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L’elezione di Bianca

L’elezione di Bianca che non per la prima volta dovrà rinunciare all’incarico e, presumibilmente, non sarà l’ultima, e dopo la prolungata confusione di leader e peones i quali, con la complicità dei media, sono riusciti attraverso dichiarazioni e commenti a sminuire la figura di Draghi e il peso dell’Italia in Europa e nel mondo, le prossime ore si annunciano quanto mai deludenti per chi sperava nel ritorno della politica.

In fondo però non c’è nulla di particolarmente nuovo e diverso dalle elezioni di altri presidenti, in altri paesi: basta ricordare quella negli Stati Uniti o le dichiarazioni di alcuni candidati per le prossime legislative francesi. Non c’è molto da dire sulla drammatica evidenza che le democrazie annaspano mentre le loro istituzioni sono state in gran parte usurpate da personaggi i quali, con sistemi elettorali ad hoc, hanno instradato e manipolato l’espressione del voto popolare.

Il bene comune, l’interesse della Nazione, la dignità dello Stato sono obiettivi passati in terzo piano rispetto agli interessi elettorali e personali. Oggi le democrazie sono diventate asfittiche, deboli, succubi anche dei social e quello che un tempo era un gigante economico, l’Unione Europea, che non è stata in grado per veti incrociati ed insipienza dei capi di Stato di diventare Unione politica, dimostra, proprio sul piano economico, di avere basi sempre più fragili. Intanto i paesi forti, con presidenze assolutiste e dittatoriali, riprendono a diventare egemoni dividendosi le aree di influenza e potere nel mondo. Putin e Xi Jinping, di fatto, hanno già siglato un accordo per spartirsi aree geografiche per espansioni militari ed economiche, accordo che potrebbe essere vantaggioso anche per l’area di influenza che l’Iran mira ad ottenere, almeno per quanto riguarda gli armamenti nucleari.

Nel contesto il terrorismo non è per nulla sopito, la pandemia globale non è vinta, già si parla di nuove mutazioni e di altri virus in agguato, la povertà aumenta, nei paesi più sviluppati come negli altri, rendendo sempre più drammatico il processo immigratorio, e il potere dei super speculatori, di un mondo finanziario spesso fittizio e sempre arrogante, non si cura di preservare l’economia reale. Rischiamo a breve, vicino a noi, guerre non solo economiche, mentre è già di oggi il problema energetico e quello ambientale, intanto i grandi elettori italiani sono in attesa di conoscere le decisioni dei loro leader impegnati nel gioco al massacro di quella che sta diventando non l’elezione del Presidente della Repubblica ma l’inizio della campagna elettorale per le prossime elezioni nazionali.

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