Politica

Dovrebbero salvaguardare l’occupazione in Italia

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha suscitato un acceso dibattito politico ed economico dichiarando che, di fronte al rischio di una fuga di capitali causata da un’imposta patrimoniale, i ricchi ed i capitali “vadano dove vogliono”.

La dichiarazione si inserisce nel dibattito economico politico che trae spunto anche dalla proposta del sindacato di introdurre un “contributo di solidarietà” volto a finanziare la spesa pubblica. L’obiettivo finanziario dichiarato dovrebbe essere quello di generare circa 26 miliardi di euro di entrate, le quali si andrebbero ad inserire all’interno di una spesa pubblica che già nel 2026 oltrepassa i 1.100 miliardi. I contribuenti ai quali verrebbe applicato questo contributo di solidarietà sarebbero rappresentati dai 500.000 italiani più ricchi e si baserebbe su di un’aliquota aggiuntiva intorno all’1,2%, -1,3% della ricchezza netta (*). Un parametro il cui calcolo non risulta così immediato e quindi non di rapida ed immediata applicazione. Queste risorse aggiuntive andrebbero investite in “(1) sanità pubblica, (2) istruzione e (3) non autosufficienza”.

Da questa programma fiscale elaborato dal leader del CGIL si nota che non sia prevista alcuna riduzione della pressione fiscale, la quale anzi rimane assolutamente inalterata, magari a favore proprio di quei ceti che sostengono il sistema fiscale. Una auspicabile riduzione che determinerebbe invece, la possibilità di aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e magari sostenere quella domanda interna, erosa proprio dall’inflazione particolarmente alta nel settore alimentare. Viceversa, tale proposta partorisce il solito aumento della dotazione della spesa pubblica la quale, in volumi, già ora risulta al quinto posto in Europa in volumi ma per efficienza si colloca al ventitreesimo posto.

Andrebbe ricordato, infatti, come la spesa pubblica, o meglio la sua inefficienza, garantisca proprio quella sperequazione sociale della quale si lamenta Landini che, in modo assolutamente imbarazzante per un segretario della maggiore Confederazione dei lavoratori, spera di correggere con 26 miliardi di spese aggiuntive rispetto agli oltre 1.100 miliardi già in bilancio.

In relazione poi alla infelice frase “ricchi e capitali vadano dove vogliono” emerge come da segretario Landini non conosca l’asset fiscale italiano. Non esiste memoria storica infatti di alcune proteste della CGIL quando il governo Renzi creò le basi normative e fiscali per attirare residenze fiscali di soggetti individuali dando così l’avvio alla disastrosa evoluzione edilizia di Milano.

Anche se ora l’aliquota fissata per il trasferimento delle residenze fiscali nel nostro Paese è stata alzata a 300.000 euro, non essere a conoscenza che l’Italia rappresenti ancora oggi un Paese che pratica l’elusione fiscale a favore delle persone più abbienti residenti all’estero definisce la competenza del segretario della CGIL. Gli investimenti (una forma di espressione dei capitali) andrebbero, invece, sostenuti in quanto rappresenterebbero la base finanziaria per sostenere la ripresa economiche. Ma sembra che anche il concetto di stabilità fiscale come parametro fondamentale nella valutazione di un investimento in un determinato Paese risulti anche questo sconosciuto al segretario Landini.

Come inevitabile ed amara considerazione finale emerge evidente come la crisi culturale del nostro Paese non riguardi solo la classe politica, ma investa in modo sempre più evidente anche i vertici delle associazioni di categoria.

E questi dovrebbero tutelare e salvaguardare l’occupazione in Italia.

(*) Ricchezza Netta = Attività – Passività. Attività (cosa possiedi): immobili, liquidità sui conti correnti, investimenti (azioni, obbligazioni), fondi pensione e beni di valore – Passività (cosa devi): mutui, prestiti personali, saldi negativi delle carte di credito e qualsiasi altro debito

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