Politica

Referendum: l’illusione geografica di una vittoria e la realtà economica

L’esito referendario, al di là dei soliti commenti e delle conseguenze politiche che questo sta generando, nasconde tuttavia una realtà ben più complessa di quanto non si creda. I numeri possono essere interpretati con l’obiettivo di esprimere una differente realtà da quella che viene raccontata tanto dai vincitori quanto dai perdenti.

Indubbiamente questi sono i risultati principali: NO 53,7% circa 14 milioni di voti, SÌ 46,2%, affluenza definitiva 58,9%. In considerazione del fatto che in Italia il numero di elettori è di 51 milioni, 47 milioni (47.331.428 alle europee 2024), ai quali aggiungere gli elettori all’estero, circa 4,8 – 5 milioni di cittadini iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), vuol dire che sono andati a votare poco più di 30 milioni di elettori.

Un numero certo importante, che inverte un trend preoccupante legato al sempre minore afflusso alle urne, ma la sua rappresentazione geografica non nel dovuto risalto è un aspetto fondamentale.

Emerge in modo molto chiaro come in sole tre regioni, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, la maggioranza degli aventi diritti si sia espressa a favore del Sì al quesito referendario. E nonostante la distribuzione geografica la vittoria del No risulta molto meno schiacciante di quanto le forze politiche contrarie alla Riforma proposta dal governo intendano affermare, in quanto non andrebbe dimenticato come queste tre regioni rappresentino oltre il 34% del Pil  nazionale, quindi le loro legittime aspettative relative alle tematiche di diritto e di competitività che la giustizia dovrebbe assicurare per attirare investimenti, pesino all’interno delle politiche economiche molto più di quanto questa cartina non riesca a dimostrare.

In altre parole la vittoria del No, che ha potuto contare sul 27,5% degli aventi diritto, anche se ha determinato una vittoria legittima va, tuttavia, valutata nel suo peso specifico specialmente in considerazione delle legittime aspettative di chi rappresenta oltre un terzo del Pil nazionale ed ha votato Sì, anche se circoscritto in tre sole regioni.

Solo il senso di responsabilità dell’intero arco politico parlamentare dovrebbe essere in grado di esprimere la volontà di dare una risposta a queste legittime aspettative, di chi rappresenta oltre un terzo dell’economia nazionale (34%), quindi ben oltre il risultato in termini percentuali della vittoria del No (27.5%) in relazione agli aventi diritto.

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