stessa proposta, dopo un “ritiro tattico”, si ripresentò in parlamento, questa volta come un disegno di legge del governo. Il 22 luglio 2020, la Commissione per l’economia e le finanze del parlamento albanese, durante una seduta virtuale dovuto alla pandemia, ha approvato in principio il disegno di legge “Sull’amnistia fiscale e penale per i soggetti che fanno la dichiarazione volontaria della loro ricchezza”. Sono state immediate però le reazioni e le critiche sul contenuto di quel disegno di legge. Reazioni e critiche fatte sia dagli esperti, sia dalle istituzioni internazionali. Sono state proprio quelle reazioni e quelle critiche che hanno costretto subito dopo, nolens volens, il primo ministro albanese e mettere per il momento “in lista d’attesa” quel disegno di legge. I fatti accaduti hanno dimostrato però che si è trattato semplicemente di un nuovo “ritiro tattico”, il secondo riguardante quella proposta. Si, perché il primo ministro, un anno e mezzo dopo, il 23 giugno scorso, ha presentato di nuovo il disegno di legge, questa volta “rielaborato”, per essere consultato con i gruppi d’interesse. Ma sempre, come un anno e mezzo fa, si è trattato di una perfida proposta. Sono stati fatti solo dei ritocchi di facciata, per far credere che erano state prese in considerazione le critiche fatte sul precedente testo della proposta. Facendo riferimento alle relazioni che hanno accompagnato il disegno di legge, quello del luglio 2020 ed il secondo, reso pubblico il 23 giugno scorso, si nota facilmente che in sostanza non era cambiato niente. Sono cambiati però, per ingannare, non a caso e con la solita sfacciataggine e ipocrisia, solo i soggetti direttamente coinvolti in quel disegno di legge. Un anno e mezzo fa il primo ministro ha dichiarato che si trattava di una proposta fortemente richiesta e voluta da tempo dagli imprenditori. Mentre il 23 giungo scorso il primo ministro e i suoi lo hanno presentato come un disegno di legge fatto solo e soltanto in sostegno degli emigranti albanesi che lavorano all’estero (Sic!). Una pura e semplice “copertura”, per poi far passare senza obiezioni e critiche la legge. Ma con la sua ben nota ipocrisia e la sua innata capacità di voler ingannare sempre e comunque, il primo ministro ha tentato di far credere che la sua proposta ha sempre avuto come obiettivo gli emigranti albanesi che hanno lavorato e lavorano all’estero. Delle misere bugie che non reggono. Si, perché, sul testo della stessa relazione che ha accompagnato la prima proposta del disegno di legge, pubblicata nel 2020, non si trova in nessuna riga la parola “emigrante”! Invece, sullo stesso testo veniva ribadito che l’avviamento di una simile iniziativa “…è stata una richiesta fatta da tempo dall’imprenditoria e dalle organizzazioni che rappresentano gli imprenditori”. Guarda caso però, tra i primi a contrastare fortemente il disegno di legge sono state proprio le organizzazioni che rappresentano gli imprenditori albanesi e stranieri che operano in Albania. Sul testo della stessa relazione, pubblicata nel 2020, si legge tra l’altro che “…il disegno di legge mira a garantire le procedure trasparenti per rendere possibile la legalizzazione delle ricchezze non dichiarate e/o non registrate, totalmente o parzialmente, così come la rivalutazione dei dati finanziari dei soggetti”. Mentre sul “rielaborato” testo della relazione che accompagna il disegno di legge sull’amnistia fiscale si cerca di far credere che il primo ministro ed il suo governo hanno molto a cuore e stanno facendo di tutto per sostenere gli emigranti a portare ed investire poi i loro risparmi in Albania!

