Vogliono distruggere la famiglia tradizionale
La famiglia durerà quanto l’uomo. Essa è la culla dell’umanità.
Giuseppe Mazzini
La vita sul nostro pianeta, riferendosi a diversi studi scientifici, risulterebbe essere cominciata da alcuni miliardi di anni. Ovviamente all’inizio sono apparsi i microrganismi e poi altri organismi più sviluppati. Alla fine è apparsa anche la specie umana, prima con l’Homo habilis (Uomo abile), circa 2.4 milioni di anni fa, e poi con l’Homo sapiens (Uomo sapiente), molto simile a noi, apparso nell’Africa orientale meno di 300.000 anni fa.
Ebbene, sempre riferendosi a molti studi scientifici, risulta che ogni specie vivente, partendo dalle più semplici cellule e fino al genere umano, sia riuscita a sopravvivere per milioni di anni solo e soltanto perché una cellula maschile ed una femminile si accoppiano e generano uno o più simili nuovi rappresentanti della specie, compresa quella umana. Le scienze biologiche spiegano meglio ed in dettagli anche le procedure e i meccanismi di queste procreazioni. Ma le scienze biologiche affermano che mai e poi mai questo può accadere con l’accoppiamento di due cellule o individui dello stesso sesso.
In Albania, però, alcune settimane fa ci sono stati degli sviluppi riguardanti una diabolica e molto pericolosa strategia sulle persone transgender (persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso biologico assegnato alla nascita). Una strategia che da anni è stata ben ideata, programmata ed attuata. Il suo obiettivo è la distruzione della famiglia tradizionale. Una strategia ben finanziata, anche in molti altri Paesi del mondo, dalle Fondazioni della Società Aperta (Open Society Foundations; n.d.a.), istituite a partire dal 1984 dal noto multimiliardario e speculatore di borsa George Soros. La rete si è poi sviluppata a livello globale, strutturandosi nel 1993 come Open Society Institute (Istituto della Società Aperta; n.d.a.), per poi ribattezzarsi, in seguito, con il nome attuale e cioè le Fondazioni della Società Aperta.
Il 28 aprile scorso in Albania è stata resa pubblica un’ordinanza del Ministero della Salute e della Protezione sociale. Quell’ordinanza stabilisce che tutte le persone che desiderano modificare il proprio corpo, attraverso la terapia ormonale, per adattarsi alla propria identità di genere (che non necessariamente corrisponde al sesso biologico), avranno il diritto di ricevere questo trattamento presso il reparto di endocrinologia del Centro ospedaliero universitario ‘Madre Teresa’ a Tirana. Il protocollo prevede il trattamento per gli adulti e anche per gli adolescenti, a partire dai 16 anni, dopo una valutazione medica e l’approvazione della famiglia. La terapia ormonale sarà disponibile sia per gli uomini transgender, tramite il testosterone, che per le donne transgender tramite gli estrogeni e antiandrogeni. L’ordinanza del Ministero della Salute e della Protezione sociale stabilisce altresì che il trattamento ormonale sarà finanziata da fondi pubblici.
Bisogna però evidenziare che da anni ormai il sistema sanitario pubblico in Albania sta subendo le gravi conseguenze dei mancati finanziamenti a diversi servizi indispensabili per la salute dei pazienti. Conseguenze legate direttamente all’abuso di appalti pubblici che sono sempre stati assegnati soltanto ad alcune ditte prescelte dai massimi livelli politici ed istituzionali, ovviamente sempre con l’approvazione del primo ministro.
Una situazione molto grave da anni ormai si sta presentando nell’ospedale di Oncologia presso il Centro ospedaliero universitario ‘Madre Teresa’ a Tirana. Una grave e molto preoccupante situazione generata dalla mancanza dei fondi finanziari pubblici. Da anni ormai mancano spesso i medicinali, soprattutto i farmaci usati per la chemioterapia. Mentre i macchinari indispensabili per il trattamento dei pazienti, come l’acceleratore di radioterapia, ma anche altri, sono spesso fuori uso, per “mancanza di fondi”!
