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I costi emergenziali e le economie conservative

Le pandemie rappresentano un evento eccezionale al quale nessuno è preparato per affrontare i terribili effetti in termine di vite umane e delle conseguenze economiche.

Risulta tuttavia evidente come, una volta passata la prima ondata pandemica ed in attesa di una possibile seconda, proprio in virtù dell’esperienza appena vissuta sarebbe necessario dimostrare durante il periodo “di attesa” una strategia che permettesse se non di evitarla quantomeno di contenerne gli effetti ed i conseguenti  danni. Proprio perché una  pandemia rappresenta un evento eccezionale una strategia “conservativa” si sarebbe dimostrata molto più indicata rispetto a quella adottata dal governo. Una strategia conservativa avrebbe dovuto porre al primo posto il contenimento di una eventuale riproposizione delle problematiche relative ai contagi e di conseguenza rimandare sine die tutte le velleità riformiste fino al raggiungimento di un ritrovato equilibrio economico sanitario.

In altre parole, in presenza ora di una didattica a distanza il solo acquisto dei banchi  con le rotelle per circa un miliardo e mezzo di euro rappresenta un insulto all’intelligenza umana e l’apoteosi della presunzione e mediocrità di chi lo ha ideato e realizzato. Invece l’incompetenza così come la cieca ideologia unita ad una presunzione dei singoli hanno portato ad un evento disastroso con la semplice apertura delle scuole.

Tornando quindi all’aspetto strategico risulta evidente, persino clamorosa, la differenza tra indennizzi emergenziali ed investimenti a seconda che venga adottata una strategia conservativa o la  classica politica emergenziale la quale interviene successivamente all’evento.

Francamente non si riesce a capire per quale motivo in questo momento drammatico il governo assicuri indennizzi superiori addirittura a cinque o sei miliardi “a ristoro” dei danni subiti da intere categorie a causa del nuovo dpcm quando le medesime risorse unite a quelle dedicate per i banchi a rotelle avrebbero rappresentato delle risorse ampiamente sufficienti per potenziare i mezzi pubblici che rappresentano il vero problema della diffusione del contagio esploso con la riapertura delle scuole.

Risulta francamente incomprensibile come si preferisca avviare una “Finanza di soccorso” piuttosto che una Finanza strutturata espressione di una politica conservativa con il fine di non ritrovarsi in una situazione come quella attuale già vissuta durante la prima ondata.

Certamente è più agevole gestire un’emergenza che immaginare un investimento strutturale per evitarla.

In questo senso è evidente l’inadeguatezza di questo governo.

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