Gli emigranti, che hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona la loro esperienza lavorativa, sanno benissimo quanto si potrebbe guadagnare, in generale e, di conseguenza, quanto si potrebbe risparmiare da un lavoro onesto in un qualsiasi Paese europeo, Italia inclusa. Per non parlare poi di quelli che lavorano in nero. E non solo durante questi ultimi anni veramente difficili per tutti, prima per la pandemia e dal febbraio di quest’anno anche per la guerra in Ucraina. Per capire bene e facilmente la falsità, l’ipocrisia e il vizio di ingannare del primo ministro albanese e dei suoi, bisogna chiarire cosa prevede il “nuovo” disegno di legge sull’amnistia fiscale, presentato il 23 giugno scorso. Secondo il testo pubblicato dal governo si offre la possibilità di “…dichiarare volontariamente una ricchezza con un valore monetario fino a 2 milioni di euro”. Lo stesso disegno di legge stabilisce che quella ricchezza, volontariamente dichiarata, trasportata in cash e versata nelle banche in Albania, verrà tassata da 7 a 10% del valore totale della somma. In più si stabilisce che possono godere della legge sull’amnisita fiscale e penale anche tutti coloro che dichiarano volontariamente dei beni immobili. Ebbene, quanti “emigranti” che hanno fatto e/o che continuano a fare un lavoro onesto, o peggio ancora, che hanno lavorato e/o lavorano in nero in un altro Paese, europeo e non, riescono a guadagnare tanto e poi risparmiare simili somme di denaro?! Come mai un bracciante, o uno che lavora in fabbrica e nel settore dei servizi può guadagnare tanto?! E la maggior parte degli emigranti albanesi all’estero fanno proprio quei lavori, pagando le tasse o in nero. Ma tutti sanno però quanto si può guadagnare e, di conseguenza, risparmiare da un simile lavoro. Nel migliore dei casi si potrebbe arrivare a qualche decina di migliaia di euro, ma mai e poi mai si può arrivare ai diversi milioni! Questa realtà della vita da emigrante, queste verità vissute e sofferte da migliaia di emigranti albanesi all’estero smascherano una volta per tutte sia la falsità del disegno di legge sull’amnistia fiscale e penale presentato il 23 giugno scorso, che l’ipocrisia e l’innato vizio di ingannare del primo ministro albanese.

Nel luglio 2020, dopo la pubblicazione del primo disegno di legge sull’amnistia fiscale e penale, la reazione e le critiche delle istituzioni internazionali sono state immediate, determinate e forti. La Commissione europea esprimeva la sua grande preoccupazione che l’Albania potesse diventare l’epicentro del riciclaggio di denaro sporco. Riferendosi al disegno di legge sull’amnistia fiscale, secondo la Commissione europea si potrebbe creare “una grande opportunità per gli evasori fiscali e coloro che riciclano denaro”. In più la Commissione europea esprimeva la sua preoccupazione che quel disegno di legge permetteva gli stessi benefici anche per delle persone che non hanno la cittadinanza albanese, ma che svolgono delle attività imprenditoriali in Albania. Sempre riferendosi allo stesso disegno di legge, la Commissione europea obiettava anche la “…possibilità di mancata e giusta condanna per tutti coloro che hanno tenuto nascosta la loro ricchezza”. La Commissione europea, esprimeva, altersì, la sua seria preoccupazione sulla difficoltà di valutazione, da parte di Moneyval (Comitato di Esperti per la valutazione delle misure anti riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, struttura del Consiglio d’Europa; n.d.a.), di come sarebbe implementata la legge contro il riciclaggio del denaro (già in vigore in Albania; n.d.a.) se diventasse operativa la proposta della legge sull’amnisitia fiscale. La Commissione chiedeva alle autorità albanesi di agire “in base agli atti e gli accordi internazionali” e di rispettare “la legislazione contro il riciclaggio del denaro e le raccomandazioni del Moneyval.”. Mentre il Fondo Monetario Internazionale, in un suo rapporto del 2020, chiedeva al governo albanese di prevenire ed impedire “il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo”. Questo accadeva nel 2020, dopo la pubblicazione della prima versione del disegno di legge sull’amnistia fiscale e penale.

In seguito, quasi un anno e mezzo più tardi, dopo la pubblicazione della seconda ed “elaborata” versione dello stesso disegno di legge il 23 giugno scorso, sono arrivate subito le reazione delle istituzioni interanazionali sempre forti e molto critiche nei confronti del governo albanese. Con un comunicato stampa il 29 giugno scorso si ribadiva che la Commissione europea esprimeva le sue “serie preoccupazioni riguardo l’attuale disegno di legge sull’amnisita fiscale”. Aggiungendo che una simile legge avrebbe “indebolito i controlli dell’Albania contro il riciclaggio del denaro”. Nello stesso comunicato stampa si evidenziava che, per come è stato concepito l’attuale disegno di legge sull’amnisita fiscale “…rappresenta serie preoccupazioni per gli Stati membri dell’Unione europea ed altri partner, ma anche un pericolo sostanziale sulla reputazione del Paese”.

