Politica

Clamoroso errore di comunicazione e strategia

Considero francamente un grandissimo errore politico, ed anche sotto il profilo della comunicazione, quello di Mario Draghi e del suo governo nell’aver scelto la professoressa Fornero come consulente del governo in carica. Esistono moltissime figure professionali che possono arricchire le dinamiche governative in particolar modo in un momento così complesso.

Rappresenta una scelta veramente sconcertante aver introdotto all’interno della compagine dei propri consulenti governativi una figura già ampiamente compromessa con il governo Monti, come l’ex ministro Fornero, ed anche per questo ancora oggi fortemente divisiva.

In un momento, poi, in cui si chiedono ancora una volta alla cittadinanza ulteriori sacrifici, navigando assolutamente a vista relativamente alle problematiche della variante Delta, mentre contemporaneamente si allunga la lista delle multinazionali, specialmente nel settore Automotive, che avviano le procedure dei licenziamenti per le molte filiali industriali collocate nel nostro Paese.

All’interno di una stagione ancora difficile, soprattutto per i cittadini, e a “soli” diciassette (17) mesi dall’inizio della pandemia, sarebbe stato sicuramente più opportuna una figura professionale nuova e, come ho detto prima, non divisiva in relazione al proprio operato come l’ex ministro del governo Monti.

La percezione della distanza tra il governo in carica e buona parte della popolazione e degli elettori comincia a diventare imbarazzante soprattutto quando contemporaneamente lo stesso governo si appella ancora una volta ad un senso del bene comune con l’obiettivo di superare questo ulteriore terribile periodo.

Risulta francamente imbarazzante come un Presidente del Consiglio, seppur privo di un qualsiasi mandato elettorale proprio per l’eccezionalità del momento storico, non dimostri alcuna attenzione per il sentiment generale e per le aspettative dei cittadini, i quali, dopo oltre un anno e mezzo di sacrifici, non possono ritrovarsi il ministro del governo Monti che ancora oggi non è n grado di indicare quanti fossero gli esodati.

Una responsabilità, va ricordato, condivisa con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per la programmazione ed il coordinamento economico, tale Tabacci Bruno, vero superstite dalla prima Repubblica che ha cambiato nove (9) partiti, sempre per il “bene del Paese” ovviamente.

È mai possibile che non esista nell’emisfero occidentale un professionista (F/M) non ancora in pensione ed ovviamente non compromesso come la pensionata (dal 2018) Fornero? Il classico caso di un errore di comunicazione e strategia che esprime il senso di lontananza tra la presunzione del governo e le aspettative dei cittadini.

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