Il duro ritorno alla realtà
A pochi giorni dall’esito referendario, la politica italiana conferma ancora una volta quale possa essere il senso dello Stato che contraddistingue i protagonisti dello scenario italiano.
Entrambe le due leader di FdI e del Pd interpretano l’esito referendario come una sconfitta oppure una vittoria politica, spingendo addirittura il segretario del primo partito di opposizione alla richiesta di elezioni anticipate, in questa circostanza supportata dal solito mediocre segretario dei 5 Stelle Conte.
Viceversa il Presidente del Consiglio fa un brusco ritorno alla realtà uscendo da quella favola nella quale si considerava la regina protagonista, comprendendo finalmente di essere circondata da personaggi che stanno progressivamente riducendo il proprio consenso elettorale. Alla comunque opportuna strategia di queste dimissioni a raffica nel governo, che rappresentano una novità per l’Italia e, di conseguenza, paradossalmente un fattore positivo data la nota inamovibilità dei personaggi politici da ogni incarico pubblico, dovrebbe ora seguire un secondo passaggio. Quello di rivedere completamente le priorità del governo e, di conseguenza, mettendo in forte discussione l’operato del ministro Giorgetti, soprattutto in considerazione del momento storico assolutamente drammatico legato alla escalation della guerra in Medio Oriente.
In altre parole, mentre gli scenari futuri possono fare intravedere un allargamento del conflitto mediorientale che veda coinvolti paesi come lo Yemen ed una possibile invasione da terra dell’Iran da parte degli Stati Uniti, i protagonisti della politica nazionale, dimostrando per una volta un minimo di senso dello Stato, dovrebbero abbandonare le polemiche politiche per operare al proprio meglio in momento di difficoltà come quella attuale.
Viceversa solo la bramosia di potere muove ora il fronte dell’opposizione, quando effettivamente va ricordato come il Presidente del Consiglio avesse proposto un tavolo comune in considerazione della situazione geopolitica. Il governo Meloni ha moltissime colpe legate soprattutto alla inadeguatezza di molti suoi ministri ampiamente dimostrata da fatti e dichiarazioni, ma la confermata richiesta di elezioni anticipate proposta dalla leader dell’opposizione, invece di accettare l’invito del Presidente del Consiglio ad un tavolo comune
non fa che confermare una volta di più la totale assenza di senso dello Stato.




