In EvidenzaPolitica

Il buon senso dov’è?

C’è in molti una certa rassegnazione non solo per un virus che ci ha fatto precipitare in un film di fantascienza, proprio quando ci eravamo convinti che la nostra società, allontanate le guerre che per secoli avevano insanguinato l’Europa, fosse immune da tragedie di massa, ma anche per le dichiarazioni di alcuni rappresentati del governo.

La Ministro dei Trasporti ha inopinatamente proposto di lasciare aperte le scuole il sabato e la domenica, suscitando evidentemente un coro di no, ma si è guardata bene dall’occuparsi del suo dicastero e cioè dell’organizzazione di quei trasporti che, proprio con l’apertura delle scuole, sono diventati ancora più veicolo di infezione. Non si scusa per non aver fatto nulla da maggio a settembre ma discetta di altri dicasteri. La Ministro dell’Istruzione, che si affanna a dichiarare che le scuole sono in se sicure e possiamo anche crederle, non interviene per garantire agli studenti, agli insegnanti ed alle reciproche famiglie, quella sicurezza sui mezzi pubblici necessaria per evitare ulteriori contagi e per scongiurare la temuta fase tre, ammesso che la prima e la seconda siano finite. Mancano soldi per tutti gli insegnanti che sarebbero effettivamente necessari ma sono stati spesi milioni di euro per i banchi con le ruote, che non sono quasi mai arrivati! Scelta che rappresenta un’ennesima idiozia perchè se i ragazzi devono stare distanziati e rimanere dove il banco è collocato fornire loro un banco con le ruote è un pericoloso controsenso. Se poi le ruote servivano ad alleviare l’eventuale fatica di bidelli o operatori scolastici si poteva anche far collaborare, a tempo determinato, un po’ delle tante persone che prendono il reddito di cittadinanza e magari anche qualche tutor, quelli che dovrebbero trovare lavoro agli altri e che nella quasi totalità non hanno fatto nulla anche perché risulta non partito il sistema informatico che avrebbero dovuto usare. Se è stata una buona notizia sgravare dai costi dei giga gli studenti delle scuole ci si interroga ancora a chi sia attribuibile la dimenticanza, nel provvedimento, degli studenti universitari!

Mentre ci comunicano nuovi ristori molti, troppi, lamentano di non aver ricevuto le prime tranche e lo stesso vale per molte casse integrazione mentre i professionisti sono tutt’ora impossibilitati a chiedere la cassa per il personale del loro studio.

Si chiudono gli impianti sciistici, senza neppur provare a mettere allo studio un sistema a prenotazione, ma si aprono, anche di domenica, i centri commerciali dove troppa gente si accalcherà al chiuso creando nuovo pericolo di contagi, quegli assembramenti giustamente impediti nei mercati all’aperto li troveremo invece al chiuso nei centri commerciali. Per non parlare dell’inerzia con la quale sono stati affrontati gli assembramenti per Maradona o per acquistare le scarpe di un grande magazzino!

Continuando a lasciare chiusi ristoranti e tavole calde, ovviamente parliamo di quelli in regola con le misure anti covid, anche se i controlli non li ha mai fatti nessuno, si condannano non solo quelle categorie e il loro indotto al disastro economico ma si lasciano centinaia di migliaia di lavoratori, che non hanno un ufficio, senza un pasto da poter consumare al caldo e senza poter usufruire di un bagno.

Intanto non partono né le piccole né le medie opere pubbliche, per non parlare delle grandi, che sarebbero l’unico sistema per dare un vero aiuto all’economia e per risistemare tanti gravi problemi italiani. Basterebbe pensare alle strade dissestate, alle scuole che crollano, alle troppe barriere architettoniche negli uffici pubblici, ai tanti ponti e cavalcavia a rischio e al disastro della rete idrica che perde acqua, bene prezioso e non rinnovabile, per le tubazioni obsolete e spesso con piombo ed amianto così pericolosi per la salute pubblica.

Non occorrono geni per reggere la cosa pubblica ma occorrono persone che conoscano i problemi, che non promettano a vuoto, che abbiano la capacità e la volontà di ascoltare, studiare e poi concretamente agire per dare il via ad una politica di buon senso. Buon senso che purtroppo manca anche ad una parte della popolazione, pensiamo ai negazionisti ma anche a coloro che ancora girano senza mascherina e si credono invincibili condannando se e gli altri. Già ma il buon senso dov’è? E’ stato anche lui colpito dal covid o, speriamo, è solo in esilio ma pronto a ritornare? Chi lo chiamerà?

Mostra altro

Articoli Correlati

Back to top button