Che l’Albania sia ormai diventato un Paese dove la criminalità organizzata locale ed internazionale ricicla milioni di denaro sporco e dove si riciclano anche altri milioni provenienti dalla galoppante corruzione, questo ormai è un dato di fatto. Lo evidenziano e testimoniano diversi rapporti ufficiali delle istituzioni specializzate internazionali. E siccome il disegno di legge sull’aministia fiscale e penale è stato reso noto per la prima volta nel luglio 2020, si potrebbe fare riferimento al rapporto annuale sull’Albania del Dipartimento di Stato statunitense proprio per lo stesso anno, pubblicato nel marzo 2021. Ebbene in quel rapporto si sottolineava che “…I gruppi albanesi della criminalità organizzata continuano a riciclare i loro guadagni in Albania e contribuiscono alla corruzione nel Paese”. In quel rapporto si ribadiva che “Il governo albanese non ha fatto nessun visibile progresso per ostacolare il riciclaggio del denaro e i crimini finanziari durante il 2020”. Mentre per quanto riguarda la lotta contro il riciclaggio del denaro si evidenzia che “L’Albania rimane sensibile di fronte al riciclaggio del denaro, le reti della criminalità organizzata e le deboli istituzioni della giustizia e governative”. Aggiungendo, in seguito, che l’Albania “…ha una grande economia [basata] sul denaro in cash ed un vasto settore informale, con dei flussi considerevoli di denaro da fuori, sotto forma di contributi dagli emigranti e vari investimenti”. Più chiaro di così!

Per ingannare sia l’opinione pubblica in Albania che le istituzioni e le cancellerie internazionali, il primo ministro ha inserito nel questionario della consultazione nazionale, svolta dal 19 gennaio al 31 marzo scorso e reso noto il 7 aprile successivo, anche una domanda sull’amnistia fiscale. Lo ha fatto semplicemente per presentare la sua “iniziativa” sull’amnistia come molto “appoggiata” dal popolo. Sulla falsità di quella “consultazione nazionale” e sulle violazioni legali delle istituzioni coinvolte, considerandola una farsa ingannevole, l’autore di queste righe ha informato alcuni mesi fa il nostro lettore (Un’ingannevole ed occulta iniziativa regionale; 31 maggio 2022). Così come lo ha informato la scorsa settimana di una pericolosa e preoccupante decisione del Consiglio dei ministri, entrata immediatamente in vigore il 29 luglio scorso. Una decisione che adesso permette a chiunque di “comprare” con dei milioni la cittadinanza albanese per “investire” in Albania. Si tratta di quelli che ormai, internazionalmente, vengono noti come i “passaporti d’oro”. Anche in questo caso la reazione delle istituzioni internazionali è stata forte, immediata e molto critica. Il nostro lettore è stato informato che in una risoluzione del Parlamento europeo del maggio scorso si esprimeva la seria preoccupazione su quella iniziativa del governo albanese, allora ancora non ufficializzata. Quell’iniziativa per il Parlamento europeo “potrebbe rappresentare un serio pericolo per la sicurezza, il riciclaggio del denaro sporco, la corruzione e l’evasione fiscale” (Paradiso fiscale e nascondiglio per la criminalità organizzata; 6 settembre 2022).

Chi scrive queste righe e convinto che la legge sull’amnistia fiscale e penale e la decisione del Consiglio dei ministri sui “passaporti d’oro” sono parti complementari di una strategia dalla quale traggono grande beneficio e profitti milionari non solo la criminalità organizzata locale ed internazionale. Si tratta di una perfida proposta in sostegno del riciclaggio dei milioni sporchi. Chi scrive queste righe condivide la convinzione di Indira Gandhi che si deve vigilare sui ministri che non possono fare nulla senza soldi e su quelli che amano fare tutto solo coi soldi. Anche in Albania.

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