In altre strutture del Centro ospedaliero universitario ‘Madre Teresa’ a Tirana, da alcuni mesi, oltre il 20 di ogni mese, non si possono fare più le analisi! Una diretta e grave conseguenza di un contratto abusivo con una ditta privata! Queste sono solo alcune delle “incapacità” del sistema sanitario pubblico. E tutto ciò mentre il primo ministro, già dall’inizio del suo primo mandato, aveva promesso un servizio sanitario pubblico gratuito (Sic!). Una promessa come molte, moltissime altre, che non sono mai state mantenute. Invece adesso si trovano i fondi per garantire l’attuazione della terapia ormonale per le persone transgender!
La drammatica situazione del sistema sanitario pubblico è causata anche dalla mancanza di posti letto negli ospedali, la carenza di attrezzature, la carenza di personale medico e paramedico, nonché la mancanza di infrastrutture adeguate per la diagnosi dei pazienti. Il sistema sanitario pubblico soffre quotidianamente e da tempo dei mancati finanziamenti pubblici, con tutte le derivanti conseguenze, che subiscono i pazienti.
La maggioranza governativa, con i suoi voti, riesce ad approvare in Parlamento qualsiasi proposta di legge presentata del governo, o la modifica di una legge già in vigore. Così è successo anche con l’introduzione nei programmi scolastici, compresi quelli del ciclo elementare, comunemente nota come scuola primaria. Tra le diverse “novità” della nuova legge c’era anche quella legata alla definizione dei genitori. Riferendosi ai genitori naturali, invece di essere chiamati padre e madre, come si fa da migliaia di anni ormai, la nuova legge, nei programmi scolastici, identifica il padre e la madre come “genitore 1” e “genitore 2”, senza nessuna ulteriore specifica!
Tornando all’ordinanza del Ministero della Salute e della Protezione sociale del 28 aprile scorso, bisogna sottolineare che si tratta di una decisione che è in palese contrasto sia con la fisiologia, che con la maturità sessuale e ormonale dei bambini. Una decisione che è in pieno contrasto anche con la capacità intellettuale e psicologica del minore di prendere tali decisioni con la necessaria e dovuta responsabilità. Perchè si tratta di decisioni che avranno conseguenze per tutta la vita.
Bisogna sottolineare altresì che la sopracitata ordinanza è parte integrante della strategia che da anni è stata fortemente sostenuta e ben finanziata in diversi Paesi del mondo dalle Fondazioni della Società Aperta. Una strategia che ha come obiettivo la distruzione della famiglia tradizionale. Ma è molto importante evidenziare che la decisione del 28 aprile scorso del Ministero della Salute e della Protezione sociale non è stata prima discussa e consultata con i gruppi d’interesse, come prevede la legge. Non è stato organizzato nessun dibattito professionale tra i rappresentanti del ministero e gli specialisti del settore. Ovviamente questa non è stata una “casuale dimenticanza”.
Il 1o giugno scorso la coalizione “Pro Famiglia e Vita” in Albania ha organizzato una protesta contro la decisone del Ministero della Salute sui trattamenti ormonali. La coalizione ha presentato anche alcune richieste al governo, che riguardano l’abrogazione della legge sulla parità del genere, il divieto di terapie ormonali e interventi chirurgici sui bambini e l’esclusione dell’ideologia di genere dai programmi scolastici. Ma sicuramente il governo non reagirà a queste richieste.
Chi scrive queste righe è convinto che il primo ministro albanese, un ubbidiente sostenitore dell’occulto clan Soros, ha fatto tutto quello che gli è stato ordinato per attuare in Albania la diabolica strategia che ha come obiettivo la distruzione della famiglia tradizionale. Quella famiglia che è stata sempre, da molti secoli ormai, un forte punto di riferimento. Contro quella strategia gli albanesi devono però mettersi tutti insieme e contestarla con determinazione, anche perché, come affermava Giuseppe Mazzini, la famiglia durerà quanto l’uomo. Essa è la culla dell’umanità.




