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Prorogare lo stato di emergenza non basta se il governo non mantiene le promesse fatte

Sembra ormai scontato che il Governo chieda al Parlamento la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio portando così ad un anno il potere del Presidente del Consiglio di emanare i famosi DPCM. Ovviamente la decisione del Governo dovrà ottenere il voto favorevole del Parlamento. Lo stato di emergenza prolungato per così tanti tempo preoccupa, giustamente, molti sia perché di fatto da mesi il Parlamento è esautorato di molti dei suoi compiti sia perché non sempre le scelte del Presidente del Consiglio si sono rivelate idonee, inoltre l’esecutivo non è stato in grado di far rispettare le molte promesse fatte.

Vale ricordare che tutt’ora una rilevante parte degli italiani non ha ricevuto la cassa integrazione, che i contributi per biciclette e monopattini (questi ultimi rivelatisi anche molto pericolosi) non sono ancora stati varati ma solo annunciati creando gravi disagi in coloro che hanno fatto gli acquisti credendo all’esecutivo, che la scuola è ancora nel caos e che troppi uffici di interesse pubblico sono ancora chiusi con i conseguenti problemi per i cittadini. In modo avventato furono aperte le discoteche lasciando chiusi i tribunali e le tanto promesse riduzioni delle bollette si sono tramutate, dai prossimi giorni, in un aumento considerevole dei costi delle utenze.

Per queste e molte altre ragioni riteniamo che lo stato di emergenza non debba essere prolungato così a lungo e che comunque vada introdotta una norma che sottoponga comunque alla firma del Presidente della Repubblica i decreti del Presidente del Consiglio, in caso contrario rischiamo che lo stato di emergenza si tramuti in una dieta di potere assoluto di Conte che ha rappresentato due coalizioni di governo completamente opposte e che non ha mai avuto, dal voto popolare, alcun mandato. Oltre al Covid vi sono molti altri gravi problemi che attanagliano il nostro Paese, non ultimo la tenuta della democrazia.

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