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L’arte di governare non si improvvisa

Più che di un governo di costruttori c’è bisogno di un governo di riparatori. Non sarà facile infatti riparare ai molti errori fatti per impreparazione, pressappochismo e supponenza dai due governi Conte. L’urgenza di presentare all’Unione europea un programma di riforme e di investimenti che rispettino quanto stabilito dalla Commissione va di pari passo con la necessità di rivedere quanto preparato in maniera così approssimativa ed insufficiente, inoltre la sempre più complessa e problematica situazione dei vaccini rende necessario un nuovo piano ed anche una migliore definizione dei compiti e delle responsabilità del commissario straordinario. Ogni giorno si aggrava la situazione economica come ha evidenziato il presidente di Confindustria ricordando che già da luglio Confindustria aveva presentato al governo un piano per il mondo del lavoro, piano che non ha mai avuto una risposta. E di risposte mancate parlano molti settori della nostra società. Il nuovo governo dovrà essere formato da persone capaci di riparare ai guasti di questi anni per ridare fiducia e prospettive agli italiani sempre più demotivati e preoccupati, occorrono persone in grado di conoscere la reale situazione del Paese, dalle famiglie ai lavoratori, dagli artigiani, ai commercianti, dagli agricoltori agli imprenditori. La politica, l’arte di governare non si inventano ed improvvisano, va ridisegnato il sistema Italia e immaginata la nuova società alla quale dopo il covid dobbiamo sapere dare vita. Troppe menzogne e troppe omissioni in questi anni hanno aumentato il divario tra le gente reale e le stanze delle decisioni. Troppe decisioni sono state prese senza prevedere le conseguenze, troppe decisioni sono state annunciate e mai realizzate.

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