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Piano vaccinale: il “miracolo italiano”

Ricapitolando: nel periodo intercorso tra le ipotesi delle prime risposte vaccinali alla pandemia proposte dalle case farmaceutiche internazionali alla disponibilità effettiva dei vaccini il governo attuale non ha ancora allestito un piano vaccinale.

Attualmente vengono vaccinati 15.222 persone al giorno: con questo ritmo saranno necessari dieci (10) anni per vaccinare tutti gli italiani. Viceversa, l’obiettivo di vaccinare 458.000 persone alla settimana definito dal governo Conte porta a tre (3) gli anni necessari per la vaccinazione dell’intera popolazione.

Ora questi numeri potranno sembrare assolutamente indicativi e probabilmente lo sono anche.

Da un governo, tuttavia, qualsiasi sia  l’orientamento politico si dovrebbe pretendere che tra la fine di ottobre e dicembre si adoperasse per l’allestimento di un piano vaccinale puntuale e già reso operativo in attesa dei vaccini. Si è pensato, invece, al cashback che verrà finanziato per di più con il recovery fund, esattamente come il bonus casa (mentre il recovery fund nasce con l’obiettivo di finanziare investimenti strutturali che si trasformino in fattori economici competitivi (https://www.ilpattosociale.it/attualita/la-liberta-europea-ed-il-sovranismo-del-governo-conte/).

Ancora oggi non risultano individuate le strutture idonee per una vaccinazione massiccia e veloce. Si è preferito riporre tutta l’attenzione nell’allestimento narcisistico di 1500 “Primule” all’interno delle piazze italiane esaltandole come la risposta “creativa italiana” ad una domanda potenziale di logistica straordinaria (https://www.ilpattosociale.it/attualita/le-1-500-primule-il-fiore-del-delirio-italico/) mentre in  Germania, già  da novembre, venivano allestiti interi padiglioni di strutture fieristiche che permettessero in modo pragmatico l’accesso al vaccino al maggior numero di persone all’interno di strutture coperte.

Questo nuovo disastro organizzativo, l’assenza di un piano vaccinale, rappresenta l’ennesima conferma di una incapacità di una qualsiasi visione prospettica espressione di scelte e di priorità molto lontane da una elementare tutela della  salute pubblica.

Il “miracolo italiano” assume i connotati di questo governo che esce dalla semplice manieristica divisione tra strategie politiche di sinistra o di destra, entra, invece, con pieno merito nel novero delle espressioni più cristalline della assoluta incapacità propria e della maggioranza parlamentare che lo sostiene